L’insostenibile pesantezza dell’Euro. Ma noi (M5S) che cosa c’entriamo con Paolo Savona? 

libro L'insostenibile pesantezza dell'Euro

Vi abbiamo sempre scritto di Mariano Rajoy con la durezza che, da repubblicani storici, dovevamo ad una figura imbarazzante come lui. Imbarazzante perché nessuno, sano di mente (non parlo di chi è suddito perché in quel caso è libero di essere pecora), può essere monarchico.

Rajoy quindi orami è certo essere mascalzone e un massone antidemocratico e sanguinario. Oggi le notizie sul suo segmento partitico, fatto dai soliti banali corrotti e corruttori, lo condanna a non aver alcuna autorità morale nella vicenda non risolta della Repubblica di Catalogna e del diritto dei suoi cittadini di sentirsi repubblicani liberi e non pecore sottomesse ad un re.

La Spagna monarchica  ha pertanto i suoi gattoni da pelare.

La Francia repubblicana non si può sentire tranquilla guidata da un Macron alle prese con le conseguenze di scelte certamente non eque sul piano sociale che da troppi anni hanno diviso i francesi in classi che, per la sperequazione evidente, finiranno per scontrarsi. Per non parlare delle scelte in politica estera (in particolare nel Mediterraneo) che la espongono a grossi rischi.

La Germania è il vero obiettivo degli USA (da sempre) e pur avendo organizzato un sistema di paesi satelliti avrà le sue difficoltà. Mi scuso per queste semplificazioni da dilettante allo sbaraglio ma in questo quelli che criticano l’UE hanno straragione: niente vera unificazione politica e militare e quindi, ora che si arriva alla resa dei conti (non quelli che i banchieri vorrebbero che si facessero a loro esclusivo vantaggio) il volto della caducità potrebbe prendere il sopravvento e come una bolla di sapone l’Europa svanire nel nulla. Non c’entra niente Paolo Savona in veste di Pulzella d’Orleans anti tedesca. Siamo arrivati ad oggi senza essere riusciti ad elaborare una visione (do you know vision?) mediterraneocentrica capace di unire in uno strategico “et – et” da contrapporre agli infantili e violenti “aut-aut” di quattro esagitati ex separatisti (per anni, già adulto e pensante, Matteo Salvini si sentiva celto e diceva che la Lombardia doveva dare il culo alla Mitteleuropa a traino ed egemonia germanica, considerando inoltre la vecchia linea gotica il limite della contaminazione culturale con i terroni e i negri). Un vero cretino invasato convertitosi ad un certo punto della sua esistenza da attivista stipendiato sostenitore delle scelte opportunistiche (e ladronesche) del suo lume Umberto Bossi e della di lui famiglia, a complice di loschi figuri quali ci risultano aggirarsi ormai intorno alla New Lega, traghettati da quel nazistronzo di Mario Borghezio.

Se guardate il dito “Savona” (piace perfino a una come Giorgia Meloni che, fascistissima tutta la vita, ha sempre odiato i cittadini pensanti se circoncisi e in quanto tali ebrei) rimarrete attoniti quando vi arriverà la mazzata degli eversori che si stanno disponendo dietro a questa sguaiata storia costruita sulle debolezze narcisistiche di un signore che, vista l’età, dovrebbe seriamente e generosamente, farsi da parte. Non perché non sia anche vero che esista una dittatura europea dei banchieri e che da qualche anno lui ne abbia scoperta la virulenza ma semplicemente perché per tutta la vita, Paolo Savona, in accordo con Giancarlo Elia Valori, è stato uno dei massimi razionalizzatori dei passi che i sanguinari massoni elitari antidemocrarici (che gli hanno favorito la carriera) hanno messo in atto  per vessare gli italiani. Il curriculum di cui sento parlare certo che esiste ma è tutto connotato da ossequio ai banchieri e agli industriali sempre scelti fra i più retrivi.

