Angelo Tofalo (M5S) esordisce da posizioni di Governo sul tema strategico dell’energia.

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Il problema dell’insicurezza in genere e urbana in particolare, registra finalmente accentuata crescita di attenzione nel Mondo e in Italia. E non mi riferisco al permanente assillo dell’invasione clandestina. A semplificare (e a speculare) sull’argomento ci pensa già l’atipico/anomalo Ministro dell’Interno. Io parlo di altre complessità che, tra l’altro, combinate tra loro, sono spesso, se non sempre, alla base dei flussi migratori macroscopici. Parlo di esplosione demografica e di mutamenti geofisici in atto. Questi parametri stanno apparecchiano sfide inusuali prevedibili ma di difficile valutazione negli effetti tra loro combinati. Negli ultimi cinquant’anni, la popolazione della terra è sostanzialmente raddoppiata passando da poco più di 4 a 8 miliardi di abitanti, decimale in più o in meno viste le difficoltà di fare censimenti reali.  Non è il primo dei raddoppi. L’ultimo si verificò negli anni che sono andati dal 1930 al 1975/80. A questo fenomeno non vi devo certo dire io quali e quanti fattori hanno contribuito ma certamente la disponibilità di nuove e potenti fonti energetiche è stata determinante. Se si dovesse prevedere un ulteriore raddoppio, la partita si giocherebbe tassativamente sul piano energetico. Altrimenti il raddoppio (chiamiamolo così) sarà il più difficile che l’umanità abbia mai conosciuto. Certamente il più denso di incertezze e di inquietudini. Ecco che emerge tutta la peculiarità che fa del tema argomento di sicurezza nazionale.

Mettere mano al settore energetico (parlo a 360 gradi), mi scuso per eccessiva semplificazione, sarà strategico e sinonimo vero di civiltà e di pensiero politico colto. Sapevamo da tempo per interessi personali e per frequentazioni che nel nostro ministero della Difesa non si stava certo dormendo sul tema e sulle implicazioni.

Ieri se ne avuta una prima conferma che ci incuriosisce in rapporto a quanto immaginiamo il governo (anche a cinque stelle) saprà fare in materia tanto delicata. I fattori ideologici (il termine in questo caso sento doveroso usarlo), politici, etici, individuali e di gruppo devono emergere e imporsi grazie a quella ricchezza di retropensiero che il MoVimento ha elaborato sin dalla sua nascita e ha rafforzato negli impegni assunti con i cittadini. Il neo sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo ha esordito nella sua veste istituzionale sul tema in modo estremamente rassicurante proprio in relazione al patto implicito con i cittadini su temi di natura prospettica e vitale: le sottolineature durante il convegno organizzato dall’ENEA (in calce al post trovate alcuni articoli dedicati tratti dalla stampa elettronica) sono state tutte indirizzate ad assumere sul tema responsabilità politiche di assoluto rispetto degli interessi, anche economici (ballano soldi importanti da saper risparmiare), dei cittadini. Interessi strategici quindi e, in quanto tali, legati all’intreccio indissolubile tra la sicurezza e l’intelligenza dello Stato. Materia su cui Tofalo si è fatto le ossa in cinque anni come membro del COPASIR e come promotore di un ampio dibattito in tema di Strategia di Sicurezza Nazionale, alle iniziative convegnistiche che vanno sotto la denominazione di Intelligence Collettiva. Questa responsabilità governativa (dall’Intelligence alla Difesa), ci piace sottolinearlo, evidenzia che il rodaggio è finito e che è arrivato il tempo di mostrare come la stufa e l’automobile (è un mio modo per semplificare su cui torneremo) non sono il cuore del problema dei problemi ma l’energia per tutti. Trattata con la massima intelligenza e in sicurezza. Binomio indissolubile.

Oreste Grani/Leo Rugens

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