Che fine faranno? Apriamo una sottoscrizione… per farci risarcire dei danni

Tengo ai miei post e a cosa ho saputo dire e, nel dire, pre-vedere. Sono stanco anche di sentirmi spiegare dall’ultimo che arriva chi sia Beppe Grillo, chi Luigi Di Maio e dove stia andando il mio Paese. Sono stanco ma continuo a sopportare, consolandomi con la Macchina del Tempo che mi è buona testimone.  Se vogliamo fare a gara (date, pensieri, stima, affetto) siamo pronti.

Oreste Grani e la Redazione


“ATTANASIO CAVALLO VANESIO” MATTEO RENZI, AVVICINANDOSI I ROMBI DI GUERRA, CI SEMBRA TROPPO CONDIZIONATO DA INDIVIDUI CHE PER NESSUN MOTIVO POTREBBERO AVERE IL NOS

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Come volevasi dimostrare, il baricentro del mondo si sposta nell’Europa centrale e nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Anche Renzi, che non ha mai capito una H di geo politica, scopre che per l’Italietta conta di più una raffineria (in realtà è un immesso deposito) che brucia in Libia che tutte le “faccette” (sembra Petrolini/Mussolini del ’38) che ci propina quando ci parla di riforma del Senato, di Alitalia o del trasloco della Concordia. Tenete conto che, se non ci fosse quel furbacchione di Giancarlo Elia Valori, con le sue cartine, a ricordare al Premier dove è la Libia rispetto alla Tunisia e all’Egitto o dove confina Israele con la Giordania, Renzi (poveretto, non c’è neanche Crozza a sostenerlo) non saprebbe che pesci prendere. Anche perché, Lapo Pistelli, che, invece, mastica la materia, è rientrato da sole 24 ore dalla missione in Africa dove è andato a recuperare la cittadina statunitense Meriam Yahia Ibrahim Isha (la cristiana punita con cento frustate sotto gli occhi del mondo), pronta al rientro negli Usa, dopo lo scalo “tecnico” a Roma. Comunque, per come Lapo Pistelli ci risulta guardare in cagnesco quell’ingrato arrogante di Renzi, difficilmente lo immaginiamo pronto ad aiutare l’ex concorrente della Ruota della Fortuna a capire il “Grande Gioco ” in corso. Gira che ti rigira, vuoi vedere che la Ruota della Sfortuna, sotto forma della “guerra diffusa”, si prepara a fermarsi in corrispondenza di Matteo The Best?

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Torniamo ai suoi consiglieri: uno, Elia Valori, per anni, ad una lettura superficiale, è sembrato capire di vicende  mediterranee perché poteva contare sulle informazioni di prima mano che gli fornivano alcuni nunzi apostolici, per lungo tempo, figure  a lui favorevoli. Altri Papi, altre entrature, altre intimità. A queste elaborazioni “colte”, Elia Valori aggiungeva un pizzico di “Gerusalemme” e la sua intelligence. Tutto questo groviglio relazionale oggi è inammissibile in Vaticano e tanto meno in Israele, con l’aria che tira,c’è qualcuno che ha tempo di  pensare al vecchio imbellettato trafficante. Da quando capire come si stiano mettendo le cose è diventato un esercizio difficile (anche per la diplomazia e l’intelligence della Chiesa di Roma), Elia Valori non ne azzecca più una. Inoltre, tengo ad evidenziare questo dettaglio, andando indietro nel tempo, a prima della così detta “Primavera araba”, trovatemi un suo intervento ad un convegno, una sua intervista televisiva o radiofonica, un suo libro, un suo articolo giornalistico sulla testata Formiche che pre-vedesse la fine di Ben Alì in Tunisia, di Gheddafi in Libia, di Mubarak in Egitto. Niente, non c’è una sillaba documentata su queste sue presunte capacità previsionali. Una vera schiappa. Eppure, ha goduto, per anni fama di saper delineare ipotesi geopolitiche, soprattutto nel Mediterraneo e nella lontana Cina. L’altro, Michael Ledeen, frequenta e suggestiona il Premier con tutt’altro intendimento che spiegargli cosa realmente accada o stia per accadere. Ledeen, come ha sempre fatto in questa martoriata Italia, interagisce con le vicende “nostrane” con l’obbiettivo opposto a quello di “far chiarezza”. Ledeen è il miglior “disinformatore” che gli ambienti “repubblicani” abbiano tra la loro vecchia guardia. Ledeen “disinforma” tutti, anche quelli che sembra, in quel momento, “informare”. “Disinforma” tutti tranne, ovviamente, il suo ambiente di riferimento, perché, se non lo aveste ancora capito, Ledeen è un patriota ma, giustamente, lo è del suo paese.

