Bruno Pellero’s Testimony: ovvero come funziona un GSM

Final Verdict Of Amanda Knox And Raffaele Sollecito Retrial To Be Announced

La sigla GSM è l’acronimo del gruppo francese che ne curò lo sviluppo originale (Groupe Spécial Mobile). Lo standard si basa sull’algoritmo sviluppato da Andrew Viterbi di codifica delle trasmissioni digitali, utilizzato tra l’altro per lo sviluppo dei sistemi telemetrici che permisero il lancio dei primi satelliti Explorer, e del CDMA, lo standard di trasmissione dell’UMTS.

In seguito si decise di mantenere la stessa sigla, cambiandone però il significato. In origine il gruppo francese fu sponsorizzato dal CEPT. Le specifiche di base del GSM furono definite nel 1987: il 7 settembre di quell’anno venne inoltre ratificato a Copenaghen un accordo multilaterale tra 13 paesi europei per la diffusione del sistema. Nel 1989 l’ETSI assunse il controllo del progetto e ne pubblicò le specifiche complete in un volume di 6 000 pagine. La prima rete commerciale a usare GSM fu la finlandese Radiolinja.

Nel 1998 fu creato il consorzio 3GPP (3rd Generation Partnership Project), con lo scopo iniziale di definire le specifiche tecniche dei dispositivi mobili di terza generazione (vedi articolo UMTS). Di fatto il 3GPP si sta occupando anche della manutenzione e dello sviluppo delle specifiche GSM. ETSI è uno dei partner del consorzio 3GPP.

In Italia, in seguito ad un provvedimento dell’8 ottobre 1992 dell’Ispettorato Generale delle Telecomunicazioni, viene autorizzata la SIP all’avvio commerciale del servizio GSM, in via provvisoria e limitatamente ad un’utenza amica. L’anno seguente, in seguito a rimostranze di altre società (e dell’Unione europea stessa), per non aver aperto alla concorrenza i servizi di telefonia radiomobile (sistemi TACS e GSM), verrà emesso un provvedimento che ne dichiarerà l’illegittimità di una gestione esclusiva del servizio, aprendo ad altri gestori.

Chi sia il dottor Bruno Pellero invece lo saprete leggendo il post. Parliamo comunque di un vero fuoriclasse nella materia trattata.

Ho scelto questo materiale descrittivo (un interrogatorio guidato dall’avvocato Giulia Bongiorno e rivolto in forma di deposizione allo specialista Pellero durante il processo che riconoscerete subito) perché si leggono tante cose imprecise rispetto alle tecnologie telefoniche e mi andava di dare un contributo di chiarezza.

Lo faccio a puntate perché l’esposizione di Pellero vale la pena di leggerla tutta ms tutta insieme sarebbe stata troppo impegnativa.

Buona digestione.

Oreste Grani/Leo Rugens


IL TESTE, BRUNO PELLERO, LEGGE LA FORMULA DI IMPEGNO DI CUI ALL’ART. 497 C.P.P.: “Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza”.

GENERALITÀ: BRUNO PELLERO, nato a Savona il 15 aprile 1958, ivi residente.

