Se fosse vivo l’amico Alberto Statera oggi l’ipotesi Valori/Savona sarebbe stroncata

savona-valori

Se fosse vivo l’amico giornalista Alberto Statera, molte discussioni su quello o su quell’altro candidato a guidare importanti dicasteri del futuro Governo della Repubblica si semplificherebbero di molto. Statera saprebbe raccontare con penna superiore e ironica molte vicende che consiglierebbero prudenza a recuperare alla veneranda età di 82 uno che ha agito per decenni in stretta sinergia di pensiero e di poteri con uno come Giancarlo Elia Valori. Ho scritto Alberto Statera (quello) e non Gioacchino Genchi così tagliamo la testa al “Toro” intendendo proprio Toro Achille il magistrato della Repubblica. Mi scuso di fare allusioni, battutine e poco più quando invece l’ora e grave e certe ipotesi non andrebbero neanche prese in considerazione, valore di esperienza o meno. Ci mancherebbe pure che non avessero esperienza soggetti come GEV o Paolo Savona! L’esperienza e l’abilità ce l’hanno e come, ma l’hanno, in modo certo e comprovato, rivolta esclusivamente alla costruzione della loro posizione di potere e di influenza. Così come il Principe dei Circoli Sportivi Romani, Gianni Letta perché lo sappiano quelli che, con superficialità ed eccessiva autostima pensano di poter trattare con lui senza compromessi o scottandosi.

Viviamo in un Paese dove uno come Silvio Berlusconi è stato fatto salire al Colle Quirinale per essere autorizzato a fare quello che ha fatto ed oggi inseguiamo mandrie di buoi ormai scappati. E quando dico scappati intendo anche dire che sotto l’egida di quella “resistibile ascesa”, alcuni/troppi, sono scappati all’estero inseguiti da mandati di cattura internazionali.

Sono decine i politici che, sentendosi autorizzati dall’appartenenza a Forza Italia e dalla protezione di Berlusconi e degli ambienti che proteggevano il principino di Arcore, nei decenni, hanno fatto scempio del giuramento alla Repubblica (non giurano mica solo i ministri e sottosegretari!) a cominciare da un super delinquente come Claudio Scajola.

Oggi è tutto plateale ed è tutto dimostrato, dentro e fuori Sanremo, ma sarebbe stato impossibile fermarlo quando i giornalistoni si limitavano a chiamarlo “sciaboletta” così da farne, al massimo, una macchietta ed invece il politico autoritario era già un capo banda ambizioso e famelico come pochi, per altro notoriamente, quando divenne ministro di Polizia (!!!!),  in contatto con gli ambienti del riciclo che si strutturavano intorno al casinò di Sanremo.

Sarebbe stato possibile fermare le attività politiche di Marcello Dell’Utri, di Amedeo Matacena, di Cesare Previti, di Roberto Formigoni (ieri un’altra mazzata), di Giancarlo Galan in presenza di altra stampa autorevole ed altra opposizione politica.

Tornando ad oggi, sarebbe opportuno, anche sfiorati da ombre, non essere scelti per salvare (perché bisognerà salvarla!) la Repubblica indebitata.

Basta con governi che nascono minati (e quindi ricattabili) nei loro hub vitali da personaggi discussi e discutibili. Ecco Statera che oggi, patriota a modo suo, scriverebbe che uno come Paolo Savona, certamente in relazione stretta con Giancarlo Elia Valori, non – non – non dovrebbe, alla veneranda età di 82 anni, divenire l’architrave della Casa di Vetro di cui sentiamo da decenni il bisogno venga edificata.

Questi, e GEV è tra loro, hanno in mente solo ed esclusivamente, architettonicamante, le colonne del Tempio massonico che, al di la dell’ipocrisia e dei grembiuli e dei guanti bianchi, finita la mossa dell’Unità d’Italia, come edificio trasparente ha poco o niente.

Scriveva Statera di Valori:

ALBERTO STATERA DA IL BEN SERVITO A GIANCARLO ELIA VALORI. E NOI VI SUGGERIAMO DI NON DIMENTICARE IL LEGAME (CONSULENZIALE) TRA RENZI E “FIOR DI LOTO”

