Intus legere, leggere dentro una notizia

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Sbarco albanesi … a suo tempo

Forse lo sapete ma se non lo ricordate ve lo dico io: dalle Intelligence (quelle intelligenti) di tutto il Mondo vengono ormai considerati sabotatori (pertanto veri e propri agenti nemici/spie) i fabbricatori di fake news. Il problema che oggi ha l’intelligence è discernere nel mare di informazioni disponibili (email, instant messaging, chatlines, forums, newsgroup, siti web, banche dati online, blogs e altre forme in continua evoluzione) l’informazione di interesse (legami, conti bancari, numeri di telefono), nascosta dall’eccesso di informazione. Punto. Questa puntualizzazione era già posta a suggello del suo intervento dall’ing. Alessandro Zanasi, nel già altre volte ricordato Convegno del 23 marzo 2012 sui temi della CiberIntelligence/CyberSecurity e i relativi finanziamenti europei in materia di sicurezza. Centinaia di milioni di euro che dovevano rimanere poco chiari nelle loro dinamiche e assegnazioni e che inutilmente  con lo “stimolo culturale” che avevo messo a punto, cercavo di rendere più trasparenti. Anche con l’aiuto di professionisti del calibro di Zanasi. Con il termine spionaggio un tempo si intendeva la ricerca e la raccolta di notizie segrete attuata con metodi spregiudicati, spesso non legittimi, al fine di prepararsi a vincere una guerra, acquisire posizioni economiche mettendo in difficoltà concorrenti commerciali/industriali organici ad un Paese ostile. E mi scuso se sono stato impreciso/carente nella definizione. Per sua natura lo spionaggio è stato connotato per secoli da metodi molto aggressivi  e veniva utilizzato anche a fini interni come strumento di potere di una parte o fazione politica.  L’intelligence (direi dal latino intus legere, leggere dentro una notizia o un sistema articolato di notizie) è invece raccolta, selezione e valutazione di informazioni concernenti la sicurezza di un Paese proprio per evitare una guerra, un attacco terroristico, una perdita di posizioni economiche, la dispersione di segreti quali consideriamo alcuni brevetti. Cosa si preparino a diventare queste discipline (spionaggio/intelligence) nel mondo caratterizzato dalla Quarta Rivoluzione Industriale o Infosfera è il quesito dei quesiti che ci condizionerà negli prossimi anni. Capire, ad esempio, cosa stessero realmente facendo e perché lo facessero, i 12 agenti russi recentemente incriminati sarà determinante per la geopolitica dei prossimi anni.

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Oggi…

Notizie false, quindi, o similvere o autentiche saranno il terreno del vero scontro. Capire se ci si trova di fronte a macchine intelligenti o ad azioni semplicemente pensate da uomini sarà sempre più difficile. Fake news quindi non nel caso di chi artificiosamente metta in rete la notizia che Ronaldo ha anticipatamente girato assegni ad enti morali facenti capo al culto di Padre Pio per ringraziarlo della grazia ricevuta di andare a giocare a calcio a Torino, ma certamente quando si dovesse appurare che uno fornisce alla pubblica opinione “dati fuorvianti” per i governi e procuranti allarme sociale.

E per tanto ci vorrà una capacità di classificazione di notizie estremamente raffinata e di vasto utilizzo. Veniamo a quanto mi preme evidenziare anche in materia attinente questa questione prevista e prevedibile delle ondate immigratorie. Rimuovere, ad esempio, che gli sbarchi degli emigranti sono in netto calo in Italia (da alcuni anni) e lo sono per fenomeni di natura geopoliticamente complessa, potrebbe essere considerato, da parte di un’intelligence abile e lungimirante, un grave atto di sabotaggio della convivenza civile.

Un milione di migranti. Questa la cifra record degli arrivi via mare in Europa toccata nel 2015. Un anno straordinario, che potete cogliere nei suoi aspetti fondamentali con una lettura di tre minuti.

1.014.836 è la cifra esatta degli arrivi via mare in Europa nel 2015 calcolata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

È decisamente il numero più alto di sempre: nel 2014 gli arrivi erano stati 216 mila, nel 2013 59 mila, 22 mila nel 2012.

La gran parte degli arrivi si è registrata in Grecia, dove sono sbarcati 856.723 migranti. Pensate che erano 41 mila nel 2014, un incremento folle. A dispetto delle tante voci allarmistiche sentite durante l’anno 2015, gli sbarchi in Italia sono diminuiti rispetto al 2014. Nel 2015 sono arrivate via mare 153.600 persone, contro le 170 mila del 2014.

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DOMANI?

Il 79% dei migranti arrivati via mare in Europa nel 2015 proviene da tre paesi. In particolare la metà del milione e passa di persone è arrivata dalla Siria, per evidenti ragioni.

Un altro 21% è arrivato dall’Afghanistan e un 9% dall’Iraq. Sono i tre paesi da cui proviene, in particolare, il 90% delle persone sbarcate in Grecia. Direi che se non è geopolitica questa di cosa vogliamo continuare a blaterare di flussi di sfaccendati o puttane? State parlando della Grecia e della sua vicenda specifica economico-finanziaria che si dispiega nelle stesse giornate.