Difesa – AVV. Bongiorno

GB:
Innanzitutto per una presentazione preliminare delle sue competenze alla Corte che tipo di formazione professionale e che tipo di esperienza ha, che le hanno consentito di elaborare le considerazioni contenute nella sua consulenza tecnica?
BP:
Io ho fatto un corso di studi ad indirizzo scientifico, subito dopo l’iscrizione alla facoltà di Ingegneria dell’università di Genova ho iniziato a viaggiare per lavoro ed ho iniziato a progettare sistemi di comunicazioni radiomobili, in particolare in Giappone, in Corea e successivamente in Finlandia. Parliamo di dispositivi cellulari di prima generazione, successivamente di telefoni cellulari GSM. Nell’89 circa sono stato richiamato in Italia per assistere la dirigenza dell’autorità giudiziaria in termine di progettazione e di soluzioni per l’intercettazione di comunicazioni cellulari che ho progettato e ho messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Successivamente ho fatto la specializzazione alla scuola di specializzazione dell’università di Oxford nel Regno Unito in sistemi GSM e installazione delle reti, progettazione, funzionamento sia per la rete 900 che a 1800 megaz. Nel corso dell’attività professionale e collaborazione di comuni industrie si sono estese dai costruttori dei telefoni ai costruttori degli apparati intercettazioni, alle società telefoniche e alla pubblica amministrazione. Sono stato consulente per alcuni anni al Gabinetto del Ministro della Giustizia in tema di intercettazione, consulente del Ministero delle Comunicazioni per lo stesso tema, componente tecnico del (Inc.) ministeriale per la sicurezza delle reti e tutela delle comunicazioni nell’ambito del quale ho definito le caratteristiche, i costi delle prestazioni obbligatorie che gli operatori forniscono all’autorità giudiziaria in termini di intercettazioni e documentazione del traffico. Faccio una grossa quantità di consulenze e soprattutto di docenza, mi occupo di fare docenza di tecniche forensi, per il Consiglio Superiore della Magistratura alle giornate di studio per Magistrati delle autorità giudiziarie e sono il coordinatore dei docenti di materie tecniche metodologiche dell’istituto universitario superiore di Pavia e presso lo stesso istituto sono membro del consiglio scientifico del centro rischi e sicurezza. Docente di sistemi in sorveglianza elettronica al Master di Intelligence della (inc.) della Calabria, faccio seminari di tecnologie investigative in 4 continenti…
master intelligence
GB:
Va bene, ed è anche consulente della nostra difesa. Attualmente che attività svolge?
BP:
Attualmente una attività di ricerca e sviluppo in tema di telecomunicazioni, in particolare di soluzioni e di intercettazioni e nel caso di specie consulente per questo caso. Sono anche consulente di alcuni operatori telefonici mobili italiani e di alcune amministrazioni italiana e straniera.
GB:
Premesso che ovviamente quando poi depositeremo la consulenza tecnica tutto il suo curriculum magari lo allegheremo, perché adesso magari perderemmo troppo tempo a specificare i vari anni in cui ha svolto le attività e tutto, quindi la pregherei poi di allegare al curriculum. Adesso quello che mi interessa è questo, quello che emerge da quello che lei ha detto è che c’è una certa esperienza sua specifica in relazione alle reti GSM. Allora se lei può descrivere il funzionamento, ritiene che si possa descrivere il funzionamento almeno per quanto interessa il caso che le è stato sottoposto dalla difesa di Raffaele Sollecito.
BP:
Io ho preparato una presentazione in modo da potermi aiutare anche in modo grafico nello spiegare come funziona. La comprensione è molto importante innanzitutto per il fatto in se del funzionamento della rete cellulare, ma soprattutto per individuare le caratteristiche rilevanti ai fini del nostro caso, di qui l’utilità ritengo di questo documento che possiamo ben volentieri condividere con voi. Diversi sono gli argomenti sui quali mi sono preparato a rispondere e in particolare inizierei dal funzionamento della rete cellulare GSM come ha richiesto la dottoressa Bongiorno. Una rete GSM è una rete molto complessa che è composta da numerosi, numerosissimi elementi, questi elementi funzionano come ingranaggi di un’unica macchina, per cui ciascun ingranaggio si muove in funzione degli altri e questo è necessario per utilizzare al meglio le risorse disponibili. Nella massima semplificazione al fine di darvi una immagine di quale possono essere le dinamiche di funzionamento possiamo immaginare che la rete sia costituita da un nodo principale, un nocciolo che si occupa di portare a buon fine le telecomunicazioni, riceve chiamate, le inoltra ai telefoni cellulari, le prende dai telefoni cellulari e le inoltra verso altri utenti. Questa parte del nocciolo è una parte fissa, senza antenne e dialoga con i terminali attraverso una interfaccia radio, cioè la rete di accesso radio che a sua volta è composta dal telefono cellulare, dalle stazioni radio base e le stazioni radio base non dialogano direttamente con il nocciolo centrale, ma attraverso uno speciale dispositivo che si chiama VSC, cioè il controllore delle stazioni radio base che è quello che acquisisce ogni elemento relativamente alla quantità del collegamento con i diversi utenti e si assicura che la qualità sia sempre garantita al meglio. Ci sono degli ottimi motivi che vi spiegherò per cui è necessario far questo tipo di controllo, per esempio per evitare interferenze tra un utente e l’altro e quindi garantire a tutti di poter comunicare. A questo fine l’operatore radiomobile suddivide il territorio in aree, in ciascuna di queste aeree provvede a fornire il servizio e l’obiettivo che si pone l’operatore è far sì contenti gli utenti, quindi che tutti possano parlare, ma contemporaneamente poter produrre più fatturato possibile, il che significa che avendo a disposizione una risorsa finita, il numero di canali radio per esempio o la dimensione della cella è basata sulla quantità di potenziali utenti ovvero di utenti che producono la quantità di traffico per