Questo Giancarlo Giorgetti come ipotetico capo del Governo non mi piace proprio

  La Mayflower e la Speedwell nel porto di Dartmouth

Da alcuni anni, commentatori, giornalisti colti e super informati, gossippari, magistrati, polizie giudiziarie, funzionari preposti a stilare note riservate di organismi preposti alla sicurezza dello Stato, forniscono indizi e prove sufficienti per considera Giancarlo Giorgetti, in un Paese che avesse memoria e gioventù determinata a passare ai ferri corti, un politico classificabile “pericoloso” per gli interessi di una qualunque collettività che esulasse le settecento anime di Cazzago Brabbia, provincia di Varese, dove il nostro è nato il 16 dicembre 1966.

Il candidato che indichi per guidare l’Italia, amica Dionisia, è poco più che un cinquantenne di robusta e sana costituzione. Per chi piacciono quei tipi, potrebbe essere anche definito un belloccio virilotto.

Cataloghiamolo ulteriormente. Più che un esponente della partitocrazia, lo definirei un tipico esempio della calciocrazia italiota anche se nordista.

Non è del tipo juventino alla Moggi ma – più semplicemente – ultras del Varese Calcio. La chiamo così ma la squadra di calcio della città di Varese, quasi fosse una Dorina Bianchi della FIGC, detiene la più variegata e tormentata storia del football da quando fu fondato il Genoa nel lontano 7 settembre 1893. Ho citato il Genoa perché è il sodalizio che ha documentazione certa della sua nascita. Il Varese è solo del 1910. Chi avesse interesse faccia una ricerca così capisce che non sfotto ma suggerisco di stare attenti perché non so quante volte la squadra è fallita o quasi. Dico questo perché la fissa di questo Giancarlo Giorgetti (uno delle centinaia con questo cognome che abitano la sua zona geografica) è il calcio e per il calcio potrebbe essere pronto a tutto. Tenete conto che è lui che ha tramato e spinto con l’aiuto sodale di Attilio Fontana ex sindaco leghista di Varese e attuale Presidente della Regione Lombardia perché venisse rifondato Il Varese Calcio che oggi mi sembra militi in serie D.

Parliamo comunque del primo vero (e forse unico) interesse culturale del nostro. Il resto è riassunto nel termine professionale “commercialista”. Sperando che nessuno si offenda. A conferma di quanto dico vi suggerisco che il Giorgetti si è laureato con lode discutendo una tesi dal titolo che è tutto un programma: “Gli stadi di Italia ’90”.  Un lavoro di studio con riferimenti forti a comportamenti da sottobosco romano quando la Lega riteneva di poter dare a Roma della ladrona.

Departure of the Pilgrim Fathers for America

Calciocrate e partitocrate, fino in fondo quindi, essendo stato eletto alla Camera sotto le insegne della Lega Nord, separatista e pronta ad imbracciare le armi (da caccia) per liberare la Padania celtica (vediamo di non dimenticarci che razza di cavernicoli ora vogliamo far passare per politici raffinati) nel 1996, 2001, 2006, 2008 e 2013. Capogruppo della Lega Nord alla Camera e già presidente della Commissione speciale incaricata, tra gli altri compiti, di esaminare la variazione di bilancio del governo Monti (poi capirete più avanti perché proprio lui) chiamata a sbloccare circa 20 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Dal 2001 al 2006, durante il governo di Silvio Berlusconi, è stato il presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione!!!!!!! Se volete aggiungo a questo sforzo di ricostruzione sinottica cosa sia successo a svantaggio oggettivo degli Italiani durante il governo Berlusconi e cosa ad esclusivo vantaggio della gentaccia tipo il criminale di Arcore, con la complicità dei dirigenti della Lega Ladrona che oggi prende voti tra gli operai e i pensionati ma che durante gli anni di cui stiamo parlando pensava solo a farsi i cazzi propri. Dal 2002 al 2012 segretario nazionale della Lega Lombarda, appunto. Il 30 marzo 2013, in seguito alle infruttuose consultazioni per la formazione di un governo, è stato chiamato da Giorgio Napolitano a far parte del gruppo ristretto incaricato di avanzare proposte programmatiche in materia economico-sociale ed europea. Noi, come blog, ci siamo espressi a suo tempo su quella accozzaglia di inetti che dovevano salvare la Patria. «Una nomina che Umberto Bossi non avrebbe mai condiviso se fosse ancora alla guida della Lega». Così si espresse uno dei tanti l’ex parlamentari leghisti, Marco Reguzzoni.

