I cessi di Mediaset li puliva il compagno Cossutta

SOLDINELCESSO

Con la volgarità del capo banda o del capo mafia che oggi ha compreso di avere i minuti contati (altri 12 anni a Dell’Utri), il noto Berlusconi Silvio insultava il M5S, quindi milioni e milioni di italiani indicando i cessi l’unico e vero orizzonte politico degli stellati.

Peccato che, una autorevole fonte mi abbia spifferato che i cessi di Mediaset li abbia puliti per oltre due decenni e forse tutt’ora una cooperativa nelle disponibilità di tale Cossutta Armando. Se così non fosse farò ammenda.

Ragione del legame un viaggio un URSS nella seconda metà degli anni Ottanta dove il Berlusconi fu accompagnato da il Cervetti (Giorgio Napolitano) e il Cossutta (l’uomo dei russi). Giustificazione del viaggio la pubblicità che la televisione di stato sovietica voleva incominciare a diffondere. In cambio al primo arrivarono soldi, al secondo la pulizia dei cessi.

A parere di un uomo che con i russi ci parlava spesso, questa scusa non regge nemmeno un po’, dato che tra RAI e televisione di stato sovietica c’è un asse di ferro nel quale il mafioso di Arcore non aveva speranza di mettere il naso. Non nego che il documentato saggio di Michele De Lucia, Il baratto, contenga solide prove e verità, solo dubito che il nocciolo del viaggio in URSS sia stata la pubblicità.

Berlusconi, a metà degli anni Ottanta, era già quel capo mafia che oggi appare nella sua isterica esternazione mentre l’URSS, vicina al crollo, era in grande parte controllata dalle mafie e dai potentati locali. Se nel 1993, quindi anni dopo l’accaduto, nella stampa italiana cominciano ad apparire allarmi sull’orientamento a Est dei capitali mafiosi, quindi ben prima che l’astro di Putin iniziasse a brillare, siamo certi che un Dell’Utri o altri uomini d’onore ben fossero consapevoli della geografia criminale sovietica.

Quindi, mentre Berlusconi scala il potere con l’aiuto della Sicilia, l’amico Putin comincia a farsi strada alla fine dei Novanta riuscendo, con l’appoggio della potente mafia di San Pietroburgo, a prendere il potere intrecciando mafia e servizi, anzi fondendoli in un tutt’uno. Questa la tesi di Bonino e D’Avanzo nel 2001.

Se la mafia nazionale era già in loco prima che Putin prendesse il potere, non mi riesce difficile immaginare che il piduista e mafioso Berlsuconi possa avere trovato un naturale terreno di incontro e ragionamento, anzi di “valori”, con il ben più giovane agente del KGB, anzi, se addirittura non ne abbia favorito l’ascesa.

Stravaganze forse dovute a un colpo di calore in questo anticipo d’estate, forse no, data coerenza, comunque un tentativo di interpretare il perché di un “lettone”, i perché di troppi viaggi di Putin in incognito in Italia anche all’Argentario, il perché di chiacchiere irripetibili; petrolio-gas-denaro-potere è una risposta ovvia che non giustifica l’intimità tra due soggetti così lontani e antitetici dal punto di vista della formazione. Laico e piduista il Berlusconi, ateo-credente fervente l’agente Putin, una strana coppia con sedici anni di differenza e una strana soggezione e rispetto del russo nei confronti dell’acclarato puttaniere. Nessun buon affare può giustificare un rapporto del genere.

Per tornare ai cessi di Mediaset, c’è da meditare parecchio sui rapporti sordidi che il P.C.I. ha stretto con il Berlusconi grazie al Presidente emerito Napolitano Giorgio e al compagno cooperativista Armando Cossutta, uomo che pretendeva un autista armato fino a che ha respirato…

Dionisia

PS ENI e servizi italiani, non pervenuti