Il conto da pagare per quella maledetta cena sarà salatissimo

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Ci sono cronache giornalistiche e cronache giornalistiche. Ci sono ricostruzioni dettagliate che amerei definire sostenute da riscontri e prove logiche ed altre, viceversa, infarcite di inesattezze finalizzate alla distorsione della verità. Al tempo ci sono modi di mentire che non annunciano nulla di buono. Ci sono intelaiature giornalistiche fantasiose, con evidenti finalità di piegare la realtà ad una tesi precostituita e modi di riferire avvenimenti che nulla hanno formalmente di illecito ma che sul piano etico e del costume politico cominciano a far affiorare un mondo anni luce (anni luce qui si usa per dire in una dimensione macroscopicamente lontana da quanto era giusto che fosse) da quello che milioni di voti (anche di povera gente che vive sotto la soglia di povertà) hanno consentito/autorizzato la crescita esponenziale della rappresentanza parlamentare del M5S.

La questione di questi funghi velenosi  che spuntano nel MoVimento (rapidi nel loro epifanicamente emergere dal sottosuolo come gli Amanita Phalloide), fenomeno incalzante da quanto si è sentito l’odore dei soldi, del potere, della possibile conservazione dei privilegi della casta, denota l’assenza totale di criteri di reclutamento e selezione di chi dovesse avere l’onore e l’onore di ristabilire principi di equità (e quindi di sicurezza) nella Nuova  Repubblica, che fosse la Prima, la Seconda o la Terza.

Perché, amici del M5S a me carissimi  (e non a chiacchiere come la mia storia personale testimonia e quella dei redattori tutti di questo blog altrettanto garantisce), si trattava di doveri prima di diritti e soprattutto di divenire esempio di intelligenza politica che non doveva essere sprecata a raddrizzare le gambe storte di un cagnaccio partitocratico come la Lega Nord, diffusasi malandrinamente (in accordo con i peggiori xenofobi sopravvissuti a decenni di attività eversive contrarie ideologicamente e culturalmente al dettame costituzionale) nel centro e nel sud del Paese. Altro tema su cui è urgente tornare se non vi state accorgendo della deriva nazionalsocialista che ritorna con forza (questa fu la sua origine) nella Lega.

Scrivevano Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, oltre dieci anni addietro (a quella data molti dirigenti dell’attuale vertice del MoVimento si presume sapessero leggere) sul loro testo La Casta, venduto in milioni di copie:

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Testo facile facile da leggere e da capire. Niente a che vedere con i pensieri complessi di Jean-Jacques Rousseau

Vi siete scelti questa gentaccia come alleati per ristabilire equità nella già tanta sofferta Repubblica?

Chi va con i Calderoli, i Giorgetti, i Borghezio impara presto a zoppicare. Non vi dico chi ritiene innocuo il mondo ENI (ed altro) di Luigi Bisignani, di Descalzi, di Scaroni (liti vere o meno tra loro che siano) come diventa, dopo poco, sciancato. E che dire degli uomini e delle donne allevati nelle RUI dell’Opus Dei? Ultimo ma non ultimo, Giancarlo Elia Valori e le sue tele di ragno. Con un spruzzo di Vincenzo Scotti, l’insalatona di funghi velenosi è preparata e condita a dovere. E, paradosso offensivo, servita a 200 euro a testa nel più esclusivo ristorante “romano de Roma”. Dove, vediamo di non offendere la nostra intelligenza, il conto (scontrini dove siete finiti?) pagato per tradire il mandato etico morale ricevuto da milioni di italiani affamati di giustizia e di equità (e per tanto di libertà) potrebbe aver superato i diecimila euro, se la matematica ancora tiene. Pronto a scusarmi se non so quanto fa 200 X 50! Direte che la finalità era la raccolta fondi!

Fondi di caffè, visto la location e la compagnia scelta per leggere il futuro della Patria ora che al ritmo di 2,5 punti a settimana il patrimonio fiduciario consegnato al MoVimento svanirà come è già svanito  quello affidato a Virginia Raggi?