unità di area. Cosa significa? Che in una città come può essere Perugia oppure quella che può essere Roma l’operatore avrà interesse a rifare delle celle di piccole dimensioni, perché in un chilometro quadrato ci possono essere molte più persone che non in un’area rurale. Quindi la rappresentazione che noi possiamo fare immaginando in prima ipotesi che una rete radiomobile sia una rete a traffico omogeneo è quella di avere tante aree una adiacente contigua all’altra come le cellette di un alveare. In realtà la situazione è diversa: in ambito rurale le celle sono molto più grandi e in ambito urbano le celle sono molto più piccole. Questa diversità pone delle problematiche che devono essere risolte e vengono risolte direttamente dalle caratteristiche costruttive, progettuali del GSM. Le problematiche principali sono quelle di evitare che un utente che si trova all’interno di un’area cittadina vada a rubare canali di traffico su una cella che copre un’area rurale perché le risorse come potete immaginare sono limitate. Altrettanto se un utente si trova in area rurale ha l’opportunità di scegliere indifferentemente una cella in ambito cittadino o una cella in ambito rurale rischia di non avere la stessa qualità del servizio se viene servito da una cella più piccola. In questo caso il sistema GSM ha provveduto a fornire non solo delle indicazioni, ma degli standard tecnici, vincolanti a cui si devono attenere tutti i costruttori sia dei telefoni cellulari che degli apparati di rete. La normativa di riferimento è una normativa molto complessa, immaginate che io ho incominciato a lavorare nel mondo della telefonia cellulare quando il GSM era ancora molto lontano, ho vissuto la genesi e scherzando tra noi tecnici, diciamo che c’è un (inc.) metro cubo di carta per definire le modalità di funzionamento dei telefoni GSM e cresce continuamente. La necessità della crescita è dovuta alla necessità della quantità di traffico e alla necessità da una parte degli utenti di telefonare avendo offerti sempre nuovi servizi e d’altra parte invece sta agli operatori di minimizzare i costi e massimizzare i ricavi, anzi gli utili. Quindi sulla base di quello che ho detto prima, al fine di utilizzare al meglio una risorsa limitata che è quella dei canali radio nell’ambito di un’area territoriale che si vuole definire in modo molto preciso per poter accedere a tutto il traffico che può produrre il fatturato in quell’area senza danneggiare il traffico alle aree vicine per ciascuna comunicazione, sia al telefono cellulare che alla rete devono fare delle precise valutazioni in termini di quale cella scegliere. La cella viene scelta in base a dei criteri precisi e normati, innanzitutto dipende dalla capacità del telefono cellulare di ricevere il segnale radio che viene trasmesso dalla rete, cioè l’antenna che voi vedete alla sinistra disegnata trasmette verso i telefoni cellulari con una potenza che per quanto elevata decresce allontanandosi dalla cella. Ma non solo decresce per quello, decresce anche in funzione di ostacoli che possono essere presenti. Per esperienza sapete voi come lo so io che dentro quest’aula la ricezione è più problematica che non all’esterno. Altrettanto la rete ha bisogno di ricevere il cellulare, la trasmissione del cellulare nel modo migliore possibile e quindi dipende anche dalla potenza del trasmettitore dell’unità mobile.
GB:
Si fermi un attimo dottore perché ogni tanto serve un domanda di chiarimento. Vediamo se per ora ho capito tutta questa parte di esposizione. Lei ci sta spiegando le ragioni per le quali se parte adesso una mia telefonata, ci sono tantissime celle fuori da questa area, da questa aula, ma non è casuale se vada in una cella o in un’altra e fissano dei precisi criteri, abbiamo capito bene che sta spiegando questo?
Telecom4
BP:
È esatto, esistono dei precisi criteri, questi precisi criteri sono necessari per consentire a tutti di comunicare e all’operatore di gestire al meglio la rete e non sono stati lasciati al caso, né li ho inventati io, né ho cercato di desumere dal funzionamento della rete, ma sono normati in modo preciso da standard internazionali che vi citerò. In buona sostanza però a beneficio di chi ci ascolta e a beneficio anche dei consulenti dell’altra parte che conosco e che stimo come professionisti di grande elevature è interessante, ci scambiamo informazioni che possono condividendole aiutarci ad inquadrare completamente la cosa. Uno degli elementi per scegliere la cella è quanto bene ricevo la cella, la rete e dall’altro lato quanto bene la rete può ricevere me. Poi ci sono delle restrizioni che vengono imposte dall’operatore, queste restrizioni sono importantissime perché se io mi trovo per esempio al confine dell’area urbana e posso ricevere contemporaneamente una cella cittadina e una cella rurale, magari molto più distante, l’operatore ha la necessità di evitare che la cella rurale che serve molti chilometri quadrati perda capacità a seguito di pochi utenti che combinazione stavano passeggiando a limitare della città. Un altro dei motivi è che alle celle rurali servono spesso vie di comunicazione tipo le autostrade, in questo caso è necessario che la cella che copre le aree rurali nelle quali ci sono vie di comunicazioni e in particolare vie di comunicazioni ad alta velocità abbiano delle caratteristiche tali per poter accettare un degrado temporaneo del terminale mentre per esempio l’utente guida. Questo è un aspetto importante. Per poter fare questo l’operatore utilizza alcune delle previsioni dello standard GSM e cioè fissa delle soglie di accesso, dice: guarda che anche se tu mi senti, però io sono distante e devo servire tanta gente, io accetterò solo i terminali che mi ricevono non bene, di più. Questa soglia che si chiama RX Level Min, lo vedete indicato qui, viene trasmessa e resa nota a tutti i cellulari che ascoltano la rete radiomobile in modo tale che ne possano tenere conto quando fanno le valutazioni di quale cella scegliere. Oltre a quello per il motivo di evitare che ci siano continui cambi cella e quindi per far sì