In quelle stesse ore quando si venne a sapere che anche il separatista Giancarlo Giorgetti era stato indicato dal massone Giorgio Napolitano tra i salvatori dell’Italia, chi sa di cose latomiste fece sapere del perché di questo apprezzamento: banalmente Napolitano e Giorgetti, con storie diverse e peso in quel momento altro, appartenevano alla stessa consorteria. La verità è che Giorgetti, più semplicemente, non è neanche un vero massone ma banalmente un paramassone sostenuto/utilizzato a tempo determinato dai veri registi assisi nel backstage del grande potere finanziario.

Uno molto, molto molto meno di un Monti qualunque.  Se ti sta bene, scegliamolo pure a guidare il Paese proprio mentre si avvicinano nuove e “attese” nuvole finanziarie e conti da saldare agli usurai che tutti stanno dimenticando detengono le vostre cambiali.  Al tempo della sua designazione tra i saggi scelti da Napolitano, il giornale on-line L’indipendenza (anti-maroniano) ma interno alla Lega, lo indicò come uomo nelle disponibilità del club paramassonico Bilderberg.

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Padre pescatore, madre operaia in un’azienda tessile.

Per cui uno dice “figlio di lavoratori”, quanto basta per potersi fidare. Cazzago ha 700 abitanti, e la metà si chiamano Giorgetti. Sul Lago di Varese, era un paese tutto di pescatori: ne sono rimasti sei, e Natale Giorgetti, il padre, è il presidente della Cooperativa.

“Da sindaco di una lista civica – ricorda il Giorgetti Giancarlo – mi sono ritrovato nella Lega quasi senza accorgermi”.

E da lì, nel ’96, la prima elezione alla Camera dei Deputati. Per anni ha fatto il “vero amministratore” di tonnellate di soldi che sono girati da quelle parti. Nel giugno 2012, aprendo il congresso delle Lega Lombarda aveva esordito dicendo: «L’esperienza di governo a vari livelli non ha prodotto i risultati che ci aspettavamo ma soprattutto ha cambiato i leghisti». Chissà se intendeva parlare anche di se stesso.

È cugino primo del banchiere Massimo Ponzellini (quello!!!), a sua volta l’uomo di fiducia ai bei tempi (per entrambi) del leader della Lega Umberto Bossi nel mondo delle banche e delle imprese, pubbliche e non.
Ha fatto parte del consiglio di amministrazione di Crediteuronord, piccolo istituto di credito fondato dalla Lega, ma subito arrivato a un passo dal fallimento.

In qualità di presidente della commissione bilancio, è stato poi uno degli uomini chiave della lobby che sosteneva l’ex governatore di Banca d’Italia, Antonio Fazio (quello!!!!!!!).

In questi panni nel 2004, si è ritrovato sul suo tavolo un foglio di giornale con dentro 100mila euro, una stecca.

Soldi che Fiorani (quello!!!!!!!!!!) racconterà di aver portato a Giorgetti come ringraziamento per aver smussato l’ostilità dei leghisti verso il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio e l’operazione Antonveneta. Quella!!!!!!!!! Nei verbali è lo stesso Fiorani a precisare che Giorgetti “non ebbe alcuna reazione”. Salvo richiamarlo alla sera e dirgli di venirsi a prendere quei soldi e che, in alternativa, avrebbe potuto aiutare la polisportiva Varese (quella!!!!!!!!!!) con una sponsorizzazione. Detto, fatto. La polisportiva incassa, nessuna denuncia. Vi avevo detto quale è la fissa. A Berlusconi piace la fica e il calcio. A Giorgetti, per ora, mi risulta solo il calcio. Spero, per sua moglie (Laura  Ferrari) non i calciatori.

