Con rispetto e stima crescente, auguri senatrice Paola Taverna 

taverna-paola

Mi piace che sia proprio la senatrice Paola Taverna, proiezione nelle Istituzioni repubblicane della nostra gente più onesta e leale, a diventare la Vice Presidente del Senato e, nell’assumere questa autorevole responsabilità, mi affascina che si trovi, proprio lei, a dover rispondere del peso e dell’onore di essere il contraltare della signora Maria Elisabetta Alberti Casellati, esponente, viceversa, di quel mondo di potere usurpatore della legalità che si è organizzato, oltre venni anni addietro, intorno al despota malandrino Silvio Berlusconi. Due donne più diverse non potrebbero esistere e questo a riprova di quanto le semplificazioni sul problema del genere (maschi, femmine, altro) possano essere lontanissime dal saper descrivere la realtà. Ci sono donne e donne, ed ora si vedrà. Uno scontro di culture, di mentalità, di stile di vita – quindi – ma da non ritenere aventi pari dignità politica. E questo, paradossalmente, in presenza di una delle due (la Casellati) che, per studi fatti, dovrebbe essere lei maestra dell’altra. Invece la Repubblica è platealmente (e per fortuna) rappresentata/difesa, nella sua natura costituzionale democratica, da Paola Taverna che per strumenti culturali pregressi (non me ne voglia la senatrice) dovrebbe essere la meno armata. Viceversa, da decenni, la Repubblica è sistematicamente oltraggiata dalla Casellati, spesso mossa dalla sua cieca faziosità a difesa di un criminale e della sua banda di usurpatori.

Non rimuoviamo che per la signora Alberti Casellati, Ruby (la minorenne che viene telefonicamente ascoltare lodare il proprio lato B in quanto “preferito” dal capo del Governo dell’epoca) era la nipote di Mubarak. E per sostenere una tale corbelleria (vi piace corbelleria come eufemismo di cazzata?) partecipò ad una raffica di manifestazioni insultanti la magistratura e quindi, implicitamente, la Costituzione e noi tutti che invece abbiamo sempre ritenuto la Ruby una, sia pur giovane, escort. Giovanissima e scaltra.

taverna3

Altra aria intorno alla Taverna. Scrivemmo in due post (5 ottobre 2013 e 29 novembre 2013):  LETTERA APERTA ALLA CITTADINA PAOLA TAVERNA, ELETTA AL SENATO DELLA REPUBBLICA –  CON DONNE COME LA SENATRICE PAOLA TAVERNA (M5S) SI REALIZZA L’AUSPICIO (RIDARE DIGNITÀ AL PARLAMENTO) CHE FORMULAMMO IL 2 FEBBRAIO 2013.

E così è stato. Questo è la peculiarità pre-veggente di questo marginale e ininfluente blog che abbiamo necessità che ci riconosciate, in un mondo dove l’oblio impera e tutti dimenticano tutto.

Ho conosciuto di persona, sia pure in modo superficiale e con semplici scambi di espressioni nel merito delle cose per cui ci stavamo incontrando, la senatrice Taverna. Ne ho sentito la stretta di mano trasmettente lealtà e sicurezza interiore, saluto umano sempre accompagnato da sguardo limpido e da buona memoria. Una volta c’era un sole splendente sul Lungomare di Salerno; l’altra, una gelida temperatura, in una piazza del VII Municipio, a Roma. In entrambe le occasioni, ho colto, nei dettagli (la puntualità, lo spirito di servizio a prescindere dal target dell’evento, il calore dei cittadini che la circondava e che la conoscevano da tempo, il ricordo degli argomenti trattati) la stoffa, lei sì, di una donna utile allo Stato Repubblicano.

Auguri senatrice, con rispetto e stima crescente.

Come si diceva un tempo, a disposizione.

Oreste Grani/Leo Rugens