Pontidagate?

 

 

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Lo statista alla destra del Presidente Putin si chiama Salvini, Matteo Salvini

— A Matteo Salvini va riconosciuto il merito “storico” di essere stato tra i primi politici europei a sbilanciarsi a favore di Mosca nel contenzioso tra l’Ucraina e la Federazione Russa. Un merito d’attribuire anche, certamente, all’Associazione Culturale Lombardia Russia di Gianluca Savoini. Nel corso della primavera del 2014, durante il referendum in Crimea a seguito al colpo di stato di Euromaidan, la partecipazione dell’on. Claudio D’Amico — responsabile dei rapporti coi partiti esteri della Lega Nord — in qualità di osservatore elettorale poteva già far presagire qualcosa. Infatti, poco più tardi Matteo Salvini si è presentato in prima persona a Sebastopoli, divenendo, di fatto, il primo leader di un partito occidentale a riconoscere la decisione del popolo crimeano, ovvero l’appartenenza della Crimea alla Federazione Russa. Questa presa di posizione non è passata inosservata a Mosca, tantomeno le battaglie leghiste per dire “no!” alle sanzioni nelle sedi nazionali ed europee. Fabio Sapettini, autore di Da Pontida a Mosca

È lecito sognare, anche agli imbecilli che nella vita non hanno mai combinato nulla, tipo Matteo Salvini. Che questo nulla cosmico aspiri all’incarico di formare il Governo futuro del Paese più che ridere fa pensare a quanto un personaggio della caratura di Putin sia caduto in basso ritenendolo un alleato.

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Fossi un membro del COPASIR due chiacchiere con questo soggetto le farei, siamo o no un paese Nato imegnato a contenere l’espansionismo putiniano?

Davvero immaginate che questo fannullone, transitato dal Leonka (celeberrimo centro sociale de sinistra milanese) alla Le Pen, sia buono a fare qualcosa di più che sbraitare e fomentare l’odio razzista? Com’è possibile che un astuto colonnello del KGB lo abbia fatto avvicinare al suo tavolo e in nome di che? Fossi in Putin, chi me lo avesse portato sarebbe oggi in Siberia a vendere frigoriferi. Eppure è successo e il cretino si pavoneggia da capo del governo agitando i sonni dei democrat nostrani. O tempora o mores.

Salvini è più o meno il tacco di Silvio, lo capissero tutti e si mettessero il cuore in pace; qui non siamo di fronte a un professore di geopolitica presso la Link Campus di Scotti come Mifsud, il piazzista delle mail della Clinton trafugate dai russi, ma a un poveretto.

Dionisia

P.S. Le immagini della crisi politica dell’Occidente, Salvini scambiato per uno normale

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