che una volta che ci si è posizionati, il termine che viene usato nel GSM è “accampati”, come montare una tenda nell’area che noi riteniamo essere la migliore, onde evitare che si cambi continuamente quando non ce ne è bisogno, ma che al contrario si cambi quando ce né una migliore e il terminale così facendo non causa alcuna interferenza, viene tradotto un altro elemento che è il cosiddetto CRO., il CRO, questo, l’offset per la riselezione della cella. Il CRO indica: cell reselection offset. L’offset doveva dire una differenza di potenza rispetto a quanto normalmente viene misurata l’intensità di campo ai fini della decisione se devo scegliere un’altra cella oppure rimanere a quella che sono. Anche questo elemento viene messo a disposizione dei termali che ascoltano la rete pronti a ricevere chiamate o ad effettuarne e se ne deve tenere conto per scegliere quale cella impegnare. Oltre a queste informazioni che sono disponibili al telefono cellulare in qualunque momento senza necessariamente che stia già comunicando con la rete, cioè senza che quindi ci sia una trasmissione in atto o una comunicazione in atto, la rete tiene conto ai sensi degli standard tecnici internazionali anche della distanza del terminale dalla cella onde evitare di sovraccaricare un’area rurale da traffico che può essere meglio servito da una cella vicina. Uno dei motivi per cui si deve fare questo è perché è possibile che in ambito urbano densamente costruito passando da un angolo all’altro o dentro la propria abitazione da una finestra all’altra si possa vedere, sentire, ricevere meglio una cella più distante per un periodo molto breve, se magari dopo pochi secondi o pochi minuti passando, facendo due passi, proprio due, un metro, due metri, mezzo metro dentro la casa si ritorna a sentire quella vicina. Viene quindi imposta una misura che la rete fa dall’istante in cui il terminale tenta di impegnare al canale radio che verifica questo fatto e se c’è una cella vicina che riesce a ricevermi con una qualità sufficiente mi riporta sulla cella vicina prima che la comunicazione abbia effetto. Il prima che la comunicazione abbia effetto è di particolare importanza, perché i dati che compaiono nei tabulati non si riferiscono ad un momento qualunque della comunicazione, tutti gli operatori ci informano nei tabulati di traffico che si chiama documentazione integrale del traffico storico, vuol dire che contiene tutti gli elementi di cui l’operatore dispone al di là del fatto che ci sia stata fatturazione o meno, un discorso a parte meritano le chiamate non risposte e lo potremo fare…
GB:
Allora un attimo, si fermi sa questo, perché è stato pure oggetto di un po’ di problemi, mi può distinguere nell’ambito del tabulato laddove per tabulate intendiamo il documento cartaceo nel quale rimangono alcune tracce? Vorrei capire se rimane traccia in questo tabulato di tutte le chiamate, delle chiamate non risposte o solo delle chiamate fatturate. Se chiariamo questo punto.
BP:
Allora i principi informatori per la redazione dei tabulati sono contenuti nel decreto interministeriale 25 aprile 2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 7 maggio 2001 numero 104 che elenca per quanto solo per titoli ciò che ci si aspetta dagli operatori telefonici in virtù del vecchio D.P.R. 318 del 2007 articolo 7 comma 13 e poi in epoca più recente del Decreto Legislativo 1 agosto 2003 numero 259 codice delle comunicazioni elettroniche articolo 96. Gli operatori sono tenuti a fornire all’autorità giudiziaria una lista di prestazioni, le prestazioni non sono state completamente descritte o meglio sono state completamente descritte, la descrizione è stata condivisa dagli operatori, ma per motivi di riservatezza, per motivi di opportunità, per motivi di inserire prestazioni nuove che si sono rese necessarie nel frattempo, per quanto agli operatori sia stata data copia formalmente di ciò che le si chiede, non è stato pubblicato ufficialmente questo elenco. Però la prestazione a cui facciamo riferimento, tabulati, si chiama documentazione integrale del traffico storico comprende per tutti gli operatori la documentazione delle comunicazioni fatte e andate a buon fine, quindi la comunicazione c’è stata, il dialogo è avvenuto, qualcheduno ha risposto per tutti gli operatori ancorché le comunicazioni non sono state pagate. Vale a dire: se io chiamo un numero verde io troverò questa cosa. Ci sono però delle particolarità, motivo per cui questi requisiti non sono stati pubblicati ha fatto si che non tutti gli operatori si adeguino allo stesso modo. Quindi noi troviamo situazioni in cui Telecom Italia non mi documenta alcune chiamate, per esempio le chiamate i numeri di emergenza, troviamo situazioni in cui Telecom Italia Mobile, Vodafone documentano tutte le chiamate che sono avvenute, quindi c’è stata comunicazione anche alle chiamate di emergenza, Wind documenta tanti piccoli pezzi di ciascuna comunicazione utile a ricostruire la comunicazione nei casi in cui ci siano necessità di fare degli approfondimenti, è il nostro caso, perché buttarle via sarebbe stato peggio che tenerle.
Telecom3
GB:
Quindi, scusi da quello che sto capendo, sotto la voce tabulato in realtà troviamo un documento che viene compilato in maniera diversa a seconda dell’operatore?
BP:
