I cittadini non solo non scendono “in” politica ma si ritirano sull’Aventino

Acrópole, Atenas

Come è notorio uno dei fondamenti filosofici, giuridici, culturali, economici che hanno ispirato/condizionato la società occidentale è il concetto di polis, dal greco, città.

Negli cittadini greci era, a dare retta ai testi che abbiamo ereditato, radicato un forte senso di appartenenza. I cittadini loro stessi si sentivano Stato e politici.  Erano tutti “in” politica, più o meno consapevolmente.

La città greca costituiva una comunità perfino religiosa e questo avveniva in “comunità” perché per i greci (ma non solo per loro) dal benessere comune dipendeva quello personale.

In alcune città si è votato e dai risultati avremmo voluto vedere emergere scelte tranquillizzanti in questo senso. Non mi pre proprio che il senso delle cose sia questo. Anzi.

Ad ognuno, secondo la propria inclinazione/specializzazione, i risultati elettorali, affidano chiavi utili, se si è interessati, ad una eventuale lettura dal micro al macro. Personalmente mi attira il dato della partecipazione al voto e i numeri assoluti dei votanti di una parte (per il tutto?) della Capitale. In pochi mesi a Roma si è passati da quel eclatante successo e mandato fiduciario che aveva imposto Virginia Raggi all’attenzione del Paese (e non solo), alla condanna politica,  altrettanto chiara, del suo operato e, implicitamente, di una parte del MoVimento.

La Città Eterna, se non ci dovesse essere un miracolo (ma veramente credete che la Madonna del Divino Amore si possa far coinvolgere in queste cose di minor conto?) tornerà, alla prima occasione, nelle mani/grinfie di chi, per decenni, ne ha disposto a suo piacimento, generando quel fenomeno socio-politico che è andato sotto la denominazione della Capitale Infetta.

Cicero

Grave e da irresponsabili aver fatto accadere quanto è accaduto.

Ora, più che altri risultati (comunque altrettanto significativi), la restaurazione gattopardesca avrà vita facile. Perché, di questo si tratta. Gattopardi a Roma, Siena, Imperia e via via così ovunque abbiano vinto il centrodestra (a guida o meno leghista), finte liste civiche, mostri della Prima repubblica usciti, freschi-freschi, in alcuni casi, come ad Imperia, da arresti e da rapporti certi con criminali mafiosi. Un mascalzone (e via un’altra querela!) come Claudio Scajola, la cui difesa politico-giudiziaria fu sostenuta da Salvatore Buzzi mediaticamente dalla rivista della sua “29 giugno”, rivelando legami, cointeressenze, condivisioni di visioni affaristico e culturali, viene scelto, coscientemente, da una parte dei suoi concittadini al grido soffocato, nelle loro menti e gole, di “ruba… ma fa”.

È da Roma (dove, viceversa, il mormorio era “la Raggi, sarà pure onesta, ma non sa fare un cazzo”) che parte l’onda lunga della restaurazione.

Ovunque si è tentato di far emergere solo un generico “almeno sono onesti”, il MoVimento è stato battuto e, soprattutto, la sua idea di localismo strategico, di km 0, di scelte valoriali alla “il rifiuto è mio e me lo gestisco io”, di cambiamento paradigmatico culturale tipo il dovere di fornire supporto e sostegno, economico e morale, ai cittadini/persone che versino in stato di difficoltà, di diritto alla trasparenza nelle pubbliche amministrazioni abituate a nascondere, per decenni, la realtà con manovre di bilancio e azioni di comunicazione tese a confondere i cittadini, i risultati sono stati tendenti a zero.

Roma antica Cesare Maccari-Cicero e Catilina al Senato

La sconfitta è molto più grave che qualche assessorato o meno conquistato.

La sconfitta è gravissima perché quello che viene oggi chiamato centrodestra era parte integrante (e non solo ideologicamente parlando) del mondo partitocratico che, con il suo agire antidemocratico, aveva fatto da leva perché alla fine nascesse il M5S.

Il MoVimento di Giuseppe Grillo da Genova è nato e cresciuto in modo esponenziale soprattutto perché il sistema era fallito proprio in situazioni locali che venivano divorate da vere e proprie termini onnivore senza che la maggioranza dei cittadini ne avessero colpa alcuna.

Il MoVimento era parte (se non la matrice) di un processo innovativo in grado di individuare prima e determinare poi nuovi equilibri e non la conservazione di quelli che avevano generato la crisi stessa.

Ora la gravità dello scontro, fallito il localismo a Cinque Stelle, sarà tale per cui il baratro crescerà di profondità e questo avverrà mentre le vittorie “leghiste” ci avvicineranno sempre più al bordo del precipizio.

Pericolosa miscela esplosiva quella data da un baratro che si approfondisce e dal contestuale avvicinarsi al ciglio del burrone.

Milioni di persone si stanno chiamando fuori, frustrate da questa restaurazione.

Occorreva, in questi anni, identificare forme di collegamento diretto ed efficace (non parlo solo di click su una tastiera) con i responsabili prescelti per consentire ai cittadini di esprimersi sul gradimento dei servizi offerti e/o della situazione nel suo complesso.

