Il ragionier Rosato (non Fattozzi) e i suoi misfatti

fantozzi (1)

Se avessi scritto, nei mesi precedenti la votazione, che Ettore Rosato era un vero ebete (e che anche somaticamente se ne vedevano i segni), un po’ mascalzone, certamente avversario politico sleale che pur di far prevalere la fazione renziana di “delinquenti seriali che andrebbero processati ” (come li definisce l’esperto comunista, ex tesoriere dei DS, Ugo Sposetti), certamente giurista inadeguato a costruire un legge elettorale, mi sarei visto convocare, nei soliti posti (procure e polizia postale) a rispondere delle mie espressioni violente e incitanti alla gogna pubblica a cui destinare un tale sgangherato personaggio.

Ora che a cinque giorni (ma se ne parlerà, per la proclamazione, fra altri tre/quattro per avere certezze) dal voto è chiaro che le donne sono state fottute (pardon!) nelle percentuali  nella sostanza nelle proporzioni per l’ingresso in Parlamento e perfino chi ha stravinto non potrà avere eletti tutti i suoi candidati come il popolo sovrano avrebbe deciso, mi chiedo perché, sia reato, scegliere di dare fisicamente (quindi non metaforicamente)  dei calci in culo a questo ladro di prebende pubbliche e di vitalizi futuri? Perché lui e i suoi complici ci hanno dovuto sputazzare in faccia e noi non possiamo usare lanci di ortaggio ormai in putrefazione per pareggiare il conto? La verità che il fantozziano ragionier Ettore Rosato non è solo un ebete incompetente, ma è anche un “ragioniere (non un giurista!!!!!!) raggiratore” che scientemente ha ordito un complotto politico, sabotando lo spirito della convivenza civile e mettendo a rischio la pace sociale. È un ragioniere (calcolatore quindi!) sabotatore e come tale andrebbe trattato. Anzi, è un “ragioniere eversore” che ha provato in tutti i modi a fottervi. Alla faccia dei competenti!

Vediamo di non rimuovere il senso delle parole che sto usando, pronto, come al solito, a risponderne nelle sedi di legge ricordando doverosamente che, bizzarro e atipico come sono, ho affinato una qualche dose di pre-veggenza e l’ultimo che, arrogante, ha reagito al miei servizi alla Dea Verità (altro – in realtà – non faccio), lo hanno arrestato.

Questo post per dire che eviterei di fare solo battute sulla legge delirante: sono certo, infatti, che si potrebbe arrivare a dimostrare, se ci fossero prove audio-video sufficienti, che quanto è accaduto è frutto di una congiura (e come dobbiamo chiamare una cosa destabilizzante come quella che è stata ora-ora messa in atto?), pensata (e li sono in difficoltà a cacciare le prove per tecnologia inadeguata) da Rosato, condivisa nelle segrete stanze da Matteo Renzi (toscano), Maria Luisa Boschi (toscana), Gianluca Dotti (toscano), Marco Carrai (toscano), Giorgio Tonini (toscano), Andrea Marcucci (toscano) e altri vecchi volponi che da sempre si interessano di collegi e come fottere gli italiani e, ritengo, una delegazione di mascalzoni berlusconiani pronti a fare fuori le forze emergenti del M5S per condizionare la volontà popolare avendo come credo che quando il popolo non è d’accordo bisogna nominare un nuovo popolo (B.Brecht). Un tempo questi ambienti sordidi, facevano mettere bombe, aprivano o chiudevano dossier; oggi cambiando nomi (alcuni sono gli stessi), compiono attentati alla Costituzione e alla convivenza civile con leggi tipo il Rosatellum. Non ho voglia di ridere e rimpiango solo di non avere più l’età o, i citati calci in culo, scorte o non scorte, a questo ibrido mascalzone/ebete, glieli darei personalmente. Tornando sulle espressioni forti (ma alla luce dei risultati elettorali, molto vicine alla realtà) usate dal saggio ed esperto Sposetti direi di godervi tutto il ragionamento fatto dallo stesso a insulto definitivo del delinquente seriale Renzi Matteo e della sua banda. Certamente, se richiesto, Sposetti indicherebbe in Rosato uno della cerchia dei “delinquenti seriali”.

libro l'apparato

Per tanto mi sento in buona compagnia avendo certamente più simpatia per il fedele custode dei beni immobiliari dell’Apparato, che del vanesio cavallo/somaro Attanasio/Renzi, come, con lungimiranza, l’ho cominciato a chiamarlo nel lontano 2013  quando, viceversa, c’era gente che mi veniva a sussurrare che Renzi, ormai, era il vincitore assoluto e che molti ambienti (quegli ambienti!) ormai erano tutti le sue mani.

Adoro quando, con largo anticipo, vedo come va a finire. Come se adesso il toscanello decidesse di reagire all’insulto bruciante (delinquente seriale) rivoltogli dal marchigiano (è di Tolentino) mio coetaneo, Sposetti. Sarebbe un massacro.

Oreste Grani/Leo Rugens

Adoro aver ragione con larghissimo anticipo (eravamo alla vigilia della tornata elettorale del 2013) come quando, sotto una pioggia scrosciante, a piazza del Pantheon, davanti ad un decaffeinato, con l’amico V., mi permisi di dire che il problema non era l’emergente (a suo giudizio) Luigi Bersani (che ha fatto la fine che ha fatto!) ne, tanto meno, il potentissimo l’italiano-europeo Massimo D’Alema (che ha fatto la fine che ha fatto!) che asseriva di non conoscere la politica che veniva fatta dai cittadini e non dai partiti, ma capire “quando e come” si fossero determinate le condizione per la vittoria certa e macroscopica del M5S.