È esatto. (H3G), per completare l’escursus viene traccia anche delle chiamate non risposte e il motivo per cui l’(H3G) tiene traccia alle chiamate non risposte ed alcuni elementi presenti nei tabulati di Wind sono riferibili a chiamate non risposte, in particolari casi che potrà poi spiegare se vi è necessario, e che nel 2005 la legge 155 del 29 di luglio – 1 di agosto del 2005 l’ex decreto Pisano prevede gli articoli 6 e 7 che vi sia una maggiore invasività nel controllo delle comunicazioni ai fini di prevenire e combattere il terrorismo internazionale. Per questo motivo richiede la documentazione delle chiamate non risposte per la quale però non prevede fondi a disposizione degli operatori per sostenere rilevanti investimenti. Pertanto gli operatori che sono intervenuti dopo hanno potuto inserire questa capacità nel loro piano di investimenti con costi molto più contenuti, mentre gli operatori che esistono sul mercato da molto più tempo devono fare delle modifiche significative e questa informazione non esiste. Quindi per rispondere alla sua domanda nel tabulato degli operatori telefonici oggi in generale la chiamata non risposta non viene documentata salvo eccezioni che sono quelle che ho detto relativamente ad H3G, la rete 3, e salvo informazioni utili ad inserire la presenza di chiamate non risposte, in particolare quando la comunicazione riguarda utenti appartenenti a reti diversi, e per esempio il caso di Meredith che era un utente straniero che si trovava in roaming sulla rete italiana e doveva continuamente corrispondere con la propria rete OM si dice, la rete che le aveva concesso le sim al fine di ricevere le chiamate entranti. Vale a dire quando io chiamo un telefono inglese anche se io sono in Italia, il mio interlocutore è difronte a me, il mio telefono chiama sempre l’Inghilterra, raggiunge la centrale inglese la quale guarda dentro il suo archivio, scopre che in quel momento il cellulare si dice che sia in Italia e si dice che è dovuto alle tempistiche dell’aggiornamento della posizione, manda la chiamata in Italia e questa comunicazione tra operatori viene comunque pagata, perché indipendentemente che l’utente paghi la chiamata o meno gli operatori tra loro si pagano. Ecco perché Wind conserva queste informazioni.
GCM:
Scusi il roaming che significa?
BP:
Il roaming è…
GB:
Se può spiegare bene il roaming e la particolarità un po’ meglio e in maniera più chiara relativamente al telefonino e all’operatore di Meredith?
Telecom2
BP:
La telefonia GSM ha costituito una novità quando è entrato sul mercato, perché a differenza dei sistemi cellulari precedenti che funzionavano solo nel paese in cui era stata acquistata l’utenza consentiva finalmente di avere un servizio mobile globale, GSM vuole dire quello. Global Service Mobyles. Questo si è reso necessario perché, ed è nato in Europa , perché l’Europa a differenza di paese come il nord America dove in un’unica grande massa territoriale ci sono due soli stati federati: il Canada che è uno stato per conto proprio e gli Stati Uniti che riescono a normare e a mettere disposizione e comunicazioni condivise tra uno Stato e l’altro, le grosse differenze tra un paese e l’altro in Europa avevano portato lo sviluppo in tanti sistemi cellulari diversi. Per poter risolvere le problematiche amministrative legate all’abbonamento, legate al pagamento dei corrispettivi delle comunicazioni il servizio GSM ha previsto che il rapporto fidato avvenga tra operatori, vale a dire: io operatore cellulare italiano lascio comunicare il tuo telefono straniero nella misura in cui mi fido di te operatore straniero e i soldi li chiederò a te, poi ti preoccuperai tu di chiederli al tuo utente e se non riuscirai a prenderli dal tuo utente rimarrà un problema tuo. Per questo motivo ci sono dei cosiddetti accordi dei roaming, roaming vuole dire in buona sostanza la possibilità di viaggiare, quando io faccio roaming, al di là che sia telefonico o in macchina o quello che è, vuole dire che io mi allontano dalle mie pertinenze e viaggio liberamente, liberamente nel senso più ampio del termine avendo la possibilità di spostarmi e non avendo limitazioni a questa mia possibilità di spostarmi. Nel caso telefonico limitazione di tipo telefonico. Questo vuole dire che gli operatori di (diversi) paesi prendono accordi tra di loro per ottenere le tariffe migliori e quindi non è detto che un telefono straniero che arriva in Italia utilizzi una qualunque delle antenne di uno qualunque degli operatori italiani, sceglierà l’operatore con il quale il suo operatore di casa gli ha detto: con questo puoi comunicare, con gli altri no. (Inc.) nel meccanismo del GSM c’è tutto questo compreso il fatto che certe reti non si possano scegliere e altre si possono scegliere manualmente o automaticamente. Nel caso specifico di un telefono straniero, nel caso specifico del telefono di Meredith giunta in Italia poteva scegliere più operatori e la scelta una volta che è caduta su una rete banalmente per il motivo che era quella che forniva il miglior servizio in quel momento non viene cambiata, fin tanto che la comunicazione con quella rete permane. Cosa succederebbe se venisse meno la copertura per esempio di Wind che ha fornito la comunicazione a molte, per non dire tutte le comunicazioni di Meredith? Succederebbe che il telefonino di Meredith non avrebbe solo la possibilità di scegliere tra le antenne di Wind, ma potrebbe scegliere per esempio una antenna di Vodafone, quindi di fatto le opportunità di un telefono straniero in roaming in Italia sono superiori a quelle di un telefono italiano che deve necessariamente usare solo la sua rete. Questa è la situazione. Ma l’accesso radio c’è la possibilità di utilizzare una certa cella, il criterio con cui viene scelta è uguale per tutti, per essere uguale per tutti un istituto di standardizzazione Europeo che ormai ha valenza internazionale molto al di là dell’Europa e si chiama: “Institute european technical standard”, “Istituto europeo per gli standard tecnici”, ha definito nel dettaglio come ci si deve comportare e quindi chiede al cellulare al momento dell’accensione di ascoltare tutti i canali, di scegliere fra questi quelli che appartengono a rete con i quali è autorizzata a comunicare, se trovo la mia rete che mi ha dato l’abbonamento devo scegliere quella, se ne trovo solo altre devo guardare in un elenco che mi è stato fornito dal mio operatore quali vi posso accedere e quali no, dopodiché facendo il tentativo di accesso anche la rete mi può dire se sono autorizzato o meno e poi devo a quel punto misurare la qualità del collegamento sulla base delle informazioni che sono qui. Rimane un ultimo elemento nella scelta delle celle che dipende dal fatto che la cella sia disponibile ad accettare traffico oppure no. In fondo è come girare per il centro di Perugia, poter scegliere fra diversi ristoranti e trovarne qualcheduno senza posti a sedere. Questa situazione viene resa nota ai terminali attraverso la trasmissione di un parametro che influisce nella scelta della cella.