Vi ho parlato in altri post di Antonello Zunino e del suo libro “L’insostenibile pesantezza dell’euro”, uscito nel 1999 (avete letto bene?) ma non ho ricordi di Paolo Savona che, letto il testo abbia rassegnato le dimissioni dalle nicchie dorate dove viveva e dirigeva per darsi alla “macchia” cominciando ad organizzare la resistenza . La questione Savona è la prova provata di come siamo ridotti e di come neanche l’iniezione di cinque anni di pentastellati nel Parlamento abbiano migliorato la situazione. Noi (e mi ci metto tra i grillini), cosa abbiamo a che fare con questi colpevolissimi? Ma sapete con chi per anni ha collaborato Lamberto Dini (quello che utilizzava Pio Pompa per far nascere il suo partitino effimero), artefice della bocciatura del M5S alla guida del COPASIR nel 2013? Paolo Savona. Ma noi cosa abbiamo a che fare con questa gentaccia? Tarak Ben Ammer cosa ha a che spartire con “Onestà-onestà” quando è uno dei più fedeli alleati di Silvio Berlusconi nel settore dei media? Ben Ammer è stato seduto nelle stesse sedi decisionali della finanza internazionale, in modo continuativo, con Paolo Savona. E noi che eravamo quelli di Rodotà-Rodotà che minchia c’entriamo con questi gaglioffi? Da quando si capito che avremmo vinto le elezioni, intorno ai vertici del M5S (veri scolapasta o cola brodo che dir si voglia) circolano solo curricula di gente che si è formata dove si apprende come fottere gli ultimi, perfezionandosi agli Aspen o frequentando i Bilderberg o la Commissione trilaterale. Per tacere del Circolo dei Trenta o delle Pro Deo.  Sveglia: sono tutte organizzazioni paramassoniche dove si viene osservati per alcuni anni fino a quando non si viene scelti per servire gli aristocratici, re e regine regnanti compresi. Ma noi (intendendo il popola a cinque stelle) con i re e le regine che minchia c’entriamo? E questo lo dico anche al bravo ragazzo, ormai giramondo, Alessandro Di Battista che, per storia personale e scelte politiche a suo tempo fatte, con re e con regine, nulla dovrebbe avere a che fare.

regina olanda

Meglio andare a votare e nel frattempo mettersi tutti (intendo dire quelli della nostra parte) a capire la fase geopolitica e l’eventuale impreparazione ad affrontarla.

Se invece vi piacciono le diarchie (mettiamo vicino a Savona la badante e si aggiusta tutto!) accomodatevi.

Noi che sappiamo aspettare sapremo dare tempo al tempo, amareggiati ma con la coscienza a posto.

Oreste Grani Leo Rugens

 

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la Redazione


DELITTI ECCELLENTI OVVERO QUANDO IL PRIMO PRESIDENTE DELLA BCE (WILLEM F. DUISENBERG) CI RIMISE LE PENNE

euromorte

Proverò a lasciare nella rete qualche elemento di riflessione sull’ectoplasma denominato “Europa” nel momento in cui tutta l’attenzione è (giustamente e doverosamente) attratta dalla soluzione della questione greca. Come ci hanno insegnato a fare  ci trasferiamo nei cerchi concentrici più ampi e da lì proviamo ad osservare quanto accade, in questi giorni, intorno alla questione “euro non euro” e “quale Europa”.

Tra i pochi (in realtà, passo dopo passo, il blog è arrivato a 300.813 accessi che a noi, per ora, bastano) di voi che avessero letto il post “Valentina Nappi è perentoria: “So io perché Amato, Finocchiaro, Prodi non devono prendere il posto che fu di Sandro Pertini. Tantomeno Gian Carlo Padoan” in cui facemmo cenno al libro “L’insostenibile pesantezza dell’Euro“, Sperling&Kupfer Editori, Milano 1999, speriamo che qualcuno ricordi che quello citato è un divertente, anche se amarissimo, racconto ideato e scritto da Antonello Zunino, all’epoca noto analista finanziario …in cui lo stesso prefigurava, raccontandole prudentemente come contenuto di un sogno, quali sarebbero state le strade segretissime che avrebbero preso i politici, ma soprattutto i banchieri e gli economisti che avevano voluto a tutti i costi creare la moneta unica europea, per sfuggire alle ire e alle vendette dei popoli (o di quello che ne fosse rimasto) al momento del crac dell’euro.

Antonello Zunino

Spesso la prefigurazione letteraria ci azzecca e quanto ideato a suo tempo (15 anni fa!) da Zunino potrebbe essere dietro la tenda tenendo conto che la prudenza dell’autore nel creare una finzione onirica si basava sul fatto che intorno a questioni di questa natura, da anni, si dice che giri la signora Morte con tanto di Falce al seguito.

Wim_Duisenberg

Mi riferisco, ad esempio, alla dipartita, dieci anni addietro, del primo presidente della Bce (Banca centrale europea) Willem F. Duisenberg, su cui, chi fosse in grado e ne avesse interesse, potrebbe effettuare una ricerca  (fino a farne una tesi di laurea alla Luiss romana o alla Bocconi milanese ?) sul misterioso incidente (fu trovato morto in piscina) che tolse di mezzo, nel 2005, l’ex direttore della Banca d’Olanda e, successivamente, presidente Bce. Il Draghi di oggi, per capirsi. Tesi di laurea o spunto per fiction televisiva? Avete chiaro il modello “Chi lo ha visto?” quando si cercano persone scomparse o le soluzioni di vecchi delitti irrisolti?