Perché, se non ve ne siete accorti ve lo ricordo io, a Roma nostra (quella dei 770.000 voti) il popolo verace e intelligente pentastellato non non non si è recato a votare, facendo emergere, il 10 giugno u.s., uno squillante 27% di recatisi alle urne. Ma come vi permettete di fare un tale scempio della speranza affidatavi? Ecco la metafora con la banchetta leghista!

Comunque, amareggiato, marginale e disinformato come sono, potrei non avere dettagli del bill (sconti od altro) pagato in quel ristorante (immagino si mangi bene) ma degno della peggiore casta partitocratica, cafonamente arricchitasi alle spalle degli italiani. Ma il conto con la Storia, per l’occasione mancata di far fiorire finalmente la “Primavera degli onesti”, sarà, statene certi, un conto salatissimo.

Oreste Grani/Leo Rugens

P. S.

Mi sono accorto di aver usato l’espressione “Primavera degli onesti” di cui forse, passati tanti anni, in pochi sapete di cosa si tratti. Fu una stagione che si colloca nel biennio 1974-76! Tempo che come spero sappiate viene qualche anno prima del 1977 e del fatidico 1978, con la strage di Via Fani.

Mi ricorderò di parlarvene così vedrete di cosa si ricorda questo signore vecchio e stanco quando scrive di storica opportunità mancata.

Augurandosi di sbagliare.

Almeno sulla “legge bavaglio” legata alle intercettazioni telefoniche datemi una soddisfazione e non fatevelo mettere in culo. Troppo crudo? E ‘sti cazzi! Ma non capite che cosa sta per succedere? Siamo in piena restaurazione. Anzi i Gattopardi si preparano a trionfare all’insegna del “sono tutti uguali”.

Sveglia o sarà guerra senza quartiere tra questo marginale e ininfluente blog (anche le pulci hanno la tosse, si diceva un tempo e anche le formiche nel loro piccolo si incazzano) e ciò che rimarrà del M5S.

P.S. al P.S.

Meno 2,5% in una settimana? Meditate gente, meditate. E lo dico, per fare un esempio, ad uno come Vito Crimi, che – ricordo – fece studi di matematica: si tende a zero con queste decurtazioni rapide e ad effetto valanga.

A proposito di Vito Crimi che nonostante le anticipazioni di Bruno Vespa non è andato a coordinare l’azione dei Servizi segreti con il Governo Conte: dopo la “Casta” di Rizzo e Stella uscì un super libro, documentatissimo e ineccepibile, a cura di Beppe Lopez (che saluto con affetto e nostalgia) intitolato “La Casta dei giornali“.

Crimi “qualcuno” (gli stessi che lo volevano ai Servizi?) lo ha messo a vigilare sui fondi per l’Editoria. In campana, senatore, perché stiamo parlando di nitroglicerina, esplosivo instabile che va trattato con le pinze di balsa, se non si vuole saltare in aria.

Non sono più i bei tempi del miliardozzo, ma ancora da quelle parti il portafoglio c’è e girano centinaia di milioni da dare agli amici degli amici. Ed alcuni, che il libro di Lopez lo hanno letto, se lo ricordano.  Noi siamo tra quelli.

Rifirmo tanto per non sbagliarmi

Oreste Grani

Beppe Lopez (Bari, 1947) è un giornalista e scrittore italiano.

Ha cominciato a scrivere sui giornali, da giovanissimo, nel 1963. È iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1968. È giornalista professionista dal 1976. Si occupa di politica interna e di giornali locali, di progettazione e gestione editoriale. Ha pubblicato saggi sul giornalismo, racconti storici e romanzi.

Ha pubblicato inchieste, note e commenti sulle più importanti testate italiane, fra le quali (in ordine cronologico): l’Avanti! e MondOperaio diretti da Gaetano Arfé, Il Giorno diretto da Italo Pietra, Tempo illustrato e Affari economicidiretti da Nicola Cattedra, Il Ponte diretto da Enzo Enriques Agnoletti, Il Mondo diretto da Antonio Ghirelli, ABC, il Corriere dello Sport, SettimanaTv (1974-75), la Repubblica, il manifesto, l’Unità, Numero Zero, Galassia, Prima Comunicazione, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Sicilia, Liberazione, Left, Il Fatto Quotidiano, ecc.