GB:
Ora poi ripasseremo al problema celle, volevo solo definire il problema dei tabulati con due precisazioni: sulla base della sua esperienza mi interesserebbe sapere se lei sa in base a quello che ha detto finora sui tabulati se disponendo dei tabulati è possibile sapere se un cellulare è spento o è accesso, perché anche di questo si è parlato.
BP:
Disponendo dei tabulati non è possibile sapere se un cellulare è accesso o è spento e né è possibile sapere in un intervallo di tempo limitato a qualche ora se il cellulare poteva essere spento o è rimasto accesso ancorché in un ambito di rete di servizio. C’è un motivo semplicissimo: la rete non sa se il cellulare è spento o è accesso o in continuità, la rete lo sa ad intervalli che sono mediamente di tre ore perché si aspetta che una volta ogni tre ore circa il cellulare alzi una mano e dica sono sempre qui, questo sono sempre qui aiuta la rete a sapere dove mandarle le chiamate e aiuta il terminale a sapere su quale rete posizionarsi. Se il cellulare si sposta molto questo evento avviene improvvisamente, dice: “o caspita non sono più a Perugia, sono a atterrato a Pratica di Mare” – trovo un’altra cella, a questo punto appartiene ad un’altra area, dico alla rete – guarda che non sono più dove pensi che io sia e sono qui”. Ma questo avviene solo per spostamenti in aree abbastanza grandi. Grandi in che termini? Grandi in termini quantità di popolazione, per cui se io mi sposto per esempio in Valle D’Aosta vorrà dire in tutta la Valle D’Aosta io rimarrò sempre entro la stessa area, se io mi sposto per Roma spostandomi da un quartiere all’altro può avvenire che io debba comunicare alla rete, mi sono spostato da Roma sud a Roma nord.
GB:
Una domanda ancora più semplice: se sul mio tabulato si riscontra che non ci sono chiamate per 4 ore, voglio capire, questo significa che il mio cellulare è spento?
BP:
Nel mio caso specifico significa che finalmente mi ha lasciato in pace, nel senso non si può inferire se il cellulare è accesso o è spento, perché anche nella versione più estesa della documentazione del traffico, e quindi quella che comprende le chiamate non risposte, non vi sarà mai documentazione di elementi che non hanno a che fare con una chiamata andata a buon fine, su una chiamata in cui ho composto un numero completo e il numero esiste ed è vero. E quindi tanto meno informazioni che nulla hanno a che vedere con le comunicazioni tipo: verifiche di posizione in momenti a casaccio ovvero l’incorrispondenza del momento in cui il terminale l’ha fatto.
GB:
Che cosa sono i tabulati del traffico per cella e se in base a questi tabulati è possibile stabilire che ad un dato momento il cellulare è accesso o è spento?
BP:
I tabulati che sono più noti a tutti sono i tabulati fatti per un utente, essi attingono da un grosso bidone che contiene l’elenco di tutte le chiamate con tutti gli infiniti dettagli e sono raccolti in base al numero dell’utente. Ma si possono raccogliere in altro modo, si possono raccogliere le stesse chiamate in base alla cella dove la chiamata è iniziata e per i taluni operatori nel caso di Wind anche per la cella in cui la comunicazione è finita. Quindi di fatto altro non è che la raccolta di tutte le comunicazioni che sono avvenute entro quella cella con lo stesso identico criterio dei tabulati per utente. Vale a dire ci saranno solo le comunicazioni che sono andate a buon fine, nel caso attuale solo le comunicazioni che hanno prodotto comunicazione, cioè c’è stata risposta.
GB:
Un’altra domanda sempre sui tabulati così cerchiamo di chiarire bene questo argomento. Parliamo degli SMS e traccia degli SMS sui tabulati, facciamo l’esempio di un SMS inviato ad una data ora, ricevuto da un cellulare successivamente, perché magari era fuori campo, io voglio sapere se in base a quanto io trovo scritto su un tabulato io posso avere la certezza del momento di invio di un SMS?
BP:
L’invio dell’SMS funziona in questo modo: il mittente dialoga con la propria rete ai fini di inviare il messaggio, se la qualità della comunicazione è sufficiente il messaggio viene inviato, la rete ha una conferma del completamento dell’invio del messaggio e solo in quel momento produce una riga sul tabulato del mittente che mi dice hai ventato una volta oppure hai tentato dieci volte, ma in questo momento ore 10.00 l’SMS è stato da te inviato. La rete poi deve portarla a destinazione, cosa che ovviamente è da fare nel più breve tempo possibile, l’esigenza è quella di non aver (la mente) degli utenti e l’esigenza è quella di non conservare grandi moli di dato che al di là delle prescrizioni del garante è un costo. Quindi in genere entro pochi secondi, se non ci sono turbative particolari, questi due utenti sono gli unici due utenti di tutta la rete che funziona perfettamente, non c’è nessun malfuzionamento, non c’è nessun guasto, entro pochi secondi la comunicazione viene consegnata. Cosa succede se la comunicazione non riesce ad essere consegnata subito e per quale motivo? I motivi potrebbero essere che io ho il cellulare spento, il motivo potrebbe essere che io sono in udienza a Perugia al piano meno cinque, il mio cellulare è acceso però non ho campo. Del fatto che il mio cellulare non abbia campo ho contezza solo io, la rete non lo sa perché lo saprà soltanto decorse quelle tre ore circa quando vedrà che la mia comunicazione di aggiornamento alla posizione non è arrivata e anche in quel caso la rete potrebbe darmi ulteriore chance, dice: magari sono io ad aver perso la comunicazione, non posso moltiplicare comunicazioni continue solo per far fronte a problemi di comunicazione, aspettiamo ancora. Che cosa succede? Che quindi la rete tenta l’invio, tenta l’invio immaginando che il mio telefono sia accesso, non sa che il mio telefono è spento, almeno che io non l’abbia volutamente spento davanti a lei, cioè in condizioni di perfetta comunicazione, e quindi… IL

