Il piacere (e il dolore) di navigare nel WEB

Leggendo un quotidiano on line scopro che anche in Italia cresce una pianta, la panace di Mantegazza, che, “al tatto, in presenza o in seguito a radiazione solare diretta o raggi UV, provoca gravi infiammazioni della pelle con estese lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permanenti. A volte può essere necessario il ricovero in ospedale. Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o anche permanente. Queste reazioni sono dovute alla presenza, nelle foglie, nei fiori, nei semi, nel tronco e nella radice di derivati furocumarinici che sono in grado di penetrare nel nucleo delle cellule epiteliali e legarsi al DNA uccidendo le cellule. In Germania, dove questa pianta costituisce una reale emergenza, vengono spesi annualmente circa 44 milioni di euro per combattere le specie aliene invasive tra cui il panace di Mantegazza” da Wikipedia.

Sempre Wikipedia riporta che “Il panace di Mantegazza e i problemi causati dalla sua rapida diffusione nel Regno Unito hanno ispirato un famosissimo brano dei Genesis. Si tratta di The Return of The Giant Hogweed, da Nursery Cryme del 1971. Giant Hogweed è appunto il nome del panace in lingua inglese. In questo brano di fantascienza vengono immaginati scenari apocalittici legati alla diffusione della pianta e alla sua vendetta nei confronti della razza umana, rea di averla barbaramente trapiantata in terre lontane per futili motivazioni estetiche”.

Quel disco me lo ha fatto conoscere quarant’anni fa Marco, musicista professionista, autodidatta, talento naturale, un amico.

Non conosco le molecole che stanno tenendo in vita M, ma ho sentito parlare di molecole che reagiscono alla luce, le porfirine, con effetti devastanti per le cellule con cui entrano in contatto, come le furanocumarine.

Le porfirine sono state studiate per curare i tumori, sfruttandone proprio quella proprietà, ma pare con scarsi risultati.

La luce o se preferite la porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall’occhio umano è uno dei principali fattori che rendono possibili la vita e la conoscenza nel mondo e del mondo, così come il linguaggio e la sua architettura più recente e straordinaria, il WEB.

Il piacere straordinario di collegare la notizia di un uomo ferito dalla linfa di una pianta alla canzone dei Genesis quindi a M reso possibile dal WEB è il significato del post.

Grazie per l’attenzione.

Alberto Massari