Ad ognuno la sua Corea e il suo Pak-Dook-It: fuori i campioni del Mondo

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Nel 1966, ai mondiali in Inghilterra, toccò all’Italia essere sconfitta dalla Corea. Quella volta fu quella del Nord. Oggi, lo squadrone tedesco, viene eliminato, con un beffardo 2-0, dalla Corea del Sud. Quando le due saranno unificate le vedremo campioni del Mondo? Per ora godiamoci questo momento che, per la storia del calcio, diventerà storico.

In realtà mi interessa poco o niente di questo sport ormai sputtanatissimo e di queste sfide furbe e mercificate in ambiente FIFA che più corrotto non potrebbe essere ma pensare al 1966 mi riporta ad una età (diciannove anni!) e ad un vigore fisico di cui sono giustamente nostalgico. Un po’ di racconti e onore eterno a Pak-Dook-It.

Oreste Grani/Leo Rugens




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Gruppi eliminatori

Solari, Más, Tilkowski, Schnellinger e Schulz durante la sfida Germania Ovest-Argentina valida per la fase a gruppi.

Il campo rispettò quasi per intero i pronostici, con qualche esclusione di rilievo: nel primo gruppo, l’Inghilterra si spartì la posta con l’Uruguay prima di superare con due classici 2-0 Francia e Messico. A ruota seguì la stessa Celeste, cui bastò un 2-1 ai francesi e un pari con i messicani per qualificarsi.

Nel gruppo 2 la Spagna, campione d’Europa uscente, non andò oltre una vittoria con poco scarto contro la Svizzera (sfavorita tra l’altro dall’arbitro sovietico Bakhramov, che annullò il gol regolare del 2-2 svizzero), mentre Germania Ovest e Argentina passarono a pari punti, con i tedeschi primi per differenza reti.

Le sorprese vennero dai gruppi 3 e 4. Nel gruppo 3 vi fu un’inaspettata sconfitta dei verdeoro brasiliani, campioni del mondo in carica, dovuta a due avversarie ostiche (Ungheria e Portogallo) ed alla mancanza del fuoriclasse Pelé, che uscì anzitempo sia con i bulgari sia con la compagine di Eusébio, nonché di degni rimpiazzi al posto degli anziani Didi, Vavá e Zagallo. Nonostante l’eliminazione il Brasile, che era stato campione del mondo nel 1958 e nel 1962, recriminò per gli arbitraggi (contro la Bulgaria, arbitrata dal tedesco Kurt Tschenscher, nelle gare contro Ungheria e Portogallo, arbitrate dagli inglesi Ken Dagnall e George McCabe) in cui non vennero sanzionati molti falli fatti a danno dei giocatori chiave verdeoro.

Nel gruppo 4 l’Italia, vincendo 2-0 contro il Cile, si prese la rivincita della battaglia di Santiago di quattro anni prima, ma inciampò nell’URSS, venendo sconfitta 1-0. Nella decisiva partita contro la Corea del Nord perse nuovamente 1-0, con un gol di Pak Doo-Ik. Questa sconfitta causò grande scalpore in Italia, dato che la Corea del Nord era considerata una squadra facile da battere. Per questo motivo, quando i giocatori italiani rientrarono in patria dopo la sconfitta, furono accolti da circa seicento tifosi inferociti accorsi all’aeroporto di Genova per contestarli con insulti e lancio di pomodori. Il turno fu passato da URSS e Corea del Nord e i tifosi di Middlesbrough, città operaia del nord dell’Inghilterra, adottarono la Nazionale asiatica e la seguirono a Liverpool per i quarti di finale.

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Quarti di finale

La contestata espulsione di Antonio Rattín in Inghilterra-Argentina dei quarti di finale

A dar colore ai quarti di finale ci pensarono Argentina e Inghilterra. A Wembley gli inglesi erano impegnati in una tesa partita contro i sudamericani; si scrisse che dopo mezz’ora c’erano già quattro ammonizioni argentine (Perfumo, Solari, Rattín e Artime), mentre all’inglese Stiles fu concessa ogni tipo di entrata, ma in realtà i cartellini furono introdotti a opera di Ken Aston, per la prima volta durante il Mondiale 1970 in Messico. Al 33º il capitano argentino Antonio Rattín venne espulso dall’arbitro tedesco Rudolf Kreitlein. Nonostante gli inviti dell’arbitro tedesco a lasciare il campo, l’argentino fece finta di non capire e pretese un interprete. Alla fine lasciò il terreno di gioco e si sedette sul tappeto rosso riservato ai membri della casa reale inglese, prendendo i fischi di tutto lo stadio e ricevendo l’appellativo di “Animale”. Facilitata dall’espulsione e contro un avversario esasperato, l’Inghilterra alla fine vinse 1-0, andando in semifinale. L’espulsione di Rattin venne definita in patria come el robo del siglo (il furto del secolo), il giornale sportivo francese L’Équipe intitolò «Lo scandalo è entrato a Wembley» e il suo inviato Jean Cornu scrisse «Scandaloso l’arbitro, Stiles meritava una sanzione più di Rattin…». In seguito l’arbitro tedesco Rudolf Kreitlein dichiarò di aver espulso Rattìn per una serie di falli scorretti, le continue proteste ad ogni sua decisione e perché, anche se non capiva la lingua del giocatore intuì dalle sue espressioni che lo stava insultando reiteratamente.

