Il ministro dell’Interno e la spaccatura di roccia da cui scorre l’acqua

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Direi di approfondire cosa ci possa essere dietro a questa fuga in avanti del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana che sogna di abolire la Legge Mancino. Certamente, ci sono idee personali. Da sempre.

Certamente ci sono idee condivise con i tantissimi Mario Borghezio e Matteo Salvini che popolano la Lega (Nord o meno che sia).

Ho messo in queste prime righe tre nomi non scelti a caso. Cosa io pensi del Ministro di Polizia Salvini, lo si può dedurre facilmente leggendo, con un po’ di attenzione, quanto scrivo. Rischiandomela.

Scrivo senza prudenza forte delle mie idee e dei convincimenti su cosa non non non dovrebbe mai fare un signor Ministro dell’Interno. Ad esempio ignorare l’etimologia delle parole che sono notoriamente pietre e non uova. Anche se furono le uova che gli studenti in un negozio di via Flaminia andarono a comprare prima della battaglia di Valle Giulia dove non solo furono imbrattate le divise delle Forze dell’Ordine ma, dove, con l’innesto di abilità eversive, diede l’inizio ad un percorso/stagione di violenza che non solo non cessò per decenni ma cambiò la geopolitica europea e mediterranea in particolare fino alla morte, per quanto riguardò l’Italia, di Aldo Moro. Direi, per tanto, di stare attenti alle uova e alle loro fragilità o peculiarità fertili.

Sempre parlando di Salvini ho scritto cose impegnative evocando il dove (Calabria) e il come, il leader della Lega abbia scelto di farsi eleggere.

In Calabria dove non si muove foglia se la criminalità organizzata non da un suo tacito consenso. Direte che anzi questo sfidare le cosche nei collegi dove fino al forzaitaliota Giuseppe Scopelliti (tanto per fare un nome) i politici spesso sono stati trovati collusi, poteva essere un super coraggioso esordio del super cacciatore (nel senso che li caccia) di neri africani.

Il resto come con grande eleganza formale si esprime il signor ministro, sono “fregnacce” che, come sapete tutti voi maschietti, è il maschile di cazzate o al singolare il peggiorativo di fregna.

Fregna e cazzo, si accompagnano nel linguaggio da bar ma, ad essere sinceri, avremmo preferito che fossimo noi comuni mortali che non operiamo per la sicurezza della Repubblica insediati al Viminale, ad usarle per definire le bufale, le fake news, le attività creative dei troll.

Fregnacce come quelle implicite sul dove si vanno a raccogliere voti. In Italia, soprattutto, dove, notoriamente, si verificano solo casualmente e sporadicamente episodi di voto di scambio.

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Neri da cacciare, dicevamo, ovviamente quando non hanno timbri di garanzia. Mafia, camorra, ‘ndrangheta potete aspettare.

Un’intervista a 360° da capo coraggioso, quella rilasciata oggi al Il Foglio. Capo coraggioso e guida, pertanto, al contrasto di quella vera minaccia per il nostro Paese e per l’intero continente europeo, costituita dalla forza finanziaria e militare della criminalità organizzata. O forse, no!

Domande intelligenti su tutto meno che su quanto da mesi (non da qualche ora) autorevoli testate (simpatiche o meno che siano a questo marginale e ininfluente blog) scrivono senza essere smentite, querelate, costrette a precipitosi passi indietro su chi ha fatto convergere i voti sulla Lega in Calabria.

Il ministro dell’Interno viene, infatti, nelle fonti aperte (parlo dei maggiori motori di ricerca del Paese), indicizzato abbinato a nomi imbarazzanti di criminali politici calabresi a loro volta notoriamente per anni sostenuti elettoralmente dai boss locali, e nessuno stronca questa indicizzazione.

