Lasciò scritto Machiavelli, nell’Arte della guerra: “…perché la gente inordinata ha paura della ordinata”

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Quando mi avvicino ad iniziative culturali e formative, tra l’altro finalizzate al contrasto (in realtà è una vera e propria guerra asimmetrica, segnata da gradi progressivi di complessità) all’intreccio tra potere politico e criminalità organizzata, mi sento rassicurato ed attratto se questi momenti mi appaiono ragionati e pre-parati con evidenti stretti nessi con l’Intelligence (come dovrebbe essere!), quale luogo mentale dove elaborare le strategie utili a poter vincere tale sfida. In Italia (ma ovunque nel Mondo), la criminalità e la politica corrotta e corruttrice non vanno sottovalutati o lasciati a logiche ancora radicate di “armiamoci e partite”, o, risentendo di quel pressappochismo romano,  caratterizzato dal “dimo, ‘namo, famo”. Cioè, armati del nulla rispetto all’intelligenza e alla brutalità degli avversari.

Machiavelli ci ricorda che più di ogni altra manifestazione della vita sociale, la guerra (anche quella contro la corruzione e la criminalità vanno considerate guerre) ha le sue regole da seguire.

“Debbe adunque una città bene ordinata volere che questo studio di guerra si usi ne’ tempi di pace per esercizio e ne’ tempi di guerra per necessità e per gloria, e al pubblico solo lasciarla usare per arte, come fece Roma”.

Ad uso delle “città bene ordinate”, Machiavelli espone nell’Arte della guerra le strategie necessarie per le diverse “giornate” di un conflitto:

“… dal reclutamento dell’esercito, a tutti i possibili schieramenti da seguire secondo le necessità delle battaglie. Come in un gioco dalle tante possibili varianti, Machiavelli allega al suo trattato alcuni schemi, i più semplici e i più usuali. Con simboli diversi disegna cavalli, la fanteria semplice, quella armata e tutte le altre “pedine” del gioco. La regola fondamentale per un buon stratega è comunque quella di mantenere, all’interno dell’esercito, un ordine perfetto, perché la gente inordinata ha paura della ordinata“.

Questa lunga introduzione che addirittura evoca Machiavelli!, direte, per un convegno (come potete leggere di seguito) e per un incontro che lo precede?  Proprio così e se continuate a leggere capirete il perché di tanta attenzione.

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Ecco la forma dell’annuncio che mi ha convinto, oltre, ovviamente, ai contenuti prefigurati.

Gentilissimo/a,

siamo lieti di informare la S.V. che è disponibile il programma dettagliato del corso di alta formazione “L’intreccio tra criminalità organizzata e potere politico: una minaccia al sistema-paese. L’intelligence strategica contro le mafie del XXI secolo”, promosso dall’Istituto Gino Germani e dalla Società Geografica Italiana. Il corso si svolgerà il 13-14 aprile e il 20-21 aprile 2018 presso la Società Geografica Italiana [Via della Navicella, 12 – Roma].

Il programma dettagliato dell’evento si può scaricare al seguente link: http://fondazionegermani.org/wp-content/uploads/2018/03/Programma-dettagliato-Lintreccio-tra-criminalit%C3%A0-organizzata-e-potere-politico-una-minaccia-al-sistema-paese-1.pdf

Il corso di alta formazione fornirà nuove chiavi di lettura per comprendere:

a] i fenomeni di collusione fra criminalità organizzata e potere politico in diverse aree geopolitiche del mondo e in Italia;

b] le ripercussioni dell’intreccio criminalità-potere sulla sicurezza nazionale e internazionale;

c] il ruolo dell’intelligence strategica nella comprensione e nel contrasto a questa minaccia.

I partecipanti, inoltre, potranno potenziare le loro competenze pratiche di ricerca informativa e di analisi utili a individuare e prevedere attività di ingerenza e infiltrazione criminale nella politica, nella pubblica amministrazione e nelle imprese.

Parteciperanno come docenti autorevoli esperti italiani e stranieri, tra cui: Roberto Pennisi [Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo]; Kieran Ramsey [FBI Legal Attaché, Ambasciata degli Stati Uniti d’America]; Mark Galeotti [Senior Researcher, Institute of International Relations ,Praga, esperto di Russia]; Paolo Sartori [Dirigente Superiore della Polizia di Stato, già Direttore dell’Ufficio Regionale di Coordinamento Operativo per l’Europa Orientale, la Federazione Russa e il Libano della Direzione Centrale della Polizia Criminale]; Enver Tohti [Coordinatore del Silk Road Dialogue. esperto di Cina]; Marco Valentini [Direttore Ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari, Ministero dell’Interno]; Carlo Parolisi [già capo della Divisione Controspionaggio AISE], e altri esperti governativi e non-governativi [il documento sopra indicato contiene l’elenco completo dei docenti].

Per informazioni e richieste di partecipazione al corso si prega di contattare:  fondazionegermani@gmail.com.   

Siamo inoltre lieti di informare la S.V. che il 5 aprile a partire dalle ore 9:30 si svolgerà, sempre presso la Società Geografica Italiana, un convegno preparatorio e di presentazione del corso.  Il programma del convegno sarà disponibile prossimamente [la partecipazione all’evento del 5 aprile è gratuita previa registrazione].

Distinti saluti,

La Segreteria

Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici

http://fondazionegermani.org/

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Sono fortemente attratto dall’idea che si organizzi un incontro “appositamente”  per dare un senso ad un momento formativo quale è quello che, negli intendimenti degli organizzatori, seguirà.

Mi sembra un giusto ed adeguato pre-pararsi per scegliere. e non parlo solo di come spendere i propri soldi. Mi convince il metodo. I contenuti didattici, si vedranno e non sono certo io la persona che può valutarli. Il metodo (un incontro aperto e finalizzato a evocare il valore del momento formativo successivo), viceversa, mi sembra un giusto omaggio ai livelli di consapevolezza necessari ad una battaglia campale contro l’intreccio bituminoso e mortifero al centro degli intendimenti dell’Istituto Gino Germani. Rimettersi a studiare quindi e complimenti alla struttura pensante diretta dal prof. Luigi Sergio Germani che, da quando vive una sua stagione affrancata dalla Link Campus University, da Vincenzo Scotti e da un passato che non vuole arrendersi, mi sembra interpretare un momento estremamente vivace e creativo rispetto al tema dell’Intelligence “culturale” (come amiamo chiamarla noi), scienza che sempre più appare necessario assuma centralità tra gli interessi di chi volesse avere responsabilità di guida futura del Paese. E poi, diciamolo: vogliamo mettere l’autorevolezza (e la bellezza di Villa Celimontana?) della Società Geografica Italiana, rispetto a quel vecchio scaltro signore napoletano di Scotti?

Oreste Grani/Leo Rugens

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