Approvato il decreto dignità!

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di Luigi Di Maio

Oggi è stato approvato il primo decreto dopo decine di anni, non scritto da potentati economici e lobby. E’ il primo decreto dopo tanti anni che mette al centro il cittadino, mette al centro gli imprenditori, mette al centro i giovani precari. Finalmente i cittadini segnano un punto: Cittadini 1 – Sistema 0.

Il lavoro precario non sarà più incentivato. Il lavoro stabile tornerà finalmente di moda!

Ci sono tante emergenze da affrontare in Italia e siamo al lavoro su tutti i fronti. Il Decreto Dignità restituisce dignità alle categorie più deboli di questo Paese, ma ce ne sono tante altre su cui dovremo lavorare. Siamo stati in Aula per tutta la discussione, non abbiamo messo la fiducia, abbiamo accolto emendamenti dell’opposizione e abbiamo approvato un provvedimento che affrontava quattro emergenze sociali: precariato, burocrazia, delocalizzazione e pubblicità sul gioco d’azzardo.

Siamo il primo Paese in Europa ad aver abolito la pubblicità sul gioco d’azzardo e dedico questo risultato a tutti quegli operatori del sociale che ogni giorno cercano di salvare padri e madri di famiglie dalle grinfie delle slot machines.

“Approvato il divieto totale e assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo. È una presa di posizione istituzionale fortissima. Ora i media non hanno più alibi.” Sono le parole di Marco Dotti a commento del Decreto dignità che salutiamo con gioia e che ci fa apparire il Ministro Luigi Di Maio un gigante nel contrasto al settore più pericoloso e spietato del crimine organizzato, il settore dei soldi e del loro riciclaggio. Aspettiamoci la reazione che ci sarà e sarà durissima. Noi aspettiamo solo che si insedi la Commissione antimafia per dare inizio alla battaglia finale e tagliare così tutte le altre teste del mostro che Di Maio ha affrontato a viso aperto e senza tentennamenti.

Poca cosa, diranno gli sprovveduti, vietare le pubblicità; tantissimo, diciamo noi, perché con i soldi dei vari Niklas Lindhal ci hanno campato tanti editori (riceveremo ulteriore diffida per questa affermazione vera?) che del gioco e dei drammi che ha provocato se ne sono infischiati alla grande.

Errore, diranno le anime belle che difendono le libertà dei singoli, in special modo di chi è facile preda della dipendenza; scelta grandiosa, ribadiamo, perché fare pubblicità significa rinforzare nel giocatore l’idea che sia normale buttare via stipendi e i risparmi della famiglia.

Ci auguriamo che il divieto di pubblicità inneschi una reazione a catena e che presto falliscano le società che hanno lucrato per anni sulla pelle dei cittadini protetti da una legge dello Stato.

A quando la revisione di quest’ultima?

La redazione