Negli prima metà degli anni Settanta, è capo ufficio stampa del Consiglio regionale pugliese per l’intera legislatura costituente (1970-75). Dirige Cronache della Regione Puglia e dal 1973 al 1982, con Beniamino Finocchiaro,Politica e Mezzogiorno (La Nuova Italia Editrice). Cura la collana “Socialismo e cultura” della Dedalo.

Nella seconda metà degli anni Settanta, si trasferisce a Roma. Partecipa come cronista di politica interna alla fondazione de la Repubblica diretta da Eugenio Scalfari (1975-79).

Fonda e dirige il Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto (1979-1981), realizzando una formula di successo che avvierà la modernizzazione dei giornali locali. Negli anni Ottanta, è inviato ed editorialista del quotidiano Il Globo, diretto da Michele Tito (1982).

Si dedica ad attività di consulenza e progettazione editoriale, con particolare attenzione al mercato regionale dell’informazione.

Dal 1989 al 1997 dirige la Quotidiani Associati, la più importante agenzia italiana di servizi giornalistici (Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Sicilia, l’Unione sarda, Il Secolo XIX, Il Gazzettino, ecc.).

È fondatore e direttore del primo quotidiano lucano La Nuova Basilicata (1998-99).

Fra il 2002 e il 2005 cura, per Liberazione, un osservatorio quotidiano di critica dell’informazione.

Ha fondato e dirige il sito Informazione e democrazia, http://www.infodem.it.

Ha fondato e diretto riviste specializzate. Si è occupato di televisione, di editoria libraria, di uffici stampa di istituzioni ed enti pubblici, di elaborazione politica, di politica culturale e del tempo libero, di musica popolare, ecc. Ha diretto l’emittente televisiva Telebari.

Ha condiviso la direzione redazionale di Lettera ai Compagni, il mensile della Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane fondato da Ferruccio Parri, con Aldo Aniasi, Gaetano Arfé, Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Bruno Vasari, Leo Valiani e Aldo Visalberghi.

Nel 2000 ha pubblicato con la Arnoldo Mondadori Editore il suo primo romanzo, Capatosta, impostosi subito come un importante caso letterario.

Nel 2007-2008 ha pubblicato il dossier/pamphlet La casta dei giornali (Stampa Alternativa – Rai Eri).

Nel 2008 è uscito (con la Marsilio) il suo secondo romanzo, La scordanza.

Nel 2015 è uscito (con la Manni) il suo terzo romanzo, La Bestia!, per Giorgio Bàrberi Squarotti “eccezionale per concetto e per scrittura: reinventa il racconto filosofico di origine settecentesca servendosi di un linguaggio fortemente inventivo, fra l’arcaico, il favoloso, il concettuale, la lezione morale, l’ironia. È un’opera che nettamente si stacca per originalità e forza dalla moda e dal canone di questi ultimi decenni, ed è, in sé, esemplare” (daLeggere:Tutti, marzo-aprile 2016)

 

Come abbiamo scritto, alcuni ci hanno dato una mano e li ringraziamo.  Altri, viceversa, sono rimasti indifferenti, pur continuando ad usufruire del nostro servizio.

Evidentemente, e mi riferisco a questi ultimi, ritengono che la richiesta sia un pro forma pleonastico. Così non è. Abbiamo bisogno di segnali di stima (che ci arrivano numerosi) ma anche di piccoli aiuti concreti.

Rinnoviamo l’appello e vediamo cosa succede. 

Mi sono affidato a PayPal  e a un IBAN (IT39O0760103200001035003324) relativo ad un normale conto corrente.

Trovate quindi – a piede dei post – una novità rappresentata dalla richiesta, sistematicamente ripetuta, di sostegno con il possibile l’invio di piccole cifre.

Ci sarà tempo per chiedervi altro. Fuori dagli scherzi, grazie anticipatamente.

Per le piccole cifre abbiamo deciso di prendere soldi da chiunque con le ormai semplici modalità del versamento sulcircuito PayPal usando il nostro indirizzo e-mail:  leorugens2013@gmail.com

la Redazione