Vogliamo essere concreti (cum crescere) sulla questione ILVA

ArcelorMittal

La Arcelor Mittal, colosso mondiale dell’acciaio, con flessibilità, ha cominciato a modificare l’offerta, qualitativa e quantitativa, per non correre il rischio di perdere la possibilità di cuccarsi l’ILVA.

Fatto incontrovertibile (e su cui mi soffermerei) dovuto esclusivamente all’approccio che Luigi Di Maio ha mostrato per affrontare la vicenda.

Direi che se anche un grammo di soldi e di intervento ambientale quel dilettante incompetente di Di Maio riuscisse a portarli a casa più di quel super professionista competente di Carlo Calenda, sarebbe un risultato storico. E di questo risultato (dopo l’altolà hanno offerto di più e articolato meglio la loro proposta!!) sarebbe interessante sentire parlare i soloni della stampa, nemici giurati del M5S.

Il gruppo Arcelor Mittal ha offerto di più e non di meno, dopo l’intervento di Di Maio!!!

Quelli che vi sono sembrati esperti e professionali nella trattativa precedente, avevano ottenuto di meno. Di meno, non di più. Capisco che sembro un disco rotto, ma statevi accorti che non lo sono.

Il Governo a guida anche M5S sta ottenendo di più e con una trasparenza inusuale.

Calenda trattava per cazzi propri la vicenda mentre Di Maio, come la politica bioemulativa suggerisce (pensiero maestro nel mondo energetico ed ambientale), sta trattando la vicenda “in pieno sole”.  Se poi, come questo marginale e ininfluente post auspica da sempre, dietro alle mosse del dilettante Di Maio, ci fosse anche un onesto e strategico pensiero evoluto sul concetto di sovranità, materie prime, mercato dell’acciaio (e quindi degli armamenti) per riaprire a favore dell’Italia la questione che alcuni opportunisti (li chiamiamo così in attesa degli avvenimenti futuri) viceversa avevano pensato, favorendo questa dismissione, di concludere a vantaggio di un loro business personale (e non parlo solo dei soliti soldi), saremmo sulla buona strada, per ridefinire ruolo e alleanze geopolitiche.

Cioè sulla buona strada per riavere politica estera e messa a punto di intelligence economica finalmente svolta a favore dell’Italia e non solo delle tasche di alcuni che casualmente hanno anche la cittadinanza italiana.

MapelliC

Da tempo abbiamo lasciato nella amica rete più riflessioni sull’acciaio.  In realtà, in quello stesso periodo, con altro cappello (HUT 8 Progettare l’Invisibile) abbiamo ritenuto opportuno incontrare il prof. Carlo Mapelli, uno dei massimi esperti italiani (si può arrischiare affermando che del massimo esperto si tratta) di ingegneria metallurgica per capire se avesse un senso sognare di non dover mollare in questa vicenda dell’ILVA e perché il nostro acciaio  non riusciva più ad essere competitivo.

Durante quegli incontri, ci facemmo alcune idee su cosa sarebbe stato possibile/necessario fare per non uscire dal settore.

Idee che mettemmo alla base delle nostre preghiere laiche a sfondo patriottico. Oggi la divinità turrita sembra averci ascoltato e per motivi misteriosi sembra volerci esaudire.

Vediamo infatti una prima inversione di tendenza da quando la sorte della nostra acciaieria passava anche per una signora di difficile classificazione quale è l’ex presidentessa della Confindustria, Emma Marcegaglia.

Ma statevi zitti qualche volta: siete gli stessi che, appunto, avete ritenuto professionale ed esperta una come la signora del trafilato metallico quando era la stessa che, dai vertici confindustriali (ora capite perché la Confindustria ridotta per anni in tale deficit di guida non conta un cazzo di niente?) dava per finita la crisi mondiale. Ed eravamo nell’estate del 2009. Finita era per lei che non ha mai fatto nulla per buscarsi il pane. Prima del 2009. Tantomeno dopo. Eppure la signora, in qualche modo, “guida” l’ENI. Cioè la politica estera di questo nostro travagliato Paese.

