Matteo Renzi si dimette e gli unici che non sapevano come sarebbe andata finire erano i servizi segreti francesi

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Vediamo se riesco a distrarvi, anche solo per un momento, dai risultati elettorali (importantissimi!) ricordandovi che la politica estera, secondo questo marginale e ininfluente blogger, è tutto.

E nello scriverlo intendo dire che tra poche ore le cancellerie/le nunziature/le agenzie di intelligence,  si porranno il problema di interpretare questi risultati.

Da subito mi soffermo sulla Francia perché ho ancora nelle orecchie e negli occhi segni (anche forme più esplicite) che provenivano, solo alcuni settimane addietro, dall’inquilino dell’Eliseo Emmanuel Macron indirizzato verso il prescelto interlocutore in Italia, ricordandomi e ricordandovi che per l’aitante francese, questi era Matteo Renzi. Ma chi informa/disinforma il Presidente della Grande Francia, mi chiedo, alla luce delle dimissioni (questo sta per avvenire) del ragazzotto toscanello che si era sentito re? E anche un re un po’ tirannello.

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A me, perché mi ero schierato da anni a favore del M5S, un francese dei “servizi” (ve ne ho già parlato ma oggi non ho voglia di infierire sugli sciocchi) mi dava dell’inaffidabile e dell’impresentabile, in quanto  tale il Movimento era considerato, secondo lui, a Parigi e, di conseguenza, chi lo appoggiava o lo considerava, viceversa, una realtà politica destinata a crescere. Oggi  ho prova che avevo ragione io e il titolato agente internazionale mi fa pena ricordarlo mentre mi cazziava per questa mi (coraggiosa) scelta. Stiamo parlando di anni addietro ma su questa questione dei pressappochisti francesi e di cosa invece ora bisognerà fare per dare forza alla politica estera italiana è un discorso che riprenderemo nei prossimi giorni. Oggi ero interessato a ricordare che l’interlocutore di Macron in Italia era (era in quanto, viceversa, è morto) Matteo Renzi e, in Spagna, Albert Rivera. I tre si preparavano a schierare una lista alle elezioni prossime europee.

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Mi sembra che cominci male l’avventura del signor BonaventuraMacron, autocandidatosi a dominus di una mini Europa costituita da un triangolo franco-spagnolo-italiano. Ricordando che il furbo toscano Renzi sarebbe stato pronto ad una soluzione “Franza o Spagna purché se magna” ma che ora la situazione si presenta più difficile.

La politica estera è tutto e si vedrà sempre di più.

Oreste Grani