La disfida di Barletta: ovvero Leo Rugens contro il gigante Havas

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Per più motivi mi è cara Barletta, cittadina della costa pugliese.

Il primo (e spero di non essere frainteso) è perché a Barletta ho imparato a sparare “professionalmente”. Per l’esattezza, nel Poligono Militare di Ofanto. Così, mi sembra, si chiamasse ai miei tempi.

L’incontro con una Beretta MG 42/59 e il suo tiro teso e veloce (centinaia di proiettili al minuto), è un’emozione che non si dimentica. Non parlo mai di queste cose ma oggi sentivo anche questo tipo di nostalgia nell’affollarsi del vissuto.

Diciamolo, pur senza farne un feticcio, le armi, quando usate legittimamente, hanno un loro fascino.

Il secondo perché, presso Barletta, si è tenuta l’omonima  disfida il 13 febbraio del 1503 che vide contrapposti 13 cavalieri francesi e 13 italiani guidati da Ettore Fieramosca.

Inaspettatamente (soprattutto nei pensieri dei soliti arroganti francesi) gli italiani stravinsero il duello.

Sono certo ricordiate che addirittura i francesi non avevano con se i soldi per pagare il riscatto in caso di sconfitta (queste erano le regole), convinti come erano che non potessero perdere.  Siamo cresciuti (quelli della mia generazione) con il culto di Ettore Fieramosca e delle legnate date ai francesi.

In realtà di patriottismo italiano c’era poco da questionare, nel 1503. Forse, e me ne scuso con gli storici, fu questione tra cavalieri se la sifilide si dovesse chiamare “mal francese” o infezione napoletana”. Comunque, quelli che oggi chiameremmo “i nostri”, vinsero.

Questi sono i nomi che ancora si ricordano:

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Potete immaginare quando, alcuni anni addietro, mi scrive un lettore scegliendosi lo pseudonimo di Gennariello Fieramosca (un ibrido di mondo partenopeo e di quei ricordi di valore italico) come posso averne gradito, da quel momento, le incursioni telematiche.

Per prima cosa perché erano sempre interventi arguti e improntati ad una lettura intelligente degli spunti che ci permettevamo di immettere in rete.

Gennariello Fieramosca è stato uno dei miei lettori preferiti.

Sono pertanto particolarmente dispiaciuto del fatto che chiestogli (come a tutti voi), un aiuto in denaro (parliamo di pochi euro) per affrontare le difficoltà in cui ci stiamo trovando, Fieramosca sia sparito.

Libero di farlo, ovviamente, ma avrei preferito che mi scrivesse con sincerità il perché del suo rifiuto, fosse anche, banalmente che, con l’invio, non volesse rivelare la sua identità.

O – viceversa – che quelli fossero il suo vero nome (Gennariello) e il suo cognome (Fieramosca).

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Comunque, sappiate  che mi manca il lettore Fieramosca ora che ci dobbiamo inoltrare, come blog italiano, nello scontro, ad armi impari, con gli uomini di HAVAS, cioè di Vincent Bollorè (quello).

Perché, se non lo avete capito ve lo annuncio, ci stiamo preparando a questa “disfida” impegnativa. Senza soldi, ma con tanto coraggio. E non, statene certi, per favorire Silvio Berlusconi e la sua banda.

Tutto qui, lettore silente, il vero motivo della richiesta d’aiuto che da alcuni giorni ripetiamo.

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Dopo aver sconfitto, sia pur armati di due mazzafionde e qualche cerbottana, Ezio Bigotti e Aurelio Voarino (e tanti altri), prima di scendere in campo contro i francesi di HAVAS, volevamo fare un po’ di trasparente raccolta fondi.

Sei sempre in tempo (e te ne saremmo grati) di trovare il mezzo per rincuorarci.

I piccoli soldi ci fanno sentire meno soli.

Oreste Grani e la Redazione tutta

P.S.

Ringraziamo molti che generosamente ci hanno fatto pervenire il loro gesto di solidarietà. Rimaniamo in attesa di un segno da parte di quelli da cui aspettavamo un aiuto e che, viceversa, tacciono.

 

Alcuni ci stanno aiutando, altri rimangono indifferenti.

Per scelte personali (la condizione economica in cui vivo), culturali, politiche e di natura organizzativa, ho deciso di ricorrere all’aiuto del mercato chiedendo ai lettori di Leo Rugens un contributo (cifre semplici) per assicurare la sopravvivenza e l’indipendenza del blog.

Mi sono affidato a PayPal ma ho anche la possibilità, se me lo chiedete, di indicarvi un IBAN relativo ad un normale conto corrente.

Trovate quindi – a piede dei post – una novità rappresentata dalla richiesta, sistematicamente ripetuta, di sostegno con il possibile l’invio di piccole cifre.

Ci sarà tempo per chiedervi altro. Fuori dagli scherzi, grazie anticipatamente.

Per le piccole cifre abbiamo deciso di prendere soldi da chiunque con le ormai semplici modalità del versamento sul circuito PayPal usando il nostro indirizzo e-mail:  leorugens2013@gmail.com

la Redazione