Gianluca Gemelli era innocentissimo per tutti tranne che per la fidanzata

guidi

Per un nostro dovere etico, vogliamo pubblicare, con l’opportuno rilievo, l’intervista comparsa il 26 maggio 2017, sulla testata elettronica LIVESICILIA, a firma del giornalista Massimiliano Torneo riguardante la sorte giudiziaria di Gianluca Gemelli. Lo facciamo, sia pure in ritardo, perché giusto e perché le orme elettroniche che arrivano fino al nostro marginale ed ininfluente blog ci suggeriscono, da questa notte, una certa rinnovata attenzione del web al nome dell’ingegnere. Noi stessi usammo un’espressione nel titolo del post che non era opportuno redigere in quella forma. Nessuno ce lo ha chiesto ma aggiungiamo nel web questo post di nostra spontanea volontà, pensando che sia cosa giusta.

Archiviata quindi la posizione di Gianluca Gemelli per non “aver fatto nulla” in quanto ciò che aveva fatto non aveva rilevanza penale, rimane il fatto misterioso (le vie del cuore sono infinite) di perché la fidanzata, Federica Guidi, ministro della Repubblica, si fosse dimessa (che strano posto questa Italia, dove ci sono dei culi di piombo che neanche le cannonate li spostano e delle persone ipersensibili che si dimettono senza aver fatto nulla sia loro che i loro amici o fidanzati?), lo abbia lasciato seduta stante.

Oreste Grani e la Redazione


GIANLUCA GEMELLI (GUIDI) COLLABORA

manette

Per oltre un’ora si dice abbia fatto il duro non collaborativo e poi deve aver cambiato atteggiamento tanto è vero che il suo interrogatorio viene subito coperto dal segreto. Questa volta non da quello di Stato. Siamo certi che questo provvedimento tecnico (ma di sostanza) corrisponda a guai grossi per qualcuno. Anzi, a più di qualcuno. Da tempo circolano (come spesso accade con un ingiusto anticipo) notizie su intercettazioni che non farebbero onore al toscanello dittatorello e a quei suoi amici che continuano a puntare su di lui per organizzarsi un futuro. Futuro che Renzi, come oggi lo conoscete, non ha più. Le intercettazioni (dopo la capacità di interpretarlo e di svelarlo nei suoi pensieri maligni profondi di Maurizio Crozza che, da anni, vi parla della pochezza e della pericolosità di Matteo Renzi) stanno per consegnarlo, nudo e crudo, al vostro o meno pollice verso. Potrebbe essere che piaccia così come le intercettazioni ve lo riveleranno ulteriormente. Per cui – democraticamente – una inebetita maggioranza lo proteggerà e lo imporrà ad una minoranza consapevole ed attiva nei suoi giudizi e assunzioni di responsabilità. Che ci siano tanti apatici, ormai rincoglioniti, è certo. Si è visto da poche ore a proposito di trivelle e modelli di sviluppo economico completamente obsoleti ma che la “maggioranza” non ha voluto che si toccassero. Potrebbe essere che un inaffidabile sleale gruppo di farabutti, piaccia di più di un’altro tipo di classe dirigente semplicemente onesta. Comunque, sante intercettazioni. Sante intercettazioni ordinate da quella magistratura contro cui, preventivamente, si scaglia il Capo del Governo.  A noi sembra intollerabile, ora e sempre, che qualcuno sostenga che intercettare dei potenziali criminali sia inopportuno.

Oreste Grani/Leo Rugens