Class Action contro Facebook?

Marvin Minsky

Credo che siamo agli albori di un’era che sarà caratterizzata, e molto probabilmente dominata, dall’attività di macchine intelligenti capaci di risolvere problemi“.

Marvin Minsky

Ma veramente non lo sapevate a cosa andavate incontro mostrando le chiappe chiare (e non solo quelle) al mondo intero, via telematica?

Chiappe e sentimenti reconditi. Chiappe, sentimenti reconditi e rizomi amicali. Spesso, addirittura i sentimenti che provavate per i vostri nemici, presente e passati. Ho postato anni addietro riflessioni che riguardavano apparentemente altro (NSA) e più recentemente riflessioni di Luciano Floridi sull’impatto sui valori e la profilazione complessa e sofisticatissima di cui queste tecnologie autoapprendenti sono capaci, ma che sostanzialmente volevano aprire un ragionamento sull’intelligenza artificiale e su come il cittadino qualunque non potrà nemmeno realmente capire il funzionamento dell’apparecchio nel suo complesso fino a quando non si sarà fatto non solo un’idea di come funzioni ma non perverrà ad una interiorizzazione, sia pur vaga, dello scopo della macchina. E lo scopo di tutta questa rivoluzione culturale e organizzativa nessuno ormai lo conosce più essendo le conseguenze dell’atto sfuggito di mano ai suoi stessi ideatori e teorici della prima ora. Certo i calcolatori che fanno ciò che facebook fa, hanno introdotto nel pensiero scientifico qualcosa che va oltre la semplice tecnologia. Per la prima volta assistiamo a dei “comportamenti” delle macchine che ci fanno vedere abilità che ci sembrano peculiari dell’uomo. Ma alcuni che se ne intendono dicono che non siamo ancora di fronte ad un sistema nervoso elettronico uguale se non superiore a quello umano. Ci sembra, ma non è così. Per ora sono solo macchine velocissime ma abili a sufficienza per far vincere le elezioni a presidente degli USA ad uno come Donald Trump.  Direi di fermarci, consapevoli però che quello che sta accadendo, grazie anche ai vostri dati liberamente conferiti, è che si fanno salire ai vertici del Mondo personaggetti inadeguati alla complessità che poi si trovano a dover gestire, mettendo a rischio l’Umanità stessa.

Class Action quindi e dopo aver fatto fare miliardi agli uomini e alle donne di Facebook ora, alcuni, tenteranno di toglierglieli. Mi può solo che divertire questo velleitario tentativo di inversione di flussi ma non posso certo assistere senza dire che era tutto scritto e non sulla sabbia silicia.   

Oreste Grani/Leo Rugens