Il problema si è spostato, in questi anni di errori, sulle figure di collegamento e di rappresentanza a tempo determinato perché non divenissero alieni dalle collettività che in grande maggioranza li aveva espressi. Alieni, in pochi anni.

La lontananza tra cittadini volenterosi, fiduciosi e attrezzati culturalmente e i vertici del M5S che hanno avuto in sorte i destini della Capital si sta rilevando abissale e in crescita esponenziale. Man mano che passava il tempo, si è ha la netta sensazione che ci si trovi di fronte a inadeguati se non, in certi casi, portatori di interessi specifici, appositamente fatti infiltrare da menti raffinate, come si sarebbe detto un  tempo. Certamente non a portavoce di vitali istanze locali.

La sconfitta romana (con la restaurazione effimera del PD!!!) è figlia di scelte che andavano nel senso opposto alla definizione di città intelligente che troverete in un post di prossima pubblicazione (….). E se una città non è intelligente, non ha identità. Non solo pertanto è “stupida” ma la si lascia in mano ai malfattori che, viceversa, non sono stupidi e hanno una loro identità. Anzi, sono scaltri e cinici, abili nel pensare solo ai cazzi propri.

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La sindaca Virginia Raggi (ovviamente non solo lei) è stata la matrice certa di questa sconfitta del localismo strategico quale cuore dello Stato che sognavamo.

È tutto il M5S che deve oggi registrare la sconfitta e non ci si deve nascondere dietro al dito di qualche campanile conquistato nel resto dell’Italie nostra.

Non bastano la sannita Avellino o la emiliana Imola. Quella, per intendersi, del circuito e di tante problematiche legate all’ambiente e alla cultura del trattamento rifiuti.

Ben altro era il trend dopo la catartica e visionaria traversata a nuoto di Beppe Grillo con annesso “sbarco in Sicilia”.

Il gruppo s-dirigente della Capitale ha testimoniato, facendosene paradossalmente “garante”, una presunta inadeguatezza di qualunque altro dirigente locale del MoVimento.

L’assenza di un esempio virtuoso a Roma è divenuto un super spottone (gratuito!) per la restaurazione.

Che speriamo non sia anche feroce. Per gli ultimi (molti, con speranza, avevano votato per Giuseppe Grillo), comunque, si metta male.

A prescindere da qualche aumento di pensione minima. Se uno degli obiettivi del MoVimento era far tornare i cittadini “in” politica (così avevo capito e ne ero felice) la fuga dalle urne registratasi a Roma (ma non solo!) va nella direzione opposta.

Senza partecipazione dei cittadini si delinea una vera oligarchia che, ripetiamo, potrebbe, anche assumere forme violente, concentrandosi nelle stesse mani del ministro Salvini, Polizia di Stato e, come pare abbia chiesto, tramite il sottosegretario alla Difesa Volpi, l’Arma dei Carabinieri) di una minoranza xenofoba e antidemocratica organizzata intorno alla linea ideologica leghista.

E questo mentre i media raccontano che si tratta della maggioranza degli italiani che, lasciati soli con le loro paure, si sono buttati con Salvini.

Nitroglicerina, viceversa, come ho già detto in altro post. Robba (direbbero a Roma nostra) da maneggiare con le pinze di balsa. Se uno sa cosa sono, a cosa servono e come si usano.   

Oreste Grani/Leo Rugens più preoccupato che mai.

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P.S.

Un dato mi dovrebbe tranquillizzare ma non lo fa: Salvini, in termini di numeri assoluti, prende, in alcune zone, i voti (lasciate perdere le percentuali) che prima prendevano Forza Italia, Alleanza Nazionale e la Lega Nord. Spesso addirittura meno. Dove aumenta è nelle regioni che da sempre sono rosso/nere in quanto ad oscurantismo e luoghi comuni. In poche parole la Lega prende i voti che un tempo erano specifici di quel gran reazionario xenofobo di Peppone, personaggio di Giovanni Guareschi. Direi che dovremo ripartire da una laicizzazione della nostra bella Italia e che avevamo sperato fosse realizzata dal M5S.

 

Come abbiamo scritto, alcuni ci hanno dato una mano e li ringraziamo.  Altri, viceversa, sono rimasti indifferenti, pur continuando ad usufruire del nostro servizio.

Evidentemente, e mi riferisco a questi ultimi, ritengono che la richiesta sia un pro forma pleonastico. Così non è. Abbiamo bisogno di segnali di stima (che ci arrivano numerosi) ma anche di piccoli aiuti concreti.

Rinnoviamo l’appello e vediamo cosa succede. 

Mi sono affidato a PayPal e a un IBAN (IT39O0760103200001035003324) relativo ad un normale conto corrente.

Trovate quindi – a piede dei post – una novità rappresentata dalla richiesta, sistematicamente ripetuta, di sostegno con il possibile l’invio di piccole cifre.

Ci sarà tempo per chiedervi altro. Fuori dagli scherzi, grazie anticipatamente.

Per le piccole cifre abbiamo deciso di prendere soldi da chiunque con le ormai semplici modalità del versamento sul circuito PayPal usando il nostro indirizzo e-mail:  leorugens2013@gmail.com

la Redazione