Se lo dice il Presidente Mattarella… la verità su Regeni non è ancora stata scritta

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“Desidero farle pervenire le mie felicitazioni per il suo nuovo mandato alla presidenza della Repubblica araba d’Egitto. Confido che nel corso dei prossimi anni l’Egitto potrà realizzare importanti riforme e progressi in campo politico, economico e sociale, secondo le aspettative dell’amico popolo egiziano. L’Italia, come sempre, non farà mancare il suo sostegno”, si legge nel messaggio del capo dello Stato, pubblicato sul sito dell’ambasciata italiana al Cairo. Poi Mattarella interviene sulla questione Regeni. “Abbiamo accolto con favore – dice – le dichiarazioni da lei fatte in più occasioni circa l’impegno suo personale e delle istituzioni egiziane a pervenire a risultati definitivi sulla barbara uccisione di Giulio Regeni. Sono certo che il raggiungimento della verità, attraverso una sempre più efficace cooperazione tra gli organi investigativi, contribuirà a rilanciare e rafforzare il rapporto storico di assoluto rilievo tra i nostri paesi”.

Le parole del Presidente Mattarella non lasciano dubbi, la verità sulla morte di Regeni non è ancora stata scritta, con buona pace di chi lo ha accusato di farsela con i Fratelli Musulmani, di chi ha accusato Cambridge di averlo mandato al massacro, di chi ha fantasticato fosse una mossa contro l’ENI a favore di Total o di chi altri.

Per Leo Rugens, Regeni è morto di una morte che si infligge solo a chi fa un mestiere sofisticato, complesso e per dare un segnale a chi sa, ma chi sa tace. Lo sanno i torturatori e i loro capi, Al Sisi in testa, il movente delle torture, lo sa chi tace, forse lo sanno i disinformatori di Rights Reporter (Londei) o i giornalisti di Repubblica, la trimurti Calabresi – Bonini – Foschini (forse).

Chi sa di non sapere è il Presidente Mattarella, che di complessità se ne intende e che non può non avere capito come gli italiani, e i siciliani, aspirino a vedere finalmente proclamare la “verità” di tante e tante non chiuse vicende. La morte che si dispensa per tacitare l’avversario politico è la morte più pesante e pericolosa per la pace e il Mediterraneo ha bisogno di acqua dolce, non di sangue.

Dionisia

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