PRESIDENTE SOSPENDE QUALCHE SECONDO LA DEPOSIZIONE DEL TESTE FACENDO PRESENTE CHE C’È DEL RUMORE IN AULA INVITANDO LE PERSONE PRESENTI A NON DISTURBARE; A QUESTO PUNTO LA DEPOSIZIONE DEL TESTE RIPRENDE:

BP:
… la rete tenta in ogni caso l’invio, almeno di non sapere che il cellulare è spento e in alcuni casi la rete lo può sapere. L’invio comporta dei tempi di elaborazione e i tempi di elaborazione sono dovuti alla quantità di traffico che si trova a consegnare il centro servizi alla quantità di traffico nella zona in cui si trova il cellulare che deve riceverlo. Caso eclatante è il caso per esempio di Perugia in questi giorni dove Vodafone ci ha regalato la possibilità di verificare cosa succede avendo tutti i cellulari accesi e ricevendo messaggi a distanza di ore senza che avessimo mai spento i cellulari, questa notte – stamattina. Allora cosa succede? Che l’operatore tenta una prima volta la consegna, ma non sta a martellare sempre il cellulare impegnando tutta la sua rete solo per quel messaggio, se non riesce a consegnare subito il messaggio fa un altro tentativo entro breve lasso di tempo, circa quindici minuti, dopo qual lasso di tempo si ripropongono comunque tutte le problematiche delle code, accodamenti e quanto altro a dei messaggi ancora da consegnare. Quindi il tempo non è poi così preciso! Se non riesce dopo il secondo tentativo ne fa ulteriori, più il tempo passa più il tempo si allunga, non è che prova continuamente, per esempio dopo il primo tentativo aspetta un quarto d’ora, dopo il secondo tentativo aspetta due ore, dopo il terzo tentativo aspetta cinque ore e così via. In questa circostanza il messaggio SMS raggiungerà l’utente quando la copertura raggiungerà di nuovo l’utente, ma ovviamente questa cosa è inaccettabile, è inaccettabile perché un utente che per esempio salga sull’aereo, gli venga inviato un messaggio mentre si trova sull’aereo e una volta che scende dall’aereo vorrebbe sapere che il suo autista lo sta aspettando da un’altra parte non può certo aspettare cinque ore per saperlo. La rete sa quando l’utente consciamente accende il cellulare, perché questo comporta un messaggio specifico inviato alla rete, la rete lo riceve e manda un cosiddetto alert al centro servizi SMS che provvede a ridurre a zero il tempo di attesa e manda subito l’SMS. Quindi in caso di accensione il messaggio viene inviato. Questo non impedisce comunque che ci siano messaggi che arrivano in ritardo anche con il cellulare acceso ed è per questo che la rete ha previsto rinvii multipli cadenzati nel tempo. Ciascuno operatore prevede i propri tempi di consegna anche perché ha da far fronte a volumi di traffico che alle volte eccedono anche di molto i tempi di cui abbiamo parlato.
GB:
Per un chiarimento finale: io in questo momento ho il cellulare acceso, come spesso mi capita qui, ma non ricevo SMS, pur avendolo accesso a volte esco dall’aula e mi arrivano tantissimi SMS, questo significa che tutte le persone mi hanno scritto nello stesso momento oppure che già prima avevano tentato?
BP:
No, quello che succede è che hanno tentato prima, lei esce dall’aula, non è che li riceve appena esce dalla porta, neanche quando esce all’aperto, dopo qualche minuto, proprio perché la rete ritenta con una certa frequenza, in particolare dopo il primo tentativo viene seguito da un secondo dopo pochi minuti, le manda tutti i messaggi che si sono accodati e aspettavano lei.
GB:
E come mai se io avevo il cellulare acceso non sono arrivati quando sono stati inviati?
BP:
Perché come può immaginare le antenne della rete radiomobile sono ben più grandi dell’antenna del telefono cellulare, in questo caso il fatto che noi possiamo ricevere in modo marginale la rete qua dentro e mi segni una tacca, mezza tacca, cose del genere, non vuole dire che la rete riuscirà a ricevere me altrettanto bene. Le antenne della rete radiomobili sono antenne direttive e privilegiano diciamo la convezione delle onde radio del loro (inc.) ad una certa direzione, cosa che non può fare il terminale mobile.
GB:
Grazie, allora fatta questa premessa vediamo di entrare nel caso più specifico e cioè sapere se lei ha avuto modo di esaminare la documentazione relativa al traffico telefonico di Raffaele Sollecito, in particolare se ha esaminato e quali sono le sue conclusioni in merito all’SMS ricevuto da Raffaele Sollecito alle ore 6.05 del mattino del 2 novembre. Lei è in grado di dirci l’origine, il momento dell’invio, ci sono certezze? Che cosa ha accertato?
BP:
Io ho analizzato il traffico telefonico di alcune utenze che sono state acquisite dagli investigatori, in particolare ho esaminato traffico di Raffaele Sollecito e nella circostanza in cui abbiamo trovato l’SMS ricevuto intorno alle 6 del mattino del giorno 2 si è reso necessario acquisire anche il traffico del mittente chiaramente indicato nel tabulato, perché come vi ho spiegato prima la rete documenta separatamente i due lati.
GB:
Perché nei tabulati noi troviamo mittente e ricevente, giusto?
BP:
Sì, ve lo posso far vedere, se mi date un secondo ve 10 faccio vedere. Il proiettore non rende molta giustizia a questo tabulato, ma in presenza di quella riga nera che dovrebbe essere il testo evidenziato del tabulato noi abbiamo una comunicazione che risulta, vi faccio vedere qua, ricevuta da Raffaele Sollecito con il telefono cellulare 340 finale 303 e inviata dal telefono del padre che è sempre un telefono Vodafone finale 977.
GB:
Sta facendo riferimento a quale tabulato?
BP:
