Da quale dei 116 cerchi si muoverà il generale Giap per l’offensiva finale contro l’imperialismo americano?

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Ci perdonerete, cari lettori, il pasticciato pastiche evocato da un gatto addormentato.

Era necessario accumulare migliaia di piccoli successi per pervenire ad una grande vittoria. Solo a questo prezzo era per noi possibile modificare il rapporto di forze, passare dall’iniziale inferiorità alla superiorità e conseguire la vittoria finale.
Il nostro Partito seppe ben presto identificare le caratteristiche di questa guerra: guerra di popolo e guerra di lunga durata. La risoluzione di tutti i problemi che sorsero durante la dura guerra di resistenza fu basata su questa valutazione, che ci condusse infine alla vittoria.

Dal punto di vista della direzione militare, tanto la nostra strategia quanto la nostra tattica dovevano essere adeguate ad una guerra di popolo e ad una resistenza di lunga durata.
Abbiamo già posto in evidenza come la nostra strategia consistesse nel sostenere una lotta a lunga scadenza. In via di principio una guerra di questo tipo comporta diverse fasi, la fase difensiva, la fase dell’equilibrio delle forze e quella della controffensiva generale. In concreto, il suo svolgimento può essere, secondo le condizioni particolari proprie di ciascuna parte, più mosso e complesso. Solo una guerra di lunga durata poteva consentirci di sfruttare al massimo i nostri vantaggi politici, di superare i nostri limiti materiali, in modo da uscire dalla iniziale debolezza e da divenire più forti. Preservare ed accrescere le forze è il principio a cui ci siamo attenuti, attaccando solo quando la vittoria era certa, evitando battaglie che avrebbero potuto costarci perdite, rifiutandoci ad ogni azione avventuristica. Era imperativamente necessario applicare la parola d’ordine: rafforzarci sempre di più attraverso il combattimento stesso.
Anche le forme di combattimento dovevano essere adeguate alla situazione, era nostro compito in altri termini portare al massimo lo spirito combattivo e vincere la superiorità materiale del nemico con l’eroismo delle nostre truppe. Forma essenziale, soprattutto all’inizio della guerra, fu la guerriglia, che ottenne nel teatro operativo vietnamita grandi vittorie: poteva essere applicata tanto sulla montagna quanto nel delta, con armi buone o mediocri, a volte anche senza armi, e doveva infine permetterci di procurarci l’equipaggiamento a spese del nemico. Ovunque fosse presente il nemico, là tutta la popolazione vi prendeva parte: ogni comune aveva il suo dispositivo di difesa, così come ogni distretto aveva le sue truppe regionali che combattevano sotto la direzione del comitato locale del Partito e del potere popolare, coordinando la propria azione con l’esercito regolare al fine di logorare o di annientare le truppe nemiche.
Con lo sviluppo delle nostre forze, la guerriglia si trasformò ben presto in guerra di movimento — una forma di guerra di movimento ancora fortemente impregnata delle caratteristiche della guerriglia, ma che doveva divenire in seguito, sul fronte principale, quello del Nord, la forma essenziale di combattimento. In questo processo di sviluppo della guerriglia e di acquisizione di una sempre maggiore importanza della guerra di movimento, il nostro esercito popolare si rafforzò sempre più. Da combattimenti impegnati con gli effettivi di un drappello o di una compagnia, passò successivamente a campagne di notevole ampiezza, che rendevano necessaria l’entrata in azione di diverse divisioni. A poco a poco, il suo armamento migliorò, essenzialmente mediante le armi strappate al nemico, agli imperialisti francesi e americani.
Dal punto di vista militare la guerra di liberazione del popolo vietnamita ha provato che un esercito popolare, insufficientemente equipaggiato, ma in lotta per una giusta causa, e in possesso di una strategia ed una tattica corrente, è assolutamente in grado di vincere un esercito moderno di aggressori imperialisti.

[…]

L’applicazione della strategia della guerra di resistenza di lunga durata richiedeva un grande lavoro educativo, una grande lotta ideologica nel popolo e fra i membri del Partito, un gigantesco sforzo organizzativo dal duplice punto di vista economico […]

Generale Vo Nguyen Giap, “Guerra del popolo esercito del popolo”

Dionisia

NB Il titolo è il titolo di un’opera di Emilio Isgrò del 1976, il libro di Giap è dedicato alla guerra contro i francesi