Una modesta proposta di aiuto alla cittadina Virginia Raggi in gran difficoltà

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Cara cittadina Virginia, noi, come oltre 700.000 cittadini l’abbiamo salutata quale sindaco di Roma, riponendo il Lei la speranza di un grande rinnovamento.

Esprimerle la nostra delusione lo sentiamo come un dovere nei confronti di quanti ci interrogano circa le posizioni che abbiamo assunto negli anni a difesa del Movimento e del suo operato.

Ribadirle il nostro impegno a favore della Repubblica italiana quindi anche a difesa del suo operato in quanto rappresentante della volontà dei cittadini che liberamente l’hanno scelta deve essere per tutti un monito e un chiarimento circa le intenzioni del nostro agire: primi vengono la Costituzione e la salute dei cittadini e di quanti vivono nel nostro paese, l’Italia, poi la difesa dell’operato di chi onestamente tenta di migliorare lo stato delle cose.

È del tutto evidente che il suo lavoro, reso difficile se non impossibile dagli ostacoli che le sbarrano il cammino e dalla impreparazione sua e dei suoi collaboratori – non abbiamo detto “incapacità” sia ben chiaro – nonostante la buona volontà e l’indomita frequentazione dei social media nulla ha potuto, può e potrà contro menti criminali più o meno raffinate, la cui ragnatela tessuta negli anni, non voglio dire nei secoli, l’ha a oggi immobilizzata e con lei la città e l’entusiasmo dei cittadini che le stanno girando le spalle. Non noi, che troverà sempre al fianco delle istituzioni, degli ultimi e degli onesti.

Cittadina, faccio appello alla sua onestà materiale e intellettuale, prenda atto del fallimento e dia spazio a mastini capaci di difendere i mille depositi dell’AMA, dell’ATAC  e di quant’altro sotto attacco quotidiano della malavita.

Il tempo è scaduto.

La redazione sempre in ascolto