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Il mai smentito, nelle sedi opportune (tribunali), Alberto Statera, ieri 9 dicembre, in Affari&Finanza, ha scritto un pezzo magistrale intitolandolo “Giancarlo Valori La buccia Alitalia fa scivolare il manovratore“. Fior di loto, al secolo Giancarlo Elia Valori, è un po’ appassito. Ma non vi preoccupate, è ancora vivo e lotta insieme a noi. Ex boiardo dell’ Iri, catto-massone di vaglia, recordman per numero di cariche ricoperte in aziende pubbliche e private, intimo di dittatori di mezzo mondo (da Peron a Ceausescu fino a Kim Il- Sung), titolare di una quantità incalcolabile di onorificenze e lauree honoris causa, Valori, soprannominato Fior di loto, è incappato in uno dei tanti pasticci combinati da Berlusconi o in suo nome. Quello dell’ italianità dell’ Alitalia. Quando l’ ex premier centrò la sua campagna elettorale sulla difesa dell’ ex compagnia di bandiera, sabotando l’accordo con i francesi di Air France, Fior di loto era lì pronto a fornire i suoi servigi, come sempre fin dai tempi in cui Licio Gelli lo espulse dalla Loggia P2 perché rischiava di fargli un po’ d’ombra nei rapporti opachi con servizi segreti, pezzi della magistratura, alte cariche politiche e burocratiche. Nel 2007 mise insieme una presunta “cordata” italiana di società inesistenti o decotte, senza volto e senza soldi. Un’ “armata Brancaleone”, l’ha definita la procura di Roma, che ha chiesto la condanna a quattro anni di reclusione e a un milione di multa per lui e per il suo socio di allora, nientemeno che il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre. I due soci, che nel corso del processo si sono vicendevolmente accusati di aver partorito il progetto truffaldino, secondo la procura diffusero false notizie, inventando una cordata che di fatto non esisteva, alterando il valore del titolo Alitalia, allora quotato in borsa, e condizionando la trattativa con Air France-Klm.

fiore di loto-Paolo Proietti

La notizie sul processo sono passate un po’ inosservate, forse perché ormai sono poche le rivelazioni di nefandezze cui l’ Italia non è abituata. Ma la richiesta di quattro anni di condanna per un ex presidente della Consulta, che dovrebbe essere stato il garante del documento fondante della democrazia italiana, e per il protagonista di più di trent’ anni di vicende ambigue che hanno traversato la prima e la seconda repubblica, merita qualche attenzione in più. Anche perché il pm Francesca Loy nel suo atto d’ accusa ha ribattezzato con efficacia l’ esponente di una genia che probabilmente solo in Italia è così diffusa e persistente nel tempo: non faccendiere, non lobbista, né facilitatore, come finora sono stati chiamati gli intermediari di connivenze, collusioni, favoreggiamenti tra politica, alta burocrazia e affari che abbiamo visto all’ opera. Ma “manovratore occulto”. Questa è la definizione coniata negli atti giudiziari, che definisce perfettamente una figura-chiave nella debole democrazia italiana. Fior di loto non è tipo che si lasci abbattere da qualche rovescio, anche se nel frattempo è arrivata una nuova tegola da Centrale Finanziaria Generale, di cui è presidente, e in cui un socio ha denunciato il falso in bilancio. Si sta infatti occupando della vendita di asset della Finmeccanica, dove intrattiene ottime relazioni anche dopo la caduta di Guarguaglini e Orsi. Ammesso che non riesca in extremis ad evitare la condanna, il suo ruolo di manovratore non verrà meno. Ne fa fede il destino del suo “collega” Luigi Bisignani che condannato a un anno e quattro mesi per la P4 (dopo la precedente condanna per la tangente Enimont) è diventato una star televisiva, dialogante da pari a pari con banchieri, grandi manager e celebri giornalisti di bocca buona. a.statera@repubblica.it

Alberto Statera

fiore di loto-Paolo Proietti2

Sufficiente e, come al solito, elegante. Ma, insinuando noi di Leo Rugens esistere, tra l’anziano “fior di loto”, catto-massone Valori e il democristiano di ritorno Matteo Renzi (sugli scudi oggi ma nel paese dello yo-yo), un rapporto di condivisione di strategie politiche, consigliamo di leggere l’articolo, con la massima attenzione. Proveremo così, a non cadere, come al solito, dal pero, quando il Renzi comincerà a sembrare ancora più evanescente e incolto di quanto oggi già appaia. A proposito dello spessore culturale del neo segretario del PD, mi chiedo cosa ne dica il direttore del “Il Sole 24 Ore” (quotidiano della Confindustria), che considerava (considera?), Renzi una vera capra ignorante, di questa super elezione. Ma è veramente super questa elezione o siamo ai soliti numeri relativi? I nove piccoli indiani (dei dieci previsti da Agatha Christie) già “caduti” nella recente storia della dirigenza della sinistra italiana, erano stati designati o votati dal popolo sovrano, in misura decisamente maggiore. Mancano all’appello, milioni di cittadini che prima votavano PCI/DS/PD o altre sigle che ormai non riesco più a ricordare. Cortesemente, pochissimi e fedelissimi lettori , non rimuovete che il 50% degli aventi diritto al voto si preparano a non votare. A meno che…

