E D’Alema?

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D'ALEMA STORY

La presentazione del Pds, Roma 3 gennaio 1992. Da sx Antonio Bassolino, Massimo D’Alema e Achille Occhetto ANSA

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D’Alema e la P2

Berlusconi And D'Alema

ROME, ITALY – MAY 08: Candidates Prime Minister Silvio Berlusconi and Massimo D’Alema shake hands as presenter Bruno Vespa introduces talk show ‘Porta A Porta’ on tv channel Rai Uno, as part of the 2001 electoral campaign on May 8, 2001 in Rome, Italy. (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

D’Alema ha un’unico obiettivo festeggiare la vittoria della destra. Per uno che è stato un importante leader della sinistra italiana è una scelta incomprensibile.

Così si è espresso qualche giorno fa quel Orfini Matteo che aveva una bella scrivania nella Fondazione Italiani-Europei.

Mi sarò distratto, ma in questa campagna elettorale che un D’Alema si sia messo in gioco non l’hanno considerato in molti. Mi chiedo perché. Voci di corridoio dicevano che dentro LEU non lo volessero tra le prime file, e li posso capire, tuttavia, l’uomo che ha bombardato i ponti della Serbia, se se la rischia vorrà dire che una ragione ce l’ha. Quale? Per esempio fermare il gasdotto TAP? Tornare in televisione? Andare a prendersi qualche commissione? Coprirsi con l’immunità parlamentare? Proteggere i lucrosi affari tipo il Bingo realizzati con il sodale Luciano Consoli e il di lui socio Vincenzo Scotti?

A noi piace ricordarlo così

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Dionisia