In Italia invece la geografia delle provenienze cambia, e si sposta in Africa. Le rotte africane portano infatti i migranti a tentare la traversata dalla Libia al nostro paese. Il 26% dei migranti arrivati via mare in Italia nel 2015 proviene dall’Eritrea, il 14% dalla Nigeria, l’8% dalla Somalia. Seguono Sudan, Gambia, Siria (sono circa 7.500 i siriani sbarcati in Italia), Mali, Senegal.

Non sappiamo in realtà dove sono andati tutti. Direi che senza “braccialetti elettronici” ad hoc sia quasi impossibile tracciare questi flussi. Sappiamo il numero di domande di asilo che hanno ricevuto i diversi paesi europei. Ci sono naturalmente anche dei migranti che sono arrivati e non hanno fatto domanda di asilo, ma sono probabilmente la minoranza.

Ci sono anche dei migranti che sono arrivati, ma non hanno ancora fatto domanda di asilo, perché magari prima di farla vogliono spostarsi in un altro paese. La maggior parte dei migranti che arrivano in Grecia o in Italia preferiscono fare domanda di asilo in un paese del centro-nord Europa.

Questi dati, ad ogni modo, ci danno un quadro abbastanza affidabile di dove sono finiti i migranti arrivati via mare in Europa nel 2015. Secondo fonti disponibili fino a ottobre 2015, l’Europa ha ricevuto un milione di domande di asilo.

Il paese che ha ricevuto più domande di asilo è di gran lunga la Germania con 343 mila domande. Segue l’Ungheria con 176 mila domande, che si sono però praticamente fermate dopo la decisione di chiudere i confini con la Serbia e di punire chiunque tentasse di entrare nel paese. Terza la Svezia con 112 mila domande. Altri paesi di afflusso dei migranti sono l’Italia con 69 mila domande, l’Austria con 68 mila e la Francia con 59 mila.

I dati sulle richieste di asilo in Italia sono in linea con quelli del 2014, quando erano state 65 mila. Va detto però che se rapportiamo il numero di domande alla popolazione totale l’Italia scende al dodicesimo posto tra i paesi europei con 1 richiedente asilo ogni 873 abitanti nel 2015. Sono 1 ogni 56 in Ungheria, 1 ogni 86 in Svezia, 1 ogni 123 in Austria.

Come ho accennato un passo alla volta per cui mi fermo al 2015 o i numeri confondono invece di chiarire. Soprattutto se li si fornisce falsi.

Gli arrivi stanno continuando nel trand (trand è linea che ha origine nel periodo precedente) che ho comunque delineato e scendono, ai primi sei mesi del 2018, a 17.000 persone approdate. Cento più, cento meno.

Sbarco Profughi Siriani a Brancaleone 30 Settembre 2013

Parliamo di grafici che non possono, pena far scattare l’accusa di sabotaggio e di disinformazione di cui sopra,  essere male interpretati.

L’Italia non non non è scoppiata quando gli arrivi erano centinaia di migliaia di persone l’anno, non non non potrà, a maggior ragione, collassare ora che il fenomeno è ridottissimo rispetto a quei momenti. Anche in termini di cifre che vengono spese per sostenere gli arrivati stiamo parlando di 16,5 euro giorno rispetto a quanto, in metropolitana o al supermercato, la signora Cesira ritiene: 35 euro giorno! Che sarebbe la metà!

Anche parlare di meriti da attribuire all’attuale Governo della Repubblica è fare grave disinformazione. E come sapete in questo governo è rappresentata la mia parte pentastellata. Ma non stiamo facendo tifo cieco allo stadio. La propaganda politica è altro ma non di quella mi permetto di scrivere. Fabbricare notizie false e tendenziose, pertanto, è cosa gravissima che va sanzionata con interventi durissimi. A maggior ragione se queste attività di sabotaggio della convivenza civile dovessero essere messe in atto da pubblici ufficiali. Un po’ quello che saggiamente ho sentito annunciare da Luigi Di Maio a proposito di impiegati dello Stato che dovessero difendere le positività dei trattati relativi all’area commerciale Canada-Europa e Canada-Italia in particolare: se uno dice cazzate, va cacciato! Soprattutto se dice cazzate contrarie all’interesse recondito dell’Italia che è, se non sbaglio, il datore di lavoro dei membri del Governo.

Se uno professa opinioni politiche ammesse coastituzionalmente non può essere accusato di nulla, ma se uno, deliberatamente (avendo a disposizione i numeri ufficiali), dice cazzate, va rimosso dalla posizione, in quanto sabotatore.

Siamo in guerra e se uno non sa difendere gli interessi reali del Paese, va reso inoffensivo. E in questa fase storica non è disinformando che si fa l’interesse di un paese come l’Italia.

Mi piace pertanto questo discorso di Di Maio sui funzionari infedeli. Mi piace e apre una stagione che auspicavo da anni: si epurino i falsi servitori dello Stato, i falsi sovranisti, i falsissimi patrioti.

