Tra una università e l’altra: Link Campus e Niccolò Cusano

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L’odore dei soldi, se valeva per Berlusconi, deve valere anche per i berlusconini. E che si tratti di un berlusconino penso che la biografia lo dica al di la di ogni ragionevole dubbio. Di tutto un po’ (fino a fornire pasti per S.Egidio), la nascita di un movimento politico MUI con, a capo lista, nel 2013, per sindaco di Roma, Stefano Ranucci (vedi a seguire l’intervista scelta perché nulla come un’intervista affida, spontaneamente, indizi/informazioni sulle persone che ti accompagnano nel tuo percorso professionale, imprenditoriale, culturale e, in questo caso, anche politico) passando per il calcio, e ancora il calcio, e ancora il calcio per atterrare a far nascere l’Università Niccolò Cusano a cui, negli anni, si iscrivono, a caro prezzo, migliaia di studenti desiderosi di laurearsi e di prepararsi alla complessità contemporanea e dove poi finiscono per insegnare le più diverse personalità professionali.

Tra le altre la candidata per il M5S a guidare le sorti del Paese in Politica Estera, dottoressa Emanuela Del Re ora senatrice eletta nel collegio uninominale 11 – ROMA – QUARTIERE PRIMAVALLE.

Oggi, più di ieri e meno di domani, mi dedico ai percorsi rizomici che tanto mi attraggono e che qualche volta, lo confesso, mi divertono pure.

Mai – però – lo faccio tanto per fare o per sentirmi appagato dall’essere un’abile sniferr. Anzi, quando scopro che avevo ragione, provo anche una forma di tristezza se la scoperta di quella verità mi inquieta.

Il berlusconino a cui mi riferivo in esordio di post è Stefano Bandecchi.

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Mettiamo in moto l’algoritmo che facilità l’investigazione  ricordando prima – a chi non lo sapesse – cosa si intenda per Text mining:

Il T.M. è lo strumento che permette di trattare documenti e dati (strutturati e destrutturati, da fonti aperte e chiuse, banche dati, Internet, pubblicazioni cartacee) con strumenti di analisi e catalogazione automatica che rendono note le conoscenze nascoste, implicite e che identificano la lingua in cui sono scritti, estraggono concetti chiave, nomi propri e frasi, classificano un documento in funzione della rilevanza rispetto a uno specifico argomento, problema o chiave di interpretazione, collegano le informazioni tra di loro in relazioni spaziali o temporali, scoprono legami o catene di informazioni legate fra di loro, effettuano analisi incrociate e correlazioni di informazioni, e permettono l’utilizzo congiunto di package statistici. Così, si possono analizzare volumi immensi d’informazione, in tempo reale o in differita, identificando relazioni e strutture che altrimenti sfuggirebbero alla capacità analitica dell’essere umano.

Livornese di nascita, figlio di un camionista (che ha lavorato anche per il mitico presidente amaranto Aldo Spinelli), Bandecchi è cresciuto nella sua città natale (per la precisione nel quartiere di Shangai, lo stesso dei fratelli Alessandro e Cristiano Lucarelli, calciatori) praticando atletica leggera nella Libertas Livorno.

Ha svolto il servizio militare nei paracadutisti e, in tale veste, è stato anche in missione in Libano.

Personaggio eclettico (tifosissimo, tra l’altro, del Livorno, ndr) e dagli svariati interessi, è balzato recentemente alle cronache per il tentativo di acquisizione della società amaranto attraverso una persona di sua fiducia, Stefano Ranucci, presidente dell’Università Niccolò Cusano.

