Se non Putin, chi?

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Quindi si comincia a capire che questo Vladimir Putin, tanto per bene, non è più considerato a Londra (certamente), a Berlino (certamente) a Parigi (da qualche ora), a Washington (con maggiore sincerità da quando Trump sarà messo nella condizione di non nuocere a se e agli altri).

E a Roma, che aria tira?   

Quelli che con la solita superficialità (in realtà la geopolitica è per pochi e molti politici italiani sono dei super cazzaroni che di queste realtà complesse capiscono poco o niente) cercavano di buttarsi “verso Mosca” pensando che fosse un sport di massa e praticabile senza troppo faticare, ora si potrebbero trovare in un vicolo cieco.

Escludo dal ragionamento Berlusconi che è complice di Putin per ben altro e in altro. Ma Berlusconi è un altro che di politica estera non ha mai capito un beneamato.

Berlusconi, oltre il proprio business italiano (favorito dalla Banca Rasini prima e dal conflitto d’interesse poi) non ha certo saputo fare bene nel famoso libero mercato internazionale dove ha preso solo bastonate.

Il feroce caimano sa fare affari solo se la partita è truccata e, grazie al sanguinario dittatore russo, le partite “energetiche” sono sempre state giocate con i dati truccati.

L’imprenditore di successo, ogni volta che ha provato a mettere la testa fuori dalla mela, da verme locale (residente nel pomo bacato), al massimo, ha fatto la parte del lombrico infilato nell’amo. Avete presente la prelibata tremolina?

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Putin, prendiamo atto, finalmente viene trattato come va trattato, cioè come un feroce dittatore (veramente vogliamo rimuovere come ha tacitato tutti i giornalisti scomodi?), formatosi nel KGB, e scelto per guidare la Russia col pugno di ferro e il tacco dello stivale pronto a schiacciare chiunque provi a dire la sua. Gli omicidi sono decisi anche con il suo consenso e comunque nulla si può fare in Russia senza che la struttura che ha ereditato il vecchio ruolo del KORZIGS, sigla del Comitato centrale delle operazioni di informazione e delle relazioni generali (operava nella vecchia URSS quando Putin, uscito fresco dagli studi, è entrato nel KGB) ci metta il bollino blu.

E chi, nella Russia di Putin (un vero e assoluto despota) potrebbe dare un ordine di tale gravità, se non Putin stesso?

Ve lo vedete, viceversa, uno che non sia lui che prende una tale decisione? Si chiamano prove logiche. Smettiamola di fare gli ipocriti. Non si muove foglia, anzi, filo d’erba, che Putin non voglia per cui è giusto/doveroso considerarlo il mandante degli omicidi (14) e dei tentati omicidi di Sergei Skripal e di sua figlia Yulia. Vi immaginate qualcuno che riesca, se non “autorizzato”, a contaminare il bagaglio della figlia per arrivare subdolamente ad uccidere il padre, con una valigia proveniente proprio da Mosca?

Ma non fate ridere! Non state parlando dell’aeroporto di Fiumicino o di Punta Raisi.

Per tanto, essendo stato Putin a dare l’ordine, siamo di fronte ad una crisi internazionale di cui non si possono cogliere facilmente i confini e le conseguenze.

Da come si sono incazzati gli inglesi, direi che potrebbe esserci una “gatta che cova” sotto ad un tale spudorato attacco alla sovranità della Gran Bretagna.

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Chi sia Putin vorrei che vi fosse chiaro anche grazie al contributo, sia pur semplice, che – da anni – diamo con questo blog, scrivendo perché non venga, con superficialità, considerarlo un interlocutore rassicurante per il Mediterraneo e l’Europa del Sud. Cioè quella a cui siamo interessati.

Direi quindi di riportare la massima attenzione sulla politica estera (l’unica che conta) e di essere pronti, in sede di governo futuro (intanto di dibattito politico che lo dovrebbe precedere) a saper dire due parole in croce su un tema tanto scottante quale quello di rapporti bilaterali con la Russia di Putin. Come si vede, aumentano le difficoltà di questa natura: Erdogan, Assad, Netanyau e ora anche Putin.

Putin eviterei di liquidarlo attraverso la lente distorcente dell’amicizia con Silvio Berlusconi, legame che esiste ma ha una matrice affaristico- esoterica-massonica.

Putin dovete pesarlo nella sua pericolosità ricordando quanto ho cominciato a ricordare di lui e del suo percorso formativo nel KGB e del suo affiancamento, a partire dal 1985, alla democraticissima STASI, come ho fatto cenno nel post ATTENTI A QUEI DUE: HASPEL E PUTIN, DI FATTO COLLEGHI E COETANEI.

Dire STASI vuol dire evocare quanto mi sono permesso di postare il 20 ottobre 2014 PER NON DIMENTICARE: MAGDALENA (STASI/DDR) …”E IL SOL SUO BACIO È PER CIASCUNO MORTALE”.

Vediamo quindi di non considerare frutto di fantaspionaggio quanto sta accadendo a Londra (o in giro per il Mondo) rispetto a questa guerra guerreggiata di spie che viene combattuta per ricordare, a chi se ne volesse dimenticare, che non si può tradire impunemente l’URSS, pardon, la Grande Madre Russia.

Perché è questo il senso del repulisti feroce che si sta attuando, anche a prezzo di calare la maschera anzitempo.

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Il significato potrebbe essere quello che, avvicinandosi tempi di guerra calda, durante l’ipocrita fase della new “guerra fredda”, si regolano i conti con i vecchi traditori perché tutti i membri della attuale rete spionistica russa intendano che nulla sarà lasciato impunito.

Un modo feroce come un altro di serrare i ranghi anche avvicinandosi i Mondiali di Calcio a cui Putin teneva moltissimo. Perché, in un clima come questo, vedo facile anche la sottolineatura di tutto questo groviglio “velenoso” (vi piace la battuta?) approssimandosi la manifestazione sportiva.

Direi che difficilmente le autorità inglesi, perdurando questa situazione, saranno presenti alla cerimonia d’apertura; anzi, lo escludo.

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Così vedrete che a questa scelta si aggiungeranno altri paesi importanti. Tenendo conto che la Russia deve essere giustamente considerata corresponsabile degli orrori che si stanno perpetuando in Siria. Per non parlare delle modalità corruttive con cui, a suo tempo, si è aggiudicata l’assegnazione della manifestazione calcistica.

Senza aggiungere che la vetrina dei Mondiali in Russia che si terranno dal 14 giugno al 18 luglio 2018, potrebbe essere palcoscenico per altre brutte figure, se non episodi ancor più drammatici: è lungo un mese e lo stress in molte città contestualmente potrebbe essere insopportabile.

L’Italia è fuori per demeriti sportivi e quindi sarebbe tutto più facile ma c’è sempre Berlusconi che, se a quella data sarà ancora vivo, la cerimonia d’apertura non se la perderà certamente.

Ci sono, pertanto, tre buoni motivi per boicottare/disertare i Mondiali di Calcio di Mosca:

  • il fatto che i sicari di Putin vadano in giro per il mondo ad uccidere oppositori o quelli che lo “zar” considera traditori;
  • la responsabilità dello stesso nel massacro della popolazione siriana;
  • il fatto che i Campionati sono stati fraudolentemente assegnati a Mosca.

Così ho postato tre belle fake news e anche oggi ho fatto il mio dovere di disinformatore.

Oreste Grani/Leo Rugens

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