Il cuore di tenebra europeo

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“Attila è un nome comune in Ungheria”, “Infatti negli sport olimpici eccellete nella scherma e nel tiro con l’arco”; da un dialogo famigliare tra una donna ungherese e il marito inglese.

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“Era diventato un luogo di tenebra. Ma là dentro c’era soprattutto un fiume, un fiume possente, che sulla carta si snodava come un gigantesco serpente, con la testa nel mare, il corpo ripiegato su un immenso territorio, la coda perduta nel cuore del continente. E mentre io guardavo la carta nella vetrina di un negozio, lui mi affascinava, come un serpente affascina un uccello, un povero stupido uccellino.”

Joseph Conrad, Cuore di tenebra, Garzanti

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“I first saw Budapest in the summer of 1946. I came as a covert agent, a member of an American intelligence organization—there then being no CIA—which has since ceased to exist.” With this sentence in A Short Course in the Secret War, foreign service officer James McCargar began to de-scribe his brief career as a case officer in Hungary. He had a secret second job with an espionage organization known to the few who knew of it at all as “The Pond.”

Mark Stout, The Pond: Running Agents for State, War, and the CIA

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Quella della giovane ebrea ungherese Éva Izsák, fatta suicidare nell’estate del 1944 a diciannove anni e mezzo, è una storia vera. Una storia atroce, perché a decretare la sua morte è stato chi l’avrebbe dovuta proteggere: Imre Lipstiz, ventiduenne, che qualche anno dopo cambierà nome e diventerà Imre Lakatos, il famoso filosofo erede di Popper. Éva si fidava di lui e degli altri resistenti perché era come loro. Erano tutti giovani, molti di famiglia ebrea, in fuga dai nazisti, comunisti, si chiamavano “compagni” e si preparavano a costruire la nuova Ungheria. Fu il filosofo Imre Toth, nel 2006 a Parigi, a raccontare questa storia a Januaria Piromallo

Januaria Piromallo, Il sacrificio di Éva Izsák, Chiarelettere

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Una campagna di demonizzazione contro il banchiere ebreo George Soros. Monumenti che celebrano generali fascisti del tempo che fu. Gruppi musicali nazi-rock, intellettuali e giornalisti antisemiti premiati pubblicamente. Tra un presente xenofobo e razzista, e un passato tragico, nel cuore d’Europa c’è ancora chi plaude all’odio etnico. Eppure, a Budapest, la Comunità ebraica rifiorisce e arriva a circa 120 mila persone

Ilaria Myr, Ungheria: lungo il Danubio, le ombre tristi di nuovi razzismi
9 ottobre 2017

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Così il sistema [Unione Europea], costruito, dal punto di vista architettonico formale, con molto impegno e senso della composizione, si erge come un elegante e moderno hôtel fornito di ogni comodità, sull’orlo dell’abisso, per dirla con le parole di György Lukács, ungherese.

In questi giorni tristi e di crisi, dove gli imbecilli alzano muri mentre i saggi cercano di costruire ponti e “scuole”, due piccoli uomini, Orban e Salvini, pensano come opporsi al progressivo strutturarsi del villaggio globale, al procedere incessante delle pipe-line, delle merci, dell’intrecciarsi di inestricabili supply chain, di reti ferroviarie ultraveloci… Non crediate che il mio sia un canto alle magnifiche sorti e progressive; Siria, Mediterraneo, Sarajevo, Congo, Nigeria, Somalia, Venezuela, Parigi, Londra, Madrid, 9.11 dimostrano che genere di vortici di orrore si possano materializzare nell’immenso fiume della Storia, vortici che inghiottono vite e restituiscono dolore.

Poiché navigare lungo questo fiume è d’obbligo e la nave o la zattera la possiamo costruire solo durante la navigazione, ciascuno scelga quale mansione svolgere, a noi la scelta di contrastare e denunciare quei piccoli timonieri che ci vogliono spingere nei gorghi, nel cuore di tenebra.

Dionisia e La redazione

P.S. In una agenda del ventennio lessi un importante ammonimento a non esporre il tricolore con le bande orizzontali al terreno, onde evitare di confondere la bandiera italiana con quella ungherese.

Addendum 1

L’incredibile vicenda di Csanad Szegedi, numero 2 di Jobbik e accanito antisemita: dopo la ‘rivelazione’ del suo albero genealogico va in tv e chiede scusa. Un brutto colpo per il suo partito dell’ultradestra già in difficoltà per la svolta antirazzista del governo Orbàn

Addendum 2

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Fonte Sole 24 Ore

Addendum 3

Tony Curtis, pseudonimo di Bernard Schwartz era ebreo e di origini ungheresi; finanziò il restauro di una sinagoga di Budapest con un milione di dollari; la sua comicità ha allietato la mia infanzia