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Matteo Renzi, viceversa è un “italiano” pro forma, dalla lingua biforcuta come dice di lui Piero Pelù. Matteo Renzi ci appare proprio l’uomo sbagliato per gestire la situazione gravissima in cui si troverà il Paese quanto prima. Se va bene, ci rimane qualche mese per trovare una soluzione alla complessità che ci ghermirà. Matteo Renzi non può essere il salvatore della patria perché ha una personalità pericolosamente somigliante a quella che descrive il suo concittadino fiorentino Piero Pelù: “MATTEO RENZI, il sindaco più latitante della storia di Firenze, ora si sente la vittoria in mano per le prossime imminenti elezioni politiche nazionali, è riuscito con perseveranza certosina e promesse fantascientifiche a mettere tutti d’accordo all’interno di quel buco nero della politica che è il P.D. (non è l’acronimo di una bestemmia ma ci si avvicina molto), anche il volpone D’Alema si sta inchinando al nuovo che avanza. Bene, aria nuova o aria fritta? Il rampante Renzi sa bene di politica fatta all’italiana ma soprattutto sa benissimo cos’è il marketing applicato ad essa (da buon berluschino altro non può fare) e così quando arringa il suo fan club ai comizi o va in tivvù fa il toscanaccio con la lingua biforcuta, diventa tagliente, fa “impazzire” il povero Vespa, c’ha una battuta per tutti, risulta simpatico e coinvolgente. La massa forse gli sta credendo davvero e lo voterà, come leader dell’amorfo P.D. lo voteranno sia da destra che da sinistra. “Asfalteremo il PDL!!!” è una delle sua ultime chicche riprese da qualsiasi massmedia italiano. Bene Matteo asfaltali tanto stanno alla frutta, ma allora asfalta pure tutti i mafiosi che ci stanno attaccati come sanguisughe da 60 anni, asfalta tutti i massoni che in quanto a lobbismo marcio non sono secondi a nessuno, asfalta tutti quelli come Marchionne, asfalta le lobby farmaceutiche, asfalta gli spacciatori in giro ad ogni anglo di strada, asfalta chi gli dà la roba da vendere, asfalta anche quello che ora non mi viene in mente così magari mi stupisci per una volta. Ma siccome so che non asfalterai niente e nessuno di queste voci (con calma capiremo il perchè) allora come cittadino\contribuente di Firenze ti chiedo se, finito questo mondiale di ciclismo, sarai in grado di asfaltare (o lastricare) le migliaia di pericolosissime buche che ci sono nelle strade della mia amata città. Grazie dell’attenzione.”

Frasi dure che non lasciano adito a dubbi.

Se questo profilo caratteriologico e morale del Premier, lo si abbina a quanto si deduce dalle approfondite indagini effettuate dal massimo specialista italiano di utilizzo, a fini investigativi, dei tabulati “telefonici” prodotti dalle così dette prestazioni obbligatorie, Gioacchino Genchi a proposito di uno dei consiglieri strategici che da sempre indichiamo tra quelli che stanno alle spalle di Matteo Renzi, Giancarlo Elia Valori, dovete immaginare quanto questo ci preoccupi per l’avvenire del nostro Paese.

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Giancarlo Elia Valori, non solo è ciò che le investigazioni (legittime) di Gioacchino Genchi hanno descritto (senza ombra di dubbio alcuno) ma, se a questo quadro freddo e “tecnologico” (http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/12/09/rivelazioni-dall’archivio-genchi-chi-e-elia-valori-pietro-orsatti/) si aggiungono ragionamenti quali quelli che più volte Alberto Statera ha dedicato allo scaltro vecchio imbellettato analista, capite in che mani stiamo quando si crede che a governare l’Italia sia il “segretario del PD”. Chi di voi ricorda il “mago” Lopez Rega e l’influenza nefanda che esercitava su Peron? Ricordate di che feccia umana si stia parlando e che trame oscure avvenivano, ordite da Isabelita e dal suo fedele “cagliostrino”, a danno dei cittadini argentini? Bene, Lopez Rega apparteneva (per fortuna è morto) agli stessi ambienti di mestatori che hanno consentito a Giancarlo Elia Valori di intermediare (armi) perché i generali argentini, folli nella loro decisione di fare guerra al Regno Unito di Elisabetta II, fossero armati di missili acconci a tentare di sconfiggere militarmente l’armata britannica e la sua leggendaria marina. Un vero “mago” dei comportamenti avidi e per intendimenti sanguinari. Espressione dura ma in quale altro modo vanno appellate le mediazioni d’affari finalizzate a vendere armi? A cosa servono le armi se non a spargere sangue? Eppure, gli “italianetti”, quando inneggiano e si affidano a Renzi “bravo ragazzo”, nulla sanno di questi oscuri legami consulenziali con il vecchio impomatato Elia Valori. Nessun giornalista fa la domanda diretta, nessun giornalista  chiede al loquace capo del Governo conto di questo tipo di sussurratore “all’orecchio” che si tiene alle spalle.

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Forse, i nostri coraggiosi amanti della verità, temono qualcosa ricordando che anche per un vero criminale passato in giudicato quale è Licio Gelli, Giancarlo Elia Valori era troppo “complesso” tanto da deciderne l’espulsione dalla Loggia P2. Se Valori non andava bene neanche per la P2, chissà a quale tipo di massoneria appartiene?! Mi domando, soprattutto, quanto possa essere “pericoloso” suggerire ai membri del Copasir del M5S di chiedere conto al Capo dei servizi segreti del Paese (cioè Matteo Renzi) di queste amicizie e frequentazioni cultural/professionali. Forse, avvicinandosi i venti di guerra, come si è sempre fatto nella storia dell’umanità, dovremmo fare piazza pulita tra le nostre fila e allontanare, dai luoghi delle decisioni legate alla sicurezza nazionale, persone di cui non sono chiari i legami internazionali, le finalità delle azioni e le frequentazioni quotidiane. Se il Capo del Governo decidesse di non frequentare più Michael Ledeen (dichiarandolo persona poco gradita), se allontanasse dalle proprie orecchie, Giancarlo Elia Valori e approfondisse (come chiedono di fare molti frequentatori del web) cosa andasse a fare Goffredo Bettini in Thailandia, siamo pronti a cambiare idea su di lui e a chiedere a Piero Pelù di fare altrettanto. Viceversa, avvicinandosi i rombi di guerra, continueremo a non fidarci degli improvvisati statisti e statiste che lo affiancano e a non considerarlo la guida sicura per attraversare il deserto o le tempeste, metafore entrambe dei guai e dei tempi “biblici” che  ci aspettano. Dietro l’angolo.

Leo Rugens