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Dopo un primo annuncio di trattativa andata a buon fine, le parti – piano piano – si sono allontanate e l’affare, ormai, sembra definitivamente saltato. Nello specifico, Spinelli ha contestato al gruppo riconducibile a Bandecchi la mancanza di liquidità, mentre dall’altra parte si è parlato di liquidità impiegata in altri modi. Ci sono stati, poi, comunicati ufficiali di accuse e di smentite. Interessante, ad esempio, quanto dichiarato da Bandecchi, proprio in risposta a Spinelli attraverso il comunicato ufficiale dell’Università Niccolò Cusano: <<Abbiamo letto con disappunto su diverse testate giornalistiche che la trattativa tra il Gruppo Spinelli e l’Università Niccoló Cusano sarebbe saltata, come detto dal presidente Spinelli, per mancanza di liquidità momentanea. Vorremmo precisare che questo non risponde a verità ma è solo l’interpretazione di una nostra scelta industriale, non mancanza di liquidità ma impiego di liquidità in altri modi. D’altronde lungi da noi pensare che se il Gruppo Spinelli avesse voluto 12 milioni cash, e così non è e non è stato, li avrebbe voluti x mancanza di liquidità momentanea. Ricordiamo che l’Unicusano onora con regolarità mensile 600 stipendi e possiamo oltretutto dire, senza timore di smentita, che da ieri l’Unicusano sta valutando l’acquisto di un’altra tra 3 società di calcio (in Serie A, B, C) in base alla migliore possibilità di sviluppo del piano industriale, lo stesso che avremmo portato alla squadra e alla città di Livorno. Concludiamo dicendo che qualora il pres. Spinelli volesse mantenere le conclusioni a cui eravamo giunti martedì 13 maggio alle 17:30 presso i suoi uffici (come da sue dichiarazioni) l’Unicusano sarà lieta di onorare gli impegni presi in quell’occasione. A noi la notte non ha portato consiglio>>.

Dunque, appare chiara la volontà di Bandecchi di entrare comunque nel mondo del calcio (in A, in B o in Lega Pro) con un progetto ambizioso. Si vocifera, poi, che Bandecchi sia amico di Luciano Moggi. Comunque sia, gli interessi dell’imprenditore sono in crescita e abbastanza diversificati. Infatti, è l’editore di Radio Manà Manà, di Radio Manà Manà Sport e del quotidiano Le Novae, oltreché fondatore e amministratore delegato dell’Università Niccolò Cusano.

Tale università, fondata nel 2006, ha circa 10.000 studenti ed è in continua crescita. Bandecchi, poi, che in passato ha creato Universitalia (istituto di preparazione agli esami universitari), si occupa anche di turismo e di ristorazione (offrendo, tra l’altro, alcune migliaia di pasti alla comunità di S. Egidio). Inoltre, ha fondato il Movimento Unione Italiano, movimento politico riconducibile al centro-destra e Stefano Ranucci (ex-direttore generale di Iberia Airline per l’Italia e Malta, ndr), suo uomo di fiducia, ha corso in occasione delle ultime Comunali di Roma.

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Nel passato di Bandecchi trovano spazio anche il voto al Msi e la disponibilità a candidarsi ricevuta da Forza Italia.

Gli algoritmi autoapprendenti che si spingono fino a sembrare intelligenti, forniscono altro materiale dopo una doppia ricerca semantica (facile) e concettuale (più difficile).

Ecco un ulteriore esempio estratto dall’oceano internettiano.

Dalla Bruzzone a La Porta: ecco la lista Mui. Stefano Ranucci candidato sindaco

“Hanno già raccolto le firme necessarie per presentarsi alla corsa per il Campidoglio e a quella per i singoli municipi. Hanno indicato un candidato sindaco e in questi giorni stanno definendo le liste definitive con cui correranno.

Sono gli uomini e le donne che compongono il MUI, Movimento Unione Italiano, partito fondato due anni fa dall’imprenditore Stefano Bandecchi, presidente dell’Università Unicusano, e che alle prossime Comunali competerà guidato dal 50enne Stefano Ranucci, attualmente presidente del CDA di Unisu ed in passato dirigente di grandi aziende italiane e straniere. Sarà lui il candidato sindaco di una lista che nei prossimi giorni sarà ufficiale, ma nella quale figurano nomi conosciuti come quelli della criminologa Roberta Bruzzone e dello scrittore-giornalista Gabriele La Porta.

Abbiamo incontrato il candidato sindaco Ranucci per farci spiegare qualcosa in più di questa iniziativa politica.