Vi allego – perché non si sa mai – un brave accenno a chi sia Carlo Mapelli, per quelli che non lo sappiano e soprattutto vi invito, se vi interessa realmente la sorte dell’ILVA a non distrarvi sul coraggioso tentativo in atto grazie al governo Conte, anche a guida cinque stelle.

Oreste Grani/Leo Rugens

Personale-mapelli

Carlo Mapelli è nato il 23.10.1973 a Inzago (MI) ed ha conseguito la Laurea in Ingegneria dei Materiali presso il Politecnico di Milano nell’ottobre 1998. Nel marzo 2001 prende servizio come Ricercatore presso la Sezione Materiali del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano. Nel 2002 consegue il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Metallurgica presso il Politecnico di Torino  e gli viene conferito il Premio Daccò dell’Associazione Italiana di Metallurgia per le ricerche volte alla comprensione dei fenomeni microsegregativi in acciai a lavorabilità migliorata.

Nel novembre 2004 è stato insignito della Medaglia Felice De Carli dall’Associazione Italiana di Metallurgia per le ricerche sviluppate circa le problematiche relative alla deformazione plastica dei metalli. Nel 2005 diviene professore associato presso il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano e nel 2010 risulta vincitore del concorso di professore ordinario presso lo stesso Ateneo. È attualmente titolare dei corsi di “Siderurgia ed Impianti Siderurgici”, “Plastic Deformation of Metals” e “Metallurgia e Materiali non Metallici”. La FEMS (“Federation of European Material Society) lo ha insignito del titolo di FEMS Lecturer Award for Excellence in Material per l’anno 2010 sulla base dei risultati dell’attività di ricerca e didattica.

Partecipa e coordina il gruppo di ricerca “Steelmaking and Metallurgical Processes” del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, in cui si affrontano le tematiche relative a:
• termodinamica e cinetica dei processi siderurgici e metallurgici;
• solidificazione dei materiali metallici (acciai, leghe di alluminio, super-leghe);
• studio dei processi di laminazione, forgiatura, estrusione e trafilatura dei materiali metallici e dei relativi cicli  termo-meccanici;
• caratterizzazione dei manufatti archeometallurgici.

È autore di circa 120 pubblicazioni scientifiche ed è responsabile di diversi progetti di ricerca focalizzati allo sviluppo dei processi siderurgici, all’analisi delle scorie dei processi metallurgici, alla progettazione e al controllo dei processi di deformazione plastica.

One thought on “Vogliamo essere concreti (cum crescere) sulla questione ILVA

  1. Sapete bene come la penso in merito di Aziende “strategiche” per lo Stato, intendendo per Strategico, non solo il prodotto, ma la quantità di dipendenti, impatto Sociale ed Ambientale.

    Praticamente le aziende strategiche Devono essere dello Stato, dalle Autostrade ai Telefoni. leggo che Vetrocisnet sarà forse acquistata da Leonardo; segue il mio pensiero, a parte la seconda valangata di Euro alla Vedova Crociani.

    Io non so se ho una sorta di deformazione psicopatica, causatami dagli elicotteri Iraniani &C.

    Non si sente un leggero olezzo degli sessi servizi segreti in questa trattativa?
    Mi preme ricordare che la “caciotta” degli elicotteri, Indiani la avevo stimata in 250 milioni di €, per un appalto da 550 milioni di €!

    In questo caso, siccome solo uno stupido patentato può pensare che non esistano commissioni di intermediazione (strano, come negli affari Privati), si dovrebbe risalire , se i servizi funzionassero, a Chi del pubblico finivano le commissioni.

    Di martellate (indolori) sulle dita, qualcuno, particolarmente agitato le sta prendendo.

    Tutti tipetti che dicono di “essere grandi imprenditori” con la puzza sotto il naso e la neotessera PD. Come mi stanno pesantemente sulle p…e (uso la stessa tecnica del c..o), questi pseudosboroni intelligenti col cervello e portafoglio e c..o dello Stato! Ma p@#+* T]#@+ a calci sono da prendere(immaginazione).

    Non oso pensare il “Livello” delle commissioni.

    Infine ricordo che la Emma, è il frutto di Montezemolo… E qui stendiamo un velo r………o (si può dire ricchionico?) pietoso! Diffidare Sempre dei “falsi etero”, che nulla centra con l’ omofobia!

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