Oreste Grani


Scriveva, nella sua marginalità e ininfluenza, questo blog, in data…

SPERO CHE NULLA DI QUANTO SCRIVO IN QUESTO POST DEDICATO AD ELIA VALORI SIA VERO

Elia Valori

Se così fosse, la Repubblica avrebbe qualche speranza di salvarsi. Viceversa, se la sostanza del post corrispondesse al vero,  temo che la situazione sia gravissima, più di quanto sia lecito pensare. Anche e soprattutto perché, come abbiamo sempre sostenuto, la “politica estera è tutto”. Oggi più che mai questa nostra tesi è evidente nella sua complessità e vecchi arnesi come Giancarlo Elia Valori e Michael Ledeen, non ci sembrano proprio “il nuovo che avanza” o i saggi capaci di indicare la via illuminata. Anzi, la quasi totalità dei grovigli internazionali e delle guerre in essere, sono prodotti voluti da quelle culture mortifere  e affaristiche che i due ottuagenari (sono più giovani ma così mi appaiono) rappresentano. Questa mattina leggiamo sul “Il Corriere della Collera” che dopo soli 10 anni tutti i documenti della “Digital National Security Archive” relativi alla guerra combattuta in Iraq, sono di pubblico dominio. Come a Mosca. Come in Italia.

Da quelle carte appare chiara tutta la inadeguatezza di Bush figlio e dei suoi collaboratori nel gestire quella inutile guerra. Ambienti “repubblicani” che alimentano le relazioni dei “centenari” (così, dopo poche righe e pochi minuti, mi appaiono Ledeen e Valori) che portano una ventata di novità nella politica estera italiana. Sin dal 2 ottobre 2013 con il post “Chi spinge Matteo Renzi” mi sono permesso di affermare che Giancarlo Elia Valori è solito “spingere da dietro” il premier italiano Matteo Renzi. Sgombriamo il campo da qualunque doppio senso volgare a sfondo sessuale (spingere da dietro) che, comunque, vista la complessità della personalità e dello stile di vita dell’anziano lobbista (deve avere almeno 120 anni!) si poteva anche supporre. Ribadisco: nessuna allusione ad intimità di tipo erotico sentimentale. Rimane il fatto che la conoscenza tra Renzi e Valori ha radici, toscane e democristiane, nell’amicizia esistente tra il padre di Giancarlo Elia Valori e il di lui compagno di scuola, Amintore Fanfani.

simbolo cristiano

Il padre di Matteo Renzi, per affermazioni del premier, fu, a sua volta, ammiratore di Tina Anselmi e seguace del professore aretino. Galeotto di questo tardivo legame che tanto influenza l’Italia, furono quindi, Amintore Fanfani e la DC. Tenete conto di questi guazzabugli ora che proverò a sintetizzare la vita dell’immortale Giancarlo Elia Valori. Dico immortale perché uno che risulta aver presentato a Juan Domingo Peròn, Licio Gelli (che oggi ha quasi cento anni), se non è uno “eterno”, poco ci manca. La biografia del “potentissimo” istruttore (spesso con Michael Ledeen in coppia) è opportuno leggersela ricorrendo al biografo atipico che è l’estensore della “Bibbia delle Intercettazioni” ovvero, “Il Caso Genghi. Storia di un uomo in balia dello Stato“- Aliberti Editore, cioè, Edoardo Montolli. Il volume, per chi non lo sapesse, ha la prefazione di Marco Travaglio. Travaglio stesso, che ne dovrebbe sapere una più del diavolo, rimase sconcertato quando lesse le avventure del “signor bonaventura” in arte Giancarlo Elia Valori descritte in un capitolo del libro citato. Lo “scafato” Marco Travaglio definisce “agghiacciante” quanto ha scoperto di Valori nelle pagine a lui dedicate da Montolli. Senza che nelle sedi opportune fosse mai smentito un rigo, una affermazione, una circostanza.

