Chi ha paura dei ladri? Chi ha paura di Matteo Salvini?

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Il vantaggio è che non dobbiamo nulla a nessuno dei dirigenti della Lega Nuova e che ci prefiggiamo di dover nulla a loro chiedere in futuro. Anzi, applicando le nostre regole di ferventi repubblicani sono i parlamentari della Lega che devono evitare di rimuovere come la pensiamo in generale e in particolare di alcuni di loro. Certamente come la pensiamo su Gianfranco Miglio (il teorico della dissoluzione dello Stato sovrano italiano), Giancarlo Giorgetti (il personaggio spesso coinvolto in meccanismi di potere nettamente datati Prima Repubblica e frequentatore di Luigi Bisignani), Giuseppe Calderoli (da sempre attore di ogni scelta legislativa atta a turlupinare quel popolo sovrano di cui oggi si sente parlare a Pontida rifondata), Mario Borghezio (piemontese di cui non solo si conoscono i trascorsi amorali ma le frequentazione con i peggiori xenofobi paneuropei ed euroasiatici), Matteo Salvini (quello che prima di ieri ci dovrebbe cortesemente dettagliare come e di cosa ha realmente campato avendo nel suo curriculum esclusivamente la militanza nella Lega Nord e come specifica attività lo chauffeur della famiglia del boss Bossi), Bobo Maroni (anche recentemente giudiziariamente “andato a buca”), Umberto Bossi (paradossalmente il meno colpevole di tutti se si esclude il gioco di prestigio effettuato nella sparizione di 49.000.000 euro) non solo è testimoniato da anni di attività di questo blog ma da quanto, a latere, eventualmente, ci fosse stato dato di fare per contrastare prima la minaccia separatista (tutti i nominati, morti compresi, per decenni, hanno svolto politica al limite di quelle che sarebbe doveroso chiamare scelte eversive ed anticostituzionali) e poi i tanti episodi di malaffare in cui, biricchini, sono stati coinvolti.

Capisco che nella vita, todo cambia (come dice la splendida canzone resa famosa da Mercedes Sosa), ma a noi, vecchi e stanchi come siamo, su chi siano in realtà questi signori, abbiamo poca voglia di cambiare opinione. Dimostrando, una volta tanto, che siamo stupidi come quelli che non cambiano idea. Su molti leghisti (oggi perfino in delicatissime posizioni di governo della cosa pubblica) non siamo pronti all’oblio e ci ancoriamo alla taumaturgica forza della memoria. In particolare su questa vicenda dei 49 milioni di euro finiti in fumo senza giustificativi di sorta dobbiamo solo ricordare, forti dell’amica memoria, le altre cifre che, viceversa, gli esponenti del M5S, hanno in modo chiarissimo, riconsegnato alle casse dello Stato. Noi quel denaro non lo avremmo gettato genericamente nel calderone della contabilità ma questo, come è ovvio, è un’altro discorso. Le cifre devono fare la differenza: mentre gli impreparati/incompetenti pentastellati hanno, in modo trasparente e tracciabile consegnato denaro, i leghisti lo hanno fatto sparire.  Vediamo di non impicciarci con l’aritmetica di prima elementare: addizione e sottrazione.

Tornando quindi all’ibrido governativo M5S-Lega, esperimento geopolitico in atto molto più sofisticato di come può apparire, noi, nella nostra marginalità e ininfluenza, lo seguiamo con quel tasso alto di preoccupazione che si deve utilizzare quando si osservano  le strane coppie.

E questa, come si vedrà nel tempo, di “strana coppia” si tratta.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. Stabilita la differenza abissale tra M5S e Lega ex Nord, vediamo di cominciare la caccia al tesoro per chi trova i 49 milioni. In questo “gioco di società” (tipo Tombola, Mercante in Fiera, Risico, Monopoli) il “Via” potrebbe essere situato a Milano, Galleria Passarella 1.

Tiriamo i dadi e chi ritiene di sapere quali siano le caselle che vengono a seguire in questo metaforico Gioco dell’Oca, si faccia avanti, in quanto, vediamo di essere chiarissimi, quel denaro (i 49 milioni) è vostro. Pertanto, come ci ricorda il nuovo Ministro dell’Interno, essendo la proprietà sacra, tanto da rendere lecito l’armamento diffuso per difendersi dai ladri, preparatevi. In poche parole sarete presto autorizzati a sparare su chi vi volesse derubare, che sia un Rom, un Leghista, un Forzaitaliota o un piddino. Se si mettono a rubare, anche il tiro al grillino sarà presto autorizzato. Per ora, cominciamo banalmente, da chi, neo Houdini, ha fatto sparire i 49 milionazzi.

E ri-firmo nel caso pensaste che, come dice Roberto Saviano, abbia paura di Matteo Salvini. Che come ministro di Polizia dovrebbe sempre rassicurare e mai fare paura.

Oreste Grani