E a proposito di sua moglie, per non farsi mancare nulla in famiglia, la signora è stata condannata in via definitiva (ha patteggiato) per truffa allo Stato (chiamo Stato anche la Regione Lombardia) PER UN REATO ODIOSO E AMORALE COME POTETE LEGGERE A SEGUIRE.

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Esiste poi un Giancarlo Giorgetti ancora più pericoloso per il futuro della Repubblica ed è quello che per documenti certi pronti per l’Archivio di Stato, viene descritto come l’uomo che rappresentava la Lega Nord nella oscena spartizione dei vertici della Rete delle Reti. Cioè i consigli d’amministrazione dove la partitocrazia potesse spolpare le casse delle partecipate e dei luoghi sensibili per la sicurezza nazionale.

Nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra Giuseppe Orsi, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, e la Lega, l’amministratore delegato di Ansaldo Energia, Luciano Zampini, raccontò: «Mi è stato riferito da Guarguaglini e Borgogni che all’incontro che aveva preceduto la nomina di Orsi avevano partecipato Roberto Maroni, Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli e Gianni Letta». A me non interessa se Orsi sia stato o meno assolto. Sto solo ricordandoti che l’occupazione degli spazi nei consigli d’amministrazione è il nodo del malaffare da decine di anni. E tu ci metteresti un santo a discutere con i criminali?
Referente per la Lega in materia di nomine è stata la descrizione di Giorgetti che Borgogni, a capo delle relazioni istituzionali di Finmeccanica, fornì agli inquirenti. In casa dello stesso Borgogni fu trovata una lista di nomi che comprovava questo ruolo.

E poi ognuno, come ti ho suggerito altre volte, deve avere delle fonti di cui si fida. La mia, su questo Giorgetti, si chiamava Alberto Statera che lo definiva … un po’ Lenin (minchia!!!!) un po’ Cirino Pomicino (figurarsi!!!!!!!!!!), non certo un oratore incendiario. Ama il basso profilo, non indulge alle ampolle di acqua del Po e all’armamentario folcloristico leghista. Ai fazzoletti verdi preferisce frequentazioni in gessato e conosce a menadito i forzieri del Nord ed è (quando Statera era vivo ndr) in ottimi rapporti con Giulio Tremonti.

Ti basta?

padri-pellegrini

 

Più che il capo del governo italiano nell’ora drammatica per il nostro mare Mediterraneo lo manderei a fare il coordinatore delle tifoserie del  Southampton (ha fondato il fan club italiano), ricordandoti però due cose, sia pur di peso diverso, ma entrambe da non rimuovere.

La prima è che questa città del sud dell’Inghilterra, sede da secoli di un porto, vide partire il Titanic per l’ultima sua traversata. La seconda è più sofisticata da essere interpretata ma io te l’affido certo che capirai cosa ti sto dicendo del Giorgetti: da Southampton partirono gli emigranti (i pellegrini) a cui di fatto si deve, nel tempo, la fondazione degli Stati Uniti d’America. Legami impercettibili ma esistenti e ancora validi a certe condizioni culturali ed etiche. Non credo che ci si trovi di fronte a questo caso quando si parla della Famiglia Giorgetti. Penso più che tratti di calciocrazia e diritto societario.

I Pellegrini toccano terra

Questo per cominciare a rispondere nel merito del capo del Governo, figura che come suggeriscono molti nostri lettori andrebbe trovato risolvendo il tema del terzo incluso. A domani in quanto tornerò sull’argomento.

Oreste Grani/Leo Rugens

 

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la Redazione

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