massoneria

Mi chiedo come possa essere vero che il Capo del Governo Italiano si affidi  ai ragionamenti elaborati da un tale personaggio. Temo che questa contaminazione continuerà ad accadere fino a quando, come fu per Mora o Lavitola, i fatti non assumeranno la forma incontrovertibile della verità giudiziaria. Lo svigolone Valori ha già avuto i suoi infortuni nei tribunali ma, evidentemente, per il Presidente del consiglio che anche “capo dei Servizi segreti”, a mo’ di novello Berlusconi (lo vuole imitare in tutto), questo non basta. Ora, con la dovuta pazienza, beccatevi una introduzione alla conoscenza di come stiamo messi qualora fosse vero che non è Renzi a scegliere la politica estera italiana ma Giancarlo Elia Valori. Mentre scrivo e mentre rileggo ciò che ha scritto Edoardo Montolli del catto-massone Valori, grazie ai documenti incontrovertibili, in possesso legittimo di Gioacchino Genchi, io stesso stento a credere che il Paese sia esposto a questi rischi. Così, mi auguro di sbagliarmi nel momento stesso in cui ri-divulgo queste verità. Informazioni che nessuno ha provato a smentire ma si è semplicemente tentato di togliere “civilmente” e “penalmente” di mezzo Gioacchino Genchi, fedele servitore dello Stato, che le aveva raccolte ed elaborate partendo dalle prestazioni obbligatorie previste dalla legge che regola la telefonia, fissa e mobile. Spero di ri-pubblicare menzogne e di essere chiamato a risponderne. Temo, viceversa, per l’Italia e per voi tutti, che non sia così.

Oreste Grani/Leo Rugens

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Inoltre l’aspettativa statistica di attesa di vita parla chiaro: se qualcuno considera saggio (esperto sicuramente) e necessario Giancarlo Elia Valori si accomodi, ma evitiamo di creare questi paradossi dove chi per decenni ha fottuto la speranza di questo bellissimo Paese debba essere considerato futuro.

Direte che sto scrivendo di Giancarlo Elia Valori e qui si parla di Paolo Savona. Scendete dalla montagna del sapone? I due sono parte della stessa parte, da decenni.

Bisognava reclutare, selezionare, formare il ceto politico con modalità altre nella speranza che quanto sta accadendo (chi è in realtà quello o quella? in mano a chi sta?, chi lo spinge da dietro?) si riducesse, quanto più è possibile, in termini di zone d’ombra e, implicitamente, di rischio per la Repubblica, terza o quinta che sia.

Oreste Grani/Leo Rugens


 

Alcuni ci stanno aiutando, altri rimangono indifferenti.

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la Redazione

4 thoughts on “Se fosse vivo l’amico Alberto Statera oggi l’ipotesi Valori/Savona sarebbe stroncata

  1. Matteo in ha detto:

    Buongiorno Leo!
    È da anni che mi rivolgo ai ns portavoce chiedendo Loro un opinione su GEV.

    Anche in questi giorni lo sto facendo. Sottolineando i legami fra Lo stesso GEV e Savona…

    Ho scritto appunto a vari portavoce ma quando chiedo di GEV si alza un muro di gomma.

    Non rispondono, non hanno opinioni in merito oppure non lo conoscono.

    Mai una risposta esaustiva o netta.

    A questo punto lo dicano che GEV è un eroe nazionale, che ci ha salvato da Tangentopoli e P2, che difende gli interessi ITALIANI nel mondo e che Savona salverà l’italia!

    Smentiscono Travaglio, Stadera e Genchi!

    Ma siano trasparenti e forniscano risposte esaurienti per piacere….il Silenzio attorno a GEV e’ sempre più sinistro….. ci parlino dei rapporti fra GEV-Savona e Savona-Dell’Utri….perché il problema “Savona” non è il fatto che sia Euroscettico (a parole) ma tutto il resto!

    Buona giornata

    PS: Anche GEV è Euroscettico (a parole). Curioso vero?
    Ma non andava bene il Prof. Bagnai?

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    • ilrisvegliodeldragone in ha detto:

      Matteo a me caro come vedi Leo non si tira in dietro. A minuti scriviamo ben altro per ben altra delicata posizione. Qualora condividessi abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Il tuo per primo che tanta passione metti nella lotta politica. Come deve essere.
      O,G.

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  2. SC in ha detto:

    Anche Satana sarebbe una bella scelta pur di uscire dall’euro. Credo che una persona “anziana” sia meno ricattabile. E’ e’ un punto centrale quello di non essere ricattabile: quando si ha a che fare con dei gangster non devi temere per te la tua famiglia ed agire in maniera ponderata ma svelta.
    I tedeschi hanno finalmente paura e glielo si legge negli occhi. Spero che vani siano i tentativi di Draghi e del governo tedesco di influenzare quantomeno Salvini: Mattarella si sente spessimo con il primo a chiedere consiglio.
    Credo sia un brutto momento per Mattarella far finta di essere un capo di stato ma prendere ordini da subalterni e da gente che non ha nulla a che vedere con l’Italia… almeno fino a scadenza mandato dove, se non si agisce presto, i boccaloni si faranno trascinare dalla “sua” discesa in campo.

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