“…colpire ora …quando i romani meno se lo aspettano”

africa

Se non sapete chi sia (potrebbe essere) leggete la biografia di Marek Halter. Per voi, nei prossimi giorni “di ferie”, sceglierò brani scelti dal suo “Abraham”, romanzo scritto per raccontare duemila anni di storia di una famiglia ebrea: da quell’alba dell’anno 70 in cui lo scriba Abraham, appunto, fugge da Gerusalemme in fiamme, a quel giorno del 1943 in cui il tipografo Abraham Halter muore tra le rovine del ghetto di Varsavia insorto. Il romanzo storico va letto tutto ma io ho scelto quel che mi serve per riflettere e invitarvi a farlo mentre ancora una volta Gerusalemme è al centro del Mondo.

In particolare le pagine di oggi  ruotano intorno ad alcune frasi che vi anticipo parte di un dialogo illuminante sul concetto di segretezza:

“Perché sei così preoccupato? Per tua moglie o per la rivolta degli ebrei?

– Cosa ne sai della rivolta?

– Tutti lo sanno – disse lei”.

Colpire i romani quindi … quando meno se lo aspettano. Facile a dirsi, difficile a farsi.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. Se apprezzate battete un colpo con, anche fossero, 10 (dieci) euro indirizzandoli a Oreste Grani – IBAN  IT98Q0760103200001043168739

 

Marek Halter (Varsavia, 27 gennaio 1936) è uno scrittore francese di origine ebraico-polacca, superstite dell’Olocausto.

Halter, scrittore ebreo polacco, è nato da una madre poetessa yiddish e da un padre tipografo; nei suoi libri affronta molte tematiche legate alla storia del popolo ebraico.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale e delle persecuzioni anti-ebraiche, Marek si trova a vivere la difficile esperienza dei bambini dell’Olocausto. Nel 1940 Marek e i suoi genitori fuggono dal ghetto di Varsavia e trovano rifugio in Ucraina, dove, al loro arrivo, una pattuglia di soldati sovietici li arresta. Vengono trasferiti a Mosca. Dopo l’invasione dell’Unione Sovietica da parte della Germania nazista il 22 giugno 1941, Marek Halter, i suoi genitori e sua sorella minore, Bénérice, vengono evacuati a Kokand, nella Repubblica socialista sovietica dell’Uzbekistan, una città di 300.000 abitanti, sommersa dall’arrivo di un milione di rifugiati. Bénérice muore di fame e i genitori di Marek si ammalano.

Nel 1946, all’età di 10 anni, Marek torna in Polonia, dove resterà con la famiglia fino alla sua partenza per Parigi nel 1950.

A quindici anni, Marek, comincia a lavorare con l’attore teatrale e mimo francese, Marcel Marceau. In seguito è ammesso alla scuola nazionale delle Belle Arti. La sua prima esposizione di pittura è organizzata nel 1955 a Buenos Aires dove rimane due anni. Conosce il presidente Juan Domingo Perón di cui diventerà amico.

Nel 1957, Marek Halter torna in Francia. Pubblica numerosi articoli in favore dei diritti umani e milita attivamente per la difesa di alcune grandi cause sociali e politiche. Si oppone alle derive del razzismo, dell’antisemitismo e milita in favore della pace in Medio Oriente.

Nel 1967, fonda il Comitato Internazionale per la Pace negoziata in Medio Oriente ed è l’artefice dei primi incontri tra leader israeliani e palestinesi.

Nel 1968, crea la rivista “Elementi” che sarà diretta da sua moglie Clara Halter. Si tratta della prima testata alla quale collaborano al tempo stesso israeliani e palestinesi.

Nel 1972, dà vita ad un comitato per la liberazione dello scrittore ebreo sovietico Eduard Kuznetsov e lancia numerose campagne internazionali in favore degli ebrei dell’Unione Sovietica.

Nel 1976, Marek Halter pubblica il suo primo libro, che diverrà un best seller, Il folle e i re (Prix Aujourd’hui) nel quale racconta le sue esperienze in Medio Oriente.

Nel 1981, promuove un comitato Radio-Kabul libera. Nel 1982, è eletto presidente dell’Istituto Andrei Sakharov. Nel 1984, preoccupato dall’aumento del razzismo e dell’antisemitismo in Francia, crea con un gruppo di giovani il movimento SOS Racisme.

Dopo sei anni di ricerche, completa il romanzo Abraham, pubblicato in Francia nel 1983. Il libro ottiene in Francia il Premio Livre Inter e resta per otto settimane nella lista dei best seller stilata dal New York Times.

Nel 1991, crea due centri universitari francesi in Russia, uno a Mosca, l’altro a San Pietroburgo, di cui è attualmente il presidente.

Nel 1992, essendo amico di Yitzhak Rabin, Shimon Peres e Yasser Arafat, partecipa attivamente all’organizzazione degli incontri segreti tra israeliani e palestinesi, dapprima a Parigi, poi ad Oslo.

Nel 1994, realizza il suo film I Giusti, che apre nel 1995 il Festival del cinema di Berlino.

Numerose sue opere sono consacrate a figure femminili storiche e bibliche. Il suo ultimo libro La Regina di Saba ripercorre la vita della bellissima regina di Saba, Makeda, che, con la sua intelligenza e bellezza, riuscì ad affascinare il saggio Re Salomone.

Marek Halter ha pubblicato una ventina di libri, romanzi e saggi. Collabora con più di una decina di testate internazionali, come ad esempio Libération, Paris Match, Die Welt, VSD, El País, The Jerusalem Post, The Forward e La Repubblica.

  • Il cabalista di Praga, Newton Compton, Roma 2012
  • La Regina di Saba, Spirali 2009
  • La mia Ira, Spirali 2008
  • Abraham, Spirali 2006 [prima edizione 1985]
  • Intrigo a Gerusalemme, Sperling & Kupfer 2001
  • Perché sono ebreo, Sperling & Kupfer 2000
  • Il Messia, Spirali 1998
  • Un uomo, un grido, Spirali 1992
  • Il folle e i re, Spirali 1988
  • Argentina Argentina, Spirali 1982

 

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