“Lavanderia Italia”, un problema centrale per la sicurezza nazionale e internazionale

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Giocatori di dadi

In un’intervista che aveva concesso a Vita, Luigi Di Maio delineava i punti cruciali di un “welfare 5 stelle”. Non ultimo, anzi cruciale il tema della lotta all’azzardo. Un azzardo che, nel 2017 (dati dell’Agenzia dei Monopoli, 31 dicembre 2017) ha fatturato 102 miliardi di euro. (Vedi articolo originale)

Il motore a 5 Stelle del contrasto all’azzardo è il Senatore Giovanni Endrizzi cui va tutta la mia stima per aver scelto un settore che più pericoloso e maleodorante non si può, basti pensare a personaggi quali Vincenzo Scotti, Luciano Consoli, Corallo Francesco ecc. ecc. e al probabile movente dell’assassinio di Daphne Caruana Galizia.

Endrizzi ha tra i suoi meriti anche quello di avere trovato una sponda intelligente nella testata “Vita”, che da anni sostiene senza cedimenti la stessa lotta. Un binomio forte, elaborato intellettualmente anche da Marco Dotti, infaticabile macinatore di dati e lettore delle affaristiche dinamiche che stanno mutando rapidamente il volto all’azzardo, ormai in mano a fondi d’investimento.

Per chi non lo sapesse o non lo capisse, al fianco di “Vita” si è schierata anche quella componente del mondo cattolico che vede in Papa Francesco un faro di speranza per gli ultimi, per gli oppressi e per le persone oneste.

Mi permetto ora un paio di considerazioni nel merito e una proposta modesta per aumentare la forza d’urto contro un mostro che fattura 102 miliardi di Euro.

Premesso che a quel fatturato corrisponda solo una “piccola” per quanto costosissima, in termini sociali, percentuale di soldi che escono dalle tasche di soggetti oggettivamente deboli, il resto è riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Chi, quando, dove, come, il perché non è scontato, abbia architettato questo gioco osceno e lo abbia posizionato anche a Malta non è qui il luogo di analisi, qui ci permettiamo di suggerire una leggera modifica all’approccio da parte del Senatore Endrizzi, a lui l’eventuale compito di estendere al Presidente Di Maio la bozza di proposta che segue.

“A mio modesto avviso”, dovrebbe costituirsi un tavolo di ragionamento, largo e trasversale politicamente, ma politico in primo luogo, lo Spazio dove attuarlo già esiste, che affronti la complessità dell’azzardo nella sua dimensione criminale (mafia e affini) e nella sua articolazione internazionale, tema che spetta di diritto anche all’intelligence economica e non. Aggiungo che senza una figura capace di leggere la dimensione finanziaria dell’azzardo al tavolo non potrebbero giungere le informazioni necessarie a colpire chi si annidi nei palazzi in cui si elabora la gestione della finanza dello Stato e si controllano i flussi dei dati on line.

Se in qualità di conoscitore del fenomeno mafioso mi è facile indicare nel Senatore Mario Michele Giarrusso un candidato al tavolo suddetto, altrettanto mi è facile citare il Deputato Angelo Tofalo, in quanto cerniera tra intelligence e Movimento.

A fianco del tridente politico-istituzionale, riterrei opportuno consultare Carlotta Zavattiero che da prima dell’affacciarsi del M5S al Parlamento si impegnava intelligentemente sul tema dell’azzardo e sulle sue implicazioni affaristico-criminali.

Quale esperta di trame mafiose e di doppi livelli dello Stato, Stefania Limiti è la candidata ottimale a comporre il tridente femminile capace di interpretare l’azzardo dal momento che deve essere considerato un gravissimo “affare di Stato”.

Andrebbe inoltre identificato un esperto di terrorismo internazionale che conosca le dinamiche perverse del denaro e sia una voce ascoltata oltreoceano oltre che orecchio attento.

Last but not least, a proposito di “on line” è altrettanto necessaria la presenza di qualcuno esperto in materia, perlomeno uno all’altezza del Generale Umberto Rapetto, se non lui stesso, richiamato a svolgere seriamente la propria funzione per il Movimento, interrompendo la solitudine in cui è stato colpevolmente lasciato e che lo ha avvicinato all’indicibile Salvini. Sconsiglio di cavalcare la verde loffia putiniana tigre padana…

Quale ultima considerazione ritengo necessario individuare chi, esperto di diritto, sappia costruire un percorso che segnali l’Italia quale paese che potrebbe/dovrebbe finire in qualche black list in merito all’azzardo, quindi al riciclaggio, quindi alla sicurezza internazionale. 102 miliardi di euro sono una cifra spaventosa e pericolosa, soprattutto, poiché non possono significare altro che destabilizzazione dei mercati finanziari, armi, petrolio, droga ecc. ecc. Sembra banale dirlo, ma se aspiriamo a che i cittadini diventino cittadini informati quindi armati contro il malaffare si dovrà studiare anche un percorso in proposito.

Scusandomi se l’abbozzo presente risulti ampiamente incompleto, aspetto doverosi apporti e segnalazioni di candidati al ragionamento.

Per chi avesse tempo, il 13 marzo presso la Pontificia Università Antonianum si terrà il convegno “Gioco o azzardo? Verso una risposta interdisciplinare”; consiglio di parteciparvi. Vedi link

Dionisia

P.S. Da non dimenticare di individuare o sostenere, se già esiste, una figura di investigatore capace di leggere l’azzardo e che abbia l’autorevolezza di Pierre Michel e di Giovanni Falcone, ma ampia e sicura protezione a differenza dei due eroi, celebrati e ben accolti al di là dell’Atlantico.

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