“Il Foglio”, un giornale con molta “arte” di “parte”

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“controinformazione [con-tro-in-for-ma-zió-ne] s.f.
• Informazione che si propone di evidenziare ciò che i mezzi di informazione ufficiali o dominanti tacciono: attività di c.; fare c.
• a. 1970

3 luglio 2013: “La redazione di Leo Rugens ha una modesta proposta per i futuri presidenti del Copasir e della commissione di Vigilanza della Rai auspicabilmente attribuiti al M5s. Si apra al più presto una indagine sulla presenza costante di tale Luttwak Edward (cittadino Usa) alle trasmissioni Rai. Il conduttore di Ballarò, Floris Giovanni, laureatosi alla Luiss, deve essere chiamato a spiegare la costante presenza del Luttwak (consulente di un prof. della Luiss) alla trasmissione”.
Spaventato Floris ripiega sull’antropologa gradita anche ai Cinque stelle.”

Così scriveva Renato Brunetta sul “Foglio”.

Oggi, cinque anni dopo, Rocco Casalino, portavoce del M5S, provocatoriamente chiede a Salvatore Merlo, giornalista del quotidiano fondato da Giuliano Ferrara, che mestiere intenda fare quando il giornale chiuderà. Il sottinteso è che Vito Crimi, attuale responsabile anche del finanziamento all’editoria, potrebbe decidere di cambiare musica e interrompere l’osceno balletto che si trascina da decenni e che per i tanti Merlo del Foglio vale 51 milioni di euro:

Dal 1997 Il Foglio è organo della “Convenzione per la Giustizia“, movimento politico fondato dai parlamentari Marcello Pera (Popolo della libertà) e Marco Boato (Verdi). In questo modo può beneficiare dei finanziamenti pubblici ai giornali di partito, secondo quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62, in materia di “Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416.”

Al riguardo, Giuliano Ferrara ha dichiarato:

« dal secondo anno dalla fondazione, il contributo dello stato, con il trucco della famosa “Convenzione per la Giustizia” che era un… Beh, un trucco, la legge dava una possibilità e noi l’abbiamo sfruttata, è un trucco nel senso che non era un vero partito, era un… Sì avevamo chiesto a due amici, Marcello Pera, che faceva parte del centro destra, senatore, e Marco Boato, deputato del centro sinistra, due persone amiche, due lettori del giornale, di firmare per il giornale, abbiamo fatto questa convenzione… un escamotage, sì, legale, perfettamente legale »
(Giuliano Ferrara su Report, Il finanziamento quotidiano, 23 aprile 2006)

Fonte Wikipedia

È del tutto evidente che se prendi soldi pubblici il tuo servizio non dovrebbe in alcun modo puoi sposare una parte politica e invece, ecco la perversione, mediante soldi dei contribuenti ti permetti di raccontare e sostenere la tua parte: “Convenzione per la Giustizia”, un partito inesistente, oltretutto.

Prendiamo un articolo del luglio 2013 apparso sul “Foglio” in merito alla questione Shalabayeva. Sembra un paradosso, ma l’articolo riesce a occultare delle sacrosante e scottanti verità (Kazakistan centro del mondo; inadeguatezza delle forze dell’ordine e di Alfano; ruolo politico di Ablyazov; intrecci britannici e risorse energetiche) banalizzando il ruolo di Ezio Mauro che sulla vicenda caricava a testa bassa il ministro Alfano e la sua cricca: I cosacchi a Largo Fochetti

L’apoteosi dell'”informazione” sulla vicenda la raggiungono proprio Salvatore Merlo e Pietrangelo Buttafuoco la cui intervista all’ambasciatore Yelemessov è però stata rimossa dal web.

Nell’articolo “Romanzo Viminale“, Merlo si avvale della consulenza di Scajola che pontifica sulle complessità del ministero e che ammonisce circa la facilità con la quale ci si può bruciare le dita muovendosi non opportunamente nelle sue segrete stanze (chi sa che qualche guaio non possa venire anche a Salvini proprio da quelle parti…).

Comunque la si voglia leggere, l’informazione del “Foglio” in merito alla vicenda kazaka nulla dice di sostanziale, limitandosi a descrivere uno scontro di potere Don Camillo e Peppone style del quale non ce ne frega nulla e che al contribuente italiano nulla aggiunge come valore informativo.

Confrontata con l’informazione sul caso Shalabayeva fornita da Leo Rugens, a “costo zero” per il contribuente, la prima domanda da farsi e chi faccia informazione. La risposta ve la date da soli.

Dionisia