Su questa fine improvvisa, non ci fu di fatto nessuna inchiesta: quello che si trova nelle fonti aperte intorno a queste morti (plurale perché non è la sola!) è il silenzio assoluto e nessuno che si ponga intelligentemente il minimo dubbio. Se un giorno si scoprisse che di “delitti” si trattava, avreste tutti chiaro quale capacità di cancellare qualsiasi traccia, a caldo o a freddo, alcuni ambienti abbiano impedendo che quasi se ne diffonda la notizia quando il fatto accade e cominciando, subito dopo, a cancellarne il ricordo. Queste capacità di rimozione si riscontrano solo quando si tratta di delitti eccellentissimi per cui la rete delle complicità che si attiva è assoluta.

Usciamo dal giallo e dal nero.

L'insostenibile pesantezza dell'euro

La loro Europa quindi è uno strano posto “progettato” perché vi si ragioni solo di finanza, di tasse e di tassi. E se qualcuno non si allinea, lo tolgono di mezzo. La loro Europa è uno strano posto orfano di una bandiera che abbia un qualsiasi significato simbolico, senza un inno cantabile, senza un esercito unificato, senza una lingua. Ci hanno tolto anche Giochi senza frontiere che alcuni di voi ricorderanno.

Al silenzio che incombe sul terreno dei delitti eccellenti a cui ho fatto cenno, fa eccezione l’antropologa Ida Magli che ritiene non solo che queste morti siano ascrivibili ad un Progetto ma che esista una “struttura settaria” che non conosce sentimenti e che  non solo ha ordito il progetto ma non tollera imprevisti. Non un complotto secondo Ida Magli che è cosa eventualmente per sudditi che volessero ribellarsi ma una dittatura di una elite che si autoproclamata in quel ruolo/funzione e che ha in mano tutti gli strumenti per fare quello che vuole, media e soprattutto tonnellate di denaro che viene spillato ai sudditi/contribuenti. Re, regine e despoti capaci di far emanare leggi che applicate perpetuano questa subalternità. Quando non dovesse funzionare tutto a modo oltre la “paura” ci può essere anche l’uso sistematico dalla violenza. Nessun complotto quindi perché non sono loro che devono agire in segreto. In segreto hanno deciso anni addietro cosa fare di noi. Adesso fanno tutto alla luce del Sole spacciando questa modalità coercitive per democrazia. per quello alla fine la musata l’hanno presa dal piccolo povero popolo greco che la democrazia l’ha inventata e poi allevata.   

Soprattutto la struttura settaria che si ipotizza esistere, non sopporta che i suoi adepti pensino. Anzi, se si scopre che pensano, in quanto pensanti sono inadatti e vanno quindi eliminati. Che questi signori (i tecnocrati e i dirigenti bancari), nella stragrande maggioranza, non pensino e sappiano solo obbedire, è garantito dall’assenza assoluta di una qualunque impronta sulla loro faccia perché il pensiero, come tutti sanno, anche se si è allenati a non far trapelare i propri pensieri e sentimenti, modella giorno dopo giorno, anno dopo anno, “gestalticamente” ogni piega del volto. Se, viceversa, li guardate bene questi amici dell’euro e di questa fintissima Europa, sono senza mimica facciale e ripetono, fossero degli androidi, sempre le stesse cose. Fino a piegarvi perché – giustamente e drammaticamente – siete impegnati/obbligati a fare altre mille cose se non volete, di fatto, morire di fame. Sì, è proprio come dice Alexis Tsipras: hanno fatto e vorrebbero continuare a fare dei macabri esperimenti con il popolo greco, dove macabro è il termine più vicino alla realtà. Troppo spesso, in questo blog, “ci abbiamo preso”.  Perché qualcuno di voi, avvicinandosi il decennale, non trova il tempo e la voglia di andare a vedere cosa accadde il 31 luglio 2005 quando Willem F. Duisenberg ci rimise le penne?

Oreste Grani/Leo Rugens

Tzipras quella maggioranza di greci coraggiosi e tanto appassionati della libertà che lo hanno appoggiato, certamente hanno il merito di obbligare molti di noi a farci non poche domande intorno a questa cosa, l’Unione europea che appare sempre più un luogo misterioso opera