Si mormora di accordi nello stesso territorio, per citare precedenti, ove quando si pensò di fare di Gianni Alemanno l’astro nascente della destra nazionale (dopo l’esperienza quale ministro dell’Agricoltura) si andavano a sancire patti e raccogliere voti. Patti e voti che oggi ruotano ormai intorno a circoli culturali e politici che sono metaforicamente e nostalgicamente denominati ad esempio Reggio 70! Forse è opportuno rinfrescare al Ministro dell’Interno cosa successe per mesi a Reggio e di quali atti stragisti fece da  incubatore quel periodo insurrezionale. Se chiede al Ministero in dieci minuti gli consegnano decine di metri cubi di faldoni.

Destra sociale o altro in cui Gianni Alemanno (quello), Giuseppe Scopelliti (quello), Francesco Storace (quello) con sfumatore diverse ma sono gli artefici di un disegno che ha nei sogni eversivi degli anni settanta il brodo di coltura. Gianni Alemanno che ancora è impegnato a dimostrare di non essere colluso con criminali mafiosi perfino a Roma. Giuseppe Scopelliti in carcere defintivo. Francesco Storace orgoglioso di una sua storia pluridecennale di forte coerenza con il fascismo e l’odio razziale antisemita.

Spero di sbagliarmi a rimanere attento alla atipicità dell’elezione in Calabria del Salvini Matteo ma sarebbe interessante vedere più da vicino chi lo ha “portato” o chi lo ha consigliato in questo percorso dal Nord al profondo Sud.

Sarebbe interessante vedere se questi contatti e questi cambiamenti paradigmatici hanno matrici culturali in quell’asse che ritengo, nella mia semplicità, passi per le frequentazioni estremiste di Mario Borghezio e condivisioni ideologiche con quei nazionalsocialisti che partendo da frequentazioni italiche, arrivano fino a Budapest e Parigi in un disegno a triangolo che non fa presagire nulla di buono. Ma anche questi riferimenti alle consorterie nerissime si possono liquidare come fregnacce.    

Penso, inoltre, con preoccupazione per il decoro del mio Paese, che se eventualmente chi avesse esercitato il tradizionale peso elettorale senza in questo commettere la leggerezza di lasciare traccia palese di voto di scambio ma organizzando le cose in modo tale che se fosse andato tutto come doveva andare, potrebbe cacciare, se servisse, le carte del proprio comportamento determinate. Altro fango per la Repubblica già tanto sputtanata.

Come vedete dietrologia pistarola allo stato puro. Al limite della fabbrica di fake news a cui non pensavo mai sarei potuto arrivare. Oppure, no! Potrei avere ragione. Ad oggi direi che siamo al 10% di probabilità che io abbia ragione ad insinuare. Ma per vedere ribaltare il risultato basta avere la pazienza opportuna, non temere il potente di turno e… aspettare. Potrei, infatti e invece, alla fine. risultare essere nel vero al cento per cento!

Imbarazzante verità per il mio Paese. Sono quasi tentato di sbagliarmi su tale recondita evenienza.  Lo dico quasi sincero: sarebbe cosa troppo grave se si dovesse avere prova che in Calabria c’è stato un qualche forma evoluta di voto di scambio a favore dei Leghisti. Perfino quello che avanza del sistema democratico potrebbe riceverne un colpo definitivo. Preferisco essermi sbagliato e chiedere scusa preventivamente per il pensiero maligno farneticante che, vecchio arteriosclerotico quale, per malattia ed età, potrei ormai essere diventato, ho osato accogliere facendo mio un venticello calunnioso.  Fake news certamente e come tale vi chiedo di trattare questo post.

Oreste Grani alias Orestino Granetto alias Leo Rugens

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P.S.

A delucidazione del titolo: fregna ovvero spaccatura di roccia dove sgorga l’acqua. Aggiungiamo noi con ulteriore metafora: l’acqua come sorgente di vita.

Direi che con le espressioni triviali ci si deve andare con i piedi di piombo.

Vista, a proposito di piombo e tiro assegno, l’aria che tira.