La Sicilia possibile maestra di vita e di educazione al lecito e al bello

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Alcuni giorni addietro (pochi in realtà) mi sono trovato a ragionare con una persona che mi è sempre più cara, sul valore strategico della Sicilia nel Mediterraneo, isola che si è espressa, con quelle percentuali, a favore dei rappresentanti del M5S.

Parlando di cose bellissime abbiamo citato, in una gara a salire, alcuni capolavori artistici unici al mondo ed in particolare ci siamo soffermati sui mosaici di Piazza Armerina, ricordando al mio interlocutore (di che deve vivere un signore  ormai anziano se non di piccole vanità?) di quando scelsi, con audacia (Sgarbi ancora non si era avvicinato a quell’amministrazione comunale) il nome “Piazza Armerina” per la testata di un mensile di cultura. Il mio interlocutore mi ricordò, a sua volta, le bellezze di un’altro luogo straordinario e cioè la Villa del Tellaro.

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Risposi che non solo la conoscevo ma avevo documentazione nel mio archivio (ma quanto è grande e articolato?) di quel capolavoro e di una lontana (era il 29 luglio del 2004) corrispondenza intercorsa tra la struttura dell’epoca (Kami Fabbrica di Idee) che dirigevo e l’Area Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Siracusa competente per i Mosaici del Tellaro. La lettera era a firma della dottoressa Maria (o Mariella?) Musumeci, cognome evidentemente molto comune in Sicilia.   

Preso da un pensiero di verifica sulla memoria che ho come unico bene rimastomi, sono andato a recuperare “le carte” (come le chiamo io) e ho ritrovato (ma come faccio?), con una lettera, anche una pubblicazione “I mosaici del Tellaro” a cura di Giuseppe Voza che oggi saccheggio e, così facendo, qualora non lo conosceste, vi richiamo l’attenzione su quel capolavoro e su quella parte dell’Isola.

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Evviva la Sicilia, possibile maestra di vita e di educazione al lecito e al bello.  Se solo in molti lo volessimo.

Mai, come ora, è tempo di provarci.

Musumeci Nello e arroganti assuntori di cocaina, a prescindere.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Il volume porta alcuni messaggi di politici di turno che comunque mi colpiscono per i loro ruoli ancora oggi a cominciare dal complesso Fabio Granata, all’epoca Assessore Regionale ai Beni Culturali Ambientali e alla Pubblica Istruzione e che oggi in molti considerano figura di regia poco visibile di quanto  è accaduto in Sicilia in occasione della vittoria, di stretta misura, alle Regionali, di Nello Musumeci contro il M5S.

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