La Repubblica prima di tutto

quirinale

Bene, molto bene. Non si va a rimorchio di un teppista della politica quale è il leghista Matteo Salvini. Teppista e, per natura profonda, traditore. Anche, come si è visto, del benefattore Umberto Bossi.

Un uomo pericoloso quindi sul piano dei rapporti internazionali.

Un uomo pericoloso per le relazioni con ambienti calabresi che affiorano sempre più numerosi.

Tornando al leader a cinque stelle: bene, dopo gli errori fatti (che vanno ammessi), essersi scusato con il Quirinale. Da giovane onesto quale è Luigi Di Maio.

Abbiamo bisogno di unità.

Cosa volesse dire avere Savona, figura per decenni organico al sistema di intelligence economica di Giancarlo Elia Valori, nell’esecutivo, lo abbiamo già detto e lo diremo nuovamente  nei prossimi giorni.

E lo dice, nella sua marginalità, questo blog che non può essere certamente considerato tenero con GEV.

Il groviglio che si è generato va risolto opportunamente entro il 2 di giugno, tutti uniti sotto il Tricolore.

Se i secessionisti di un tempo, ormai pronti ad andare a mezzo servizio con Mosca, si chiameranno fuori, meglio.

I conti, a tempo debito e a qualunque costo, si dovranno comunque fare con i leghisti che sono ciò che sono.

Oreste Grani/Leo Rugens