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Dottor Ranucci, cos’è il MUI?

È un movimento fondato due anni fa dall’imprenditore Stefano Bandecchi che ha aggregato attorno a lui manager, professionisti, avvocati e gente comune. Tutte persone accomunate dal saper fare e dalla voglia di fare cose per la collettività.

Come mai si parla di questo Movimento solo oggi?

Perché in questi anni l’abbiamo accantonato in quanto le nostre attenzioni sono state concentrate sulle aziende del gruppo. Oggi, in un momento difficile per l’Italia, e alla vigilia di una tornata elettorale importante come quella per il Comune di Roma, abbiamo deciso di ritirarlo fuori e di impegnarci attivamente.

Viene spontaneo chiedersi perché…

Perché, come dicevo, è un momento difficile. Perché la politica è immobile. Perché il fondatore del movimento, e tutti i candidati, hanno un enorme legame con Roma che vive, a causa di scelte sbagliate, un momento difficile. Per tutte queste ragioni messe insieme abbiamo pensato che fosse giunto il momento di mettere in pista il MUI.

E come mai presentate un vostro candidato sindaco? Non sarebbe stato più facile fare un accordo con chi è già in corsa e, verosimilmente, ha più speranze di vincere?

La nostra non è un’iniziativa spot: guardiamo molto oltre. Questa non è che la prima di tante elezioni in cui presenteremo la nostra proposta. Sarà per noi una vittoria riuscire a far conoscere la nostra immagine e il nostro programma. Ci mettiamo la faccia, anche se siamo consapevoli che potremmo andare incontro, nell’immediato, ad una bocciatura.

Però ad una collocazione politica avrete pensato, no? Destra? Sinistra? Centro?

Possiamo dire di essere trasversali. Abbiamo candidati che vengono da formazioni diverse tra loro. Alcuni più di sinistra, alcuni decisamente più di destra.

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Qualche nome in lista?

Con noi correranno tutte persone estremamente competenti nei loro settori. Per esempio avremo in lista un alto funzionario della polizia municipale di Roma. E’ un nostro sostenitore da tempo ed ora scenderà in campo con noi. Si occuperà dei problemi del traffico. Il nome mi permetta di non farlo per ora. In lista ci sarà poi la criminologa Roberta Bruzzone, anche lei nostra sostenitrice da tempo. E per la cultura invece ci sarà Gabriele La Porta, volto noto alla platea televisiva ed ex dirigente Rai.

E poi c’è lei come candidato sindaco. Chi è Stefano Ranucci?

Mi lasci dire prima di tutto che essere candidato sindaco mi riempie d’orgoglio. Chi sono? Sono un 50enne professionista romano. Sono stato dirigente in tante grandi aziende: responsabile vendite in Alpitour, direttore commerciale per la Iberia, direttore generale per Vastours e per Ristonova. Dal 2006 ad oggi rivesto la carica di vice direttore generale dell’Università Niccolò Cusano oltre ad essere presidente del Cda Unisu. Mi avvicino alla politica con l’idea che questo è il momento del fare.

Ma anche dell’esperienza, se permette...

Sicuramente. Però vede, quando ero giovane e cercavo lavoro era avvilente leggere: si cerca giovane con esperienza. Mi chiedevo sempre: “Come posso avere esperienza se non mi fate lavorare?” Bene, posso dire che la mia perseveranza e la mia voglia di emergere sono stati determinanti per vincere la sfida. Oggi vedo e percepisco lo stesso atteggiamento. Io come candidato sindaco, ed il MUI, puntiamo a vincere questo scetticismo e a dimostrare a tutti che il saper fare e il voler fare è la condizione fondamentale per riuscire professionalmente sempre.”

Parole da pesare e da saper intellegere fino a quando non si spegneranno i riflettori sulla Nicolò Cusano, luci che stiamo accendendo noi per primi dopo aver, al tempo debito, richiamato la doverosa attenzione sulla LinkCampus di Vincenzo Scotti.

Oeste Grani/Leo Rugens