Questo è il tabulato di Raffaele Sollecito e l’originale, vale a dire non è una versione elaborata etc., ma è 11 documento originale.
GB:
Un’altra cosa, servirà poi alla Corte quando dovrà studiare i documenti, noi produrremo questa sua presentazione, ci indica che pagina è della sua presentazione o che scheda è?
BP:
È il tabulato originale, quindi per quanto io nella mia relazione cito questo fatto io ho richiamato il dato originale per genuinità dell’informazione, nel senso che sto richiamando quanto è agli atti di cui ho copia, fortunatamente tutti informatica. Questa comunicazione risulta nei tabulati in questa maniera: noi di qua vediamo chi è l’utente sottoposta a controllo, il telefono finale 303 è il telefono di Raffaele, qui troviamo la data e l’ora in cui la comunicazione è avvenuta, vale a dire il giorno 2 novembre intorno alle sei del mattina, qui troviamo in questa colonna tipo il tipo della comunicazione che si decifra andando a vedere questa nota qua sotto, la nota di sotto dice che il tipo 7 corrisponde ad un messaggio SMS ricevuto. A questo punto troviamo delle altre informazioni che possono essere d’interesse oppure no, riusciamo a sapere la matricola del telefono cellulare utilizzato, quindi riusciremmo anche a sapere se la sim è stata infilata in un altro telefono, troviamo una cella, la cella che troviamo qua si riferisce al telefono di Raffaele non al telefono dell’altro che chiamava, perciò la documentazione è stata prodotta per Raffaele. E poi troviamo qua il nodo della rete, si chiama centro servizi SMS che ha gestito la chiamata, perché come vi ho spiegato la chiamata è composta di due pezzi che si incontrano appunto in questo nodo. Quindi in questo caso io ho potuto sapere chi era il mittente e cercando negli atti ho trovato il tabulato del mittente negli atti e ho rilevato che l’SMS era stato originariamente inviato la sera prima. Cosa può essere successo? Per esempio può essere successo che il telefono di Raffaele era spento ed è stato accesso se non alle sei e qualcosa, qualche minuto prima, qualcosa del genere, va bene? Ma è l’unica spiegazione? Non è l’unica spiegazione, perché il telefono di Raffaele poteva essere in una zona di scarsa copertura e in questo caso la registrazione periodica ovvero la trasmissione dell’SMS poteva non essere andata a buon fine. Come si può accertare questa cosa? Ho voluto accertarla ovviamente, sono andato sul posto dove Raffaele dice di essere stato, e vi riferirò poi nel dettaglio a questa cosa. Però abbiamo una prova provata, ho fatto ovviamente delle prove sperimentali ed abbiamo la prova ancora stamattina con alcuni presenti in aula che hanno comunicato con me, SMS inviato nelle prime ore del mattino è stato consegnato dopo un’ora e un quarto. L’utenza che ha ricevuto l’SMS era un’utenza Vodafone, c’era una difficoltà su Vodafone, l’SMS non è stato consegnato né subito, entrambi i cellulari erano accesi, né dopo un quarto d’ora né dopo un’ora. Questo è a dimostrazione del fatto che la rete fa del suo meglio per consegnare gli SMS, ma ci possono essere dei motivi per cui pur facendo numerosi tentativi l’SMS viene consegnato nei ritardi. È importante notare che ci sono numerosi tentativi, ma sono una quantità discreta, non c’è un flusso continuo di comunicazioni per cui se io improvvisamente esco dall’aula dove non ricevo dalla finestra istantaneamente ricevo al cellulare, se sono stato un po’ di tempo, più di un quarto d’ora senza copertura magari prenderò la prossima trasmissione che è un’ora dopo. È una cosa che succede frequentissimamente anche a me non solo su Vodafone, ma anche su Tim scendendo dall’aereo alle volte non ricevendo la chiamata perché magari sul mio aereo posso tenere il cellulare acceso.
GB:
Grazie. Allora se adesso ci può spiegare se e come lei ha fatto degli accertamenti specifici invece su questi SMS quando lei diceva sono andato sul luogo che cosa ha fatto e che tipo di esperimento ha fatto.
BP:
Innanzitutto per dovere di precisamente ho voluto verificare questo che vi ho appena detto e quindi ho acquisito da Vodafone tramite lo studio Maori la dinamica dell’invio degli SMS dove mi si conferma per iscritto che effettivamente gli invii sono tentati a distanza di tempo discrete e queste distanze sono proprio quindici minuti dopo il primo tentativo, due ore mi pare dopo il secondo tentativo, cinque ore dopo il terzo tentativo, salvo ovviamente tutti i problemi relativi alle code, gli accodamenti, etc.
GB:
Allora questo che sta dicendo è che da Vodafone lei ha avuto una documentazione dalla quale risulta ogni quanto Vodafone, secondo l’operatore Vodafone, vengono rinviati i messaggi che non riescono ad arrivare subito, ho capito bene?
BP:
Sì, in pratica l’informazione che abbiamo tenuto che deve essere letta appropriamente indica che l’operatore Vodafone fa del suo meglio a consegnare gli SMS, ma che non invia continuamente in caso il primo tentativo non vada a buon fine, fa dei tentativi a distanze periodiche e ovviamente questi tentativi a distanze periodiche sono soggette a tutte le altre (problematiche della rete) che tutti noi ben conosciamo, noi tecnici quanto meno ben conosciamo. Relativamente all’aspetto della copertura vi faccio vedere che prove ho fatto.
IL PRESIDENTE SOSPENDE ALLE ORE 11.49 CIRCA; L’UDIENZA RIPRENDE ALLE ORE 12.30 CON L’ESPOSIZIONE DEL CONSULENTE DOTTOR PELLERO.

Alcuni ci stanno aiutando, altri rimangono indifferenti.

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la Redazione