Vincenzo Scotti ha fatto Bingo un’altra volta

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Ci ha creduto anche l’ex ministro Scotti.

D – Ma cosa c’entra col bingo, lei?

VINCENZO SCOTTI – presidente Ascob:
I miei interessi sono interessi in questa fase preminentemente culturali legati all’università e alla ricerca economica. Mi interessava capire queste cose, sono un dilettante di queste cose e mi diverte vederle funzionare. Mi ha aiutato molto a capire tante cose che forse non avrei capito della vita se non accostandomi a una realtà del tutto lontana e ignota rispetto alla mia formazione.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Il Bingo ha aiutato l’ex Ministro del Lavoro, dei Beni Culturali, dell’interno e degli esteri a capire tante cose della vita che forse non avrebbe capito se non accostandosi ad una realtà lontana dalla sua formazione. Detto terra terra: si e’ messo in affari, e oggi e’ presidente di Formula Bingo, che guadagna l’1.50% su ogni cartella venduta dalla sue 214 consociate .
Ma queste sale Bingo , che Per legge devono essere aperte tutta la settimana e non hanno obblighi di chiusura notturna, con dei costi di gestione altissimi, guadagnano?

Era il 2002, con l’euro fresco fresco di stampa.

AUTORE
E’ successo che degli operatori privati propongono al governo D’ Alema questa idea. E D’Alema vede la possibilità di fare entrare dei soldi nelle casse dello Stato. Intanto il signor Consoli, da esperto, pensa di formare, insieme all’ex ministro Scotti, una società di consulenza per le sale bingo.

D – Per cui era lei che veniva da dove, insomma, che mestiere faceva, lei?

LUCIANO CONSOLI – vicepresidente formula bingo:
Lei mi sta chiedendo il “D’Alema boys” e tutte queste cose qua? Questo vuole ottenere? Sì, io quando ero ragazzo ero iscritto al partito comunista, della gioventù comunista del PCI avevo conosciuto D’Alema se poi lei mi chiede: “ma l’ha aiutata massimo D’ Alema?” assolutamente no. Credo che lui abbia saputo dai giornali che io mi occupavo di queste cose.

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Dionisia