Un ultimo spunto di riflessione di chi, come il sottoscritto per età e interessi, c’era quando l’esplosione delle lotte studentesche del sessantotto comportò l’entrata in scena di migliaia di nuovi militanti e cittadini che si proponevano alla politica. L’infiltrazione, in quei momenti, è stato lo sport nazionale. In realtà scoprire in quegli anni gli infiltrati sarebbe stato attività di facile (se lo si fosse voluto) realizzazione. Non fu così e ancora se ne pagano le conseguenze.

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Oggi, per capire chi è agente al servizio di Paese terzo, si ha l’assoluta necessità di ancorare la speculazione investigativa al cui prodest, per tenere nella giusta considerazione chi fabbrica stereotipi e luoghi comuni dall’interno degli schieramenti politici, indirizzando l’opinione pubblica su falsi obiettivi tentando di spingere i cittadini/militanti più sprovveduti su posizioni estremiste, costruendo falsi scenari.

Non solo quindi fake news ma veri e propri falsi bersagli. Questo è il modo raffinato con cui ormai agisce il sabotatore e il politico non libero ma a sua volta frutto di un reclutamento ad opera di chi vuole evitare a qualunque costo l’affermarsi in Italia di una società evoluta e democratica. Questo tipo di politico (Renzi ad esempio è stato uno di questi), che gli antidemocratici adorano, viene scelto in una chiave lungimirante per soddisfare la necessità di non far diventare adulto il Paese. Questa è l’attività sostanziale delle élite a sfondo oligarchico antidemocratico.  I lobbisti di cui giustamente parla Luigi Di Maio (anche nel caso della questione strategica del gioco d’azzardo) agiscono come cinghia di trasmissione tra l’opinione pubblica e queste élite a vocazione tirannica e in ultima analisi sanguinaria. Qualcuno ha “toccato” il decreto sulla pubblicità a favore dei gangsters delle slot e questo qualcuno andrebbe scovato e cacciato seduta stante così si comincerebbe a capire che “non c’è più trippa per i gatti”. Torniamo a come agiscono le élite a vocazione tirannica.

I prescelti sono politici chiacchieroni, fuochi di paglia, buoni per la transizione a fasi ancora più complesse caratterizzate da ulteriori tassi di subalternità della nostra comunità.

Spesso chi li sceglie e li pompa è sicuro del controllo del personaggio di turno che “acchiana” (mi sembra che voglia dire, in siciliano, che sale al potere) in quanto fa agire il pupazzo-ventriloquo non solo con i fili e la propria voce ma anche, se non soprattutto, con i dossier. Il ruolo dell’Italia, ad esempio nel Mediterraneo, richiederebbe una dimensione culturale da parte della classe dirigente capace di saper ragionare in termini di inclusione e di leadership e non di semplice, distraente, fuorviante “ammuina” xenofoba. Sperando che si scriva così.

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Vediamo se dico cazzate io, che invece scelgo con oculatezza le fonti aperte attendibili, realtà di cui mi interesso, anche professionalmente, dal 1976 (questo ho fatto – tra l’altro – nel Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera), o altri che manipolano i dati in funzione di gravi motivi propagandistici. Mi sono fermato al 2015 per poi, nei prossimi post, passare al 2016 e al 2017. Ricordando però che il governo a traino leghista si è insediato solo un mese addietro e se ci sono stati grandi cambiamenti nei numeri assoluti non si può certo attribuire ad esso nulla. Nel bene e nel male.

Le guerre non le mettono in atto (o meno) Salvini o i suoi compagni di partito. La caccia a Boko Haram in Nigeria, non è compito di nessun leghista. Il Tigri e l’Eufrate scorrono da prima di quando Salvini è entrato in età fertile. L’odio centenario tra Tobruk e Tripoli  non si è generato per attività ascrivibili a pensieri geopolitici nati a via Bellerio.  A via Bellerio, al massimo, pare sia nato altro per quanto riguarda la Libia a leggere bene le carte che riguardano il tesoriere …Belsito.

Oreste Grani /Leo Rugens

 

Come abbiamo scritto, alcuni ci hanno dato una mano e li ringraziamo.  Altri, viceversa, sono rimasti indifferenti, pur continuando ad usufruire del nostro servizio.

Evidentemente, e mi riferisco a questi ultimi, ritengono che la richiesta sia un pro forma pleonastico. Così non è. Abbiamo bisogno di segnali di stima (che ci arrivano numerosi) ma anche di piccoli aiuti concreti.

Rinnoviamo l’appello e vediamo cosa succede. 

Mi sono affidato a PayPal e a un IBAN (IT39O0760103200001035003324) relativo ad un normale conto corrente.

Trovate quindi – a piede dei post – una novità rappresentata dalla richiesta, sistematicamente ripetuta, di sostegno con il possibile l’invio di piccole cifre.

Ci sarà tempo per chiedervi altro. Fuori dagli scherzi, grazie anticipatamente.

Per le piccole cifre abbiamo deciso di prendere soldi da chiunque con le ormai semplici modalità del versamento sul circuito PayPal usando il nostro indirizzo e-mail:  leorugens2013@gmail.com

la Redazione