Siamo alla resa dei conti in Leonardo. Vediamo di fare le scelte opportune

nave garibaldi

Quando Alessandro Profumo è stato promosso (ma perché promuovano sempre gli stessi è il vero mistero misterioso) alla guida di Leonardo Finmeccanica ci siamo permessi di dire che il Gruppone non sarebbe certo uscito dalla strategica difficoltà in cui versava da anni, in assenza di una vera e propria strategia, carenza incontrovertibile a sua volta anche determinata da un’assenza di un gruppo dirigente politico nel Paese capace di elaborare una visone  geopolitica e di sviluppo industriale all’altezza delle complessità che il mercato delle armi e dell’innovazione tecnologica si portano dietro.

Così avevamo detto e così sta accadendo. In Leonardo siamo al casino, se mi posso permettere di semplificare il ragionamento. Così è anche a detta dei quadri e dei dirigenti capaci e onesti che ancora lavorano per l’arcipelago ex Finmeccanica. Che cosa celino fatti gravissimi come quello legato al siluramento di Andrea Biraghi, non sta a questo marginale e ininfluente blog valutarlo. Ma del fatto che tranne rarissime eccezioni, non si capisce per quale motivo il figlio di uno (Sergio Biraghi) che nella vita, forse, ha saputo fare bene l’ammiraglio di squadra comandando perfino la portaerei Garibaldi, per motivi genetici dovrebbe essere un prezioso dirigente con visione strategica in un settore industriale determinante per la sicurezza nazionale, vogliamo parlarne.

Siamo alle solite.  Quando si immettono curricula di questi dirigenti spesso (se non sempre) si rimuove come e perché siano arrivati dove sono arrivati.

Chi li ha piazzati e cosa facessero i padri e le madri quando la creatura, nel caso in esempio, cominciava a muovere i primi passi nel settore. Basterebbe guardare un po’ di date e si capirebbe tutto delle attuali inadeguatezze se non di cose ancor più gravi. Dentista, dite giustamente, dentista. Avvocato, giustamente, avvocato. Salumiere giustamente, salumiere. Intendo di padre in figlio. Ma ammiraglio e sistemi d’arma non buono. Proprio per motivi di sicurezza nazionale. Temo che non ci troviamo di fronte, proprio in Leonardo, ad un solo esempio di figlio d’arte. Anzi. Ma non è questo il post della meritocrazia come sinonimo di sicurezza. Questo è il post che banalmente dice: amici pentastellati, ora che siete anche al Ministero della Difesa, vi dobbiamo ricordare (e quasi ce ne scusiamo) di quando vi dicemmo che la partita si sarebbe giocata su COPASIR e su CONSIP (tanto per fare un dei tanti esempi possibili) e non ci sbagliavamo. Oggi, a lettere cubitali, vi diciamo che le grandi manovre per motivi di rotazione (la vita ha le sue leggi spietate) sono iniziate intorno a Leonardo e che subire iniziative violente e destabilizzanti ulteriormente il Paese sarebbe indice di leggerezza e gravissime distrazioni.

L’esperto politico democristiano Bruno Tabacci, come è notorio, consiglia Alessandro Profumo. Vediamo di scegliere buoni consiglieri anche dalle parti del MoVimento ad evitare altri casi “Lanzalone” o situazioni similari. Vediamo.

Oreste Grani/Leo Rugens

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