Nigeria On My Mind

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L’Armed Conflict Location and Event Data Project ha calcolato in 50.157 le morti violente legate a scontri armati avvenute in Nigeria tra il 1997 e il 2015, con un picco nel 2015 quando le vittime sono state 10.933. Nel 2016, il 7,8% dei conflitti armati in Africa ha avuto luogo in Nigeria, anche a causa della presenza nel nord-est del Paese di Boko Haram, il secondo attore non statale con la più alta incidenza in termini di morti causate in tutta l’Africa nel 2016. Un quarto (25,7%) di tutti i decessi
in Africa si è verificato in Nigeria, rendendolo il paese più pericoloso per i civili africani: si conta che in sette anni di insurrezione armata il gruppo islamista Boko Haram abbia ucciso circa 15mila persone e costringendone all’esilio più di due milioni.
A fronte di tutto questo e nonostante il tredicesimo posto occupato nel Fragile States Index redatto dal think tank americano Found for Peace, che la rende agli occhi dell’Occidente una minaccia per la sicurezza internazionale, la Nigeria è stata inserita dalla Goldman Sachs nel novero dei cosiddetti Next-11, mercati emergenti nell’economia del XXI secolo, è considerata un hub strategico per le nuove tecnologie.
Nel complesso, secondo il portale Disrupt Africa, le start-up tecnologiche nigeriane hanno attratto nel 2016 49,4 milioni di dollari di investimenti in venture capitals e Shola Adekoya, ceo della e-commerce platform nigeriana Konga, ribadisce una visione ottimistica del futuro, ricordando che la Nigeria «ha la più grande popolazione in Africa: 180 milioni destinati a crescere fino a 440 milioni entro il 2050, con un aumento del prodotto interno lordo (PIL) tra il 4,5 e il 9% annuo. Con il 38% dei nigeriani connessi a Internet».
Patrick Chabal, africanista, già docente al King’s College di Londra, spiegava d’altronde come le nuove tecnologie abbiano radicalmente trasformato non solo il ruolo delle migrazioni e delle diaspore, ma delle stesse relazioni interpersonali e comunitarie in Africa, tanto nel “bene”, quanto nel “male”: caso di scuola è il Nigerian crime network, la mafia nigeriana transnazionale strutturata secondo un rigido costrutto esoterico, globalizzata e capace di gestire dai flussi di spam informatico, al traffico molto più materiale di esseri umani

Marco Dotti

I più attenti e avvertiti lettori ricorderanno che ce ne uscimmo nel blog con un post dedicato a un problema delicatissimo

POSSIBILE CHE IN NIGERIA NON CI SIA L’ANAGRAFE ORGANIZZATA ELETTRONICAMENTE? CHE NON CI SIA L’ANAGRAFE QUINDI.

Due anni sono passati e non ci risulta sia cambiato nulla in materia, se non che è cambiato il governo, in Italia, e ciò ci incoraggia a vedere il futuro meno nero, di sicuro non verde / blu “padania”.

Siamo certi che i vertici dell’ENI siano in grado di comprendere quanto l’ottimo Marco Dotti scrive? Se sì, hanno idea di che cosa fare? Altrettanto il Ministro dell’Interno ha idea di come fronteggiare una mafia esoterica capace di spaventare i mafiosi palermitani? Il Ministro Moavero Milanese ha un quadro preciso della situazione?

È pensabile che Gabriele Volpi sia ancora il dominus del più importante paese dell’Africa?

La redazione

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