Al Goodison Park di Liverpool, lo stadio dell’Everton, invece, la Corea del Nord riuscì a portarsi sul 3-0 in poco meno di mezz’ora prima che il Portogallo riuscisse a serrare le file e riorganizzare il gioco. L’ingenuità tattica degli asiatici e l’abilità dei portoghesi fecero poi la differenza e la squadra di Eusébio (quattro gol e un assist in quella partita) vinse 5-3 e raggiunse in semifinale l’Inghilterra.

L’URSS eliminò l’Ungheria 2-1, mentre nella gara Germania Ovest-Uruguay, dopo che l’arbitro inglese Jim Finney negò nei primi minuti un calcio di rigore ai sudamericani per un intervento di mano di Schnellinger in area di rigore, arrivò il vantaggio tedesco all’11° con Helmut Haller; all’inizio del secondo tempo vennero espulsi gli uruguaiani Horacio Troche ed Héctor Silva e, in 11 contro 9, i tedeschi vinsero 4-0, eliminando facilmente l’Uruguay.

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Semifinali

Le due semifinali si giocarono a un giorno di distanza, il 25 e 26 luglio a Liverpool (Germania Ovest-URSS) e a Londra (Inghilterra-Portogallo).

Sotto la direzione dell’italiano Concetto Lo Bello i tedeschi sconfissero i sovietici. A segnare per la Germania Ovest furono Haller e Beckenbauer, ma anche in questa gara ci furono delle critiche rivolte agli arbitri, poiché i sovietici furono costretti a giocare in 9 uomini a causa dell’infortunio di Sabo (all’epoca non si effettuavano cambi) e per l’espulsione dell’attaccante Igor’ Čislenko; l’inviato de L’Équipe Robert Vergne scrisse «Contro l’URSS la Germania ha mostrato il peggior calcio di questi mondiali. Chi parla di complotto a favore dei tedeschi e degli inglesi può sostenere questa tesi con le cifre: nelle ultime tre partite disputate la Germania ha giocato contro squadre di dieci e nove giocatori. L’Argentina, nel girone eliminatorio in dieci (uno espulso), l’Uruguay nei quarti, in nove (due espulsi) e l’URSS in semifinale, in nove (uno ferito severamente, uno espulso)».

A Londra, invece, ci vollero due gol di Bobby Charlton per aver ragione di un Portogallo in forma, che tenne aperta la partita fino all’ultimo grazie a un goal di Eusébio su rigore nel finale.

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Finali

Entrambe le finali si disputarono allo stadio londinese di Wembley. Il terzo posto finale del Portogallo, allenato da Otto Glória, rimane tuttora il massimo risultato a livello mondiale conseguito dai lusitani, fatto questo che permise a Eusébio di onorare al meglio il Pallone d’oro vinto l’anno prima grazie ai suoi successi con la maglia del Benfica.

Nella finale per l’assegnazione del titolo, fra i padroni di casa e la Germania Ovest, agli ordini di sir Alf Ramsey scesero in campo per l’Inghilterra Banks, Cohen, J. Charlton; Moore, Stiles, Wilson; Ball, Hunt, Hurst, R. Charlton,Peters. Il CT tedesco Helmut Schön schierò invece Tilkowski, Höttges, Weber; Schnellinger, Schulz, Beckenbauer; Haller, Emmerich, Held, Overath, Seeler. Da notare come l’Inghilterra chiudesse il torneo nello stesso stadio, Wembley, dove aveva giocato tutte le partite.

Haller segnò quasi subito, al 12º, ma il vantaggio tedesco durò solo sei minuti, in quanto Hurst pareggiò al 18°. La partita si svolse su un piano di sostanziale equilibrio finché al 78º Peters realizzò il gol del 2-1 che sembrava aver chiuso l’incontro. Su una contestata azione a palla ferma, Weber riuscì tuttavia a segnare il 2-2 quando ormai mancava un minuto alla fine. Gli inglesi contestarono un fallo di mano del tedesco Schnellinger, ma Dienst convalidò. Al 101°, undici minuti dopo l’inizio dei tempi supplementari, Hurst lasciò partire un tiro che sbatté contro la faccia inferiore della traversa e rimbalzò sulla linea prima di tornare in campo. Le riprese televisive dimostrarono che la palla aveva battuto sulla linea e non aveva, come richiesto dal regolamento, superato completamente la linea di porta. Non sapendo cosa decidere, Dienst chiese il parere dell’assistente Tofik Bakhramov, che convalidò la rete.

Il commentatore della BBC Kenneth Wolstenholme si premurò di far sapere che il guardalinee sovietico «parlava solo russo e turco», ragion per cui il dialogo con il direttore di gara poteva avvenire solo a gesti. Inutili le proteste tedesche e l’attacco finale, che durò per tutto il secondo tempo supplementare: proprio allo scadere Hurst segnò il suo terzo gol personale e il quarto per l’Inghilterra, che vinse 4-2 e si laureò campione del mondo per la prima – e tuttora unica – volta nella sua storia. Geoff Hurst è attualmente l’unico calciatore ad aver segnato tre gol in una finale di un Campionato del mondo.