È tempo di impratichirsi con questo impronunciabile acronimo: TLTRO

SOLDINELCESSO

TLTRO sta per Target Long Term Refinancing Operations.

Cose per alcuni e non per tutti direte ma, in realtà, terra terra, parliamo di debiti che vanno a scadenza tra il giugno 2020 e marzo 2021. Il creditore è quello che ha prestato i soldi, cioè Mario Draghi e la sua generosa BCE.

La cifra che trapela, solo per questo tipo di impegno preso da alcune banchette italiane (le altre tipo UNICREDIT spero non le consideriate banche italiane), è di 250 miliardi di euro! E solo per quel periodo. Vediamo di stare, una volta tanto, con i piedi per terra noi che detestiamo questo atteggiamento: 250 miliardi che andranno o restituiti o rinegoziati. Restituiti o rinegoziati da soggetti giuridici già in mano ad usurai internazionali. Soggetti giuridici che, per dimensioni e redditività (le banchette di cui sopra), difficilmente sapranno onorare gli impegni a suo tempo assunti/fatti assumere.

Moody’s (e le altre operatrici/valutatrici) di queste e di altre cifre forse ancora maggiori è preoccupata. Non parlo di sentimenti, ma di calcoli lucidi. Questo in un clima europeo (chiamiamolo così) che rivela tutta la inadeguatezza/inutilità dell’Unione così come oggi sopravvive. Utile solo ai padroni del denaro e agli anacronistici re e regine.

E vedrete che non mi sbaglio, pur esulando la questione dalle mie già inadeguate competenze. Dicono quelli (anche di passaporto italiano ma che hanno lo stomaco per lavorare per le agenzie di rating) che se ne intendono (e lo fanno giustamente con doveroso anticipo) che ripagare i prestiti BCE (così si capisce chi è il vero padrone dei vostri destini e dello stile di vita a cui vi hanno indotto) sarà difficilissimo, non avendo ormai queste banchette casarecce reale capacità di fare reddito. Gli istituti di credito minori italiani sono serviti ad altro (in particolare a finanziare i partiti, a saccheggiare il territorio, a dare una parvenza di lecito al denaro della corruzione, a fornire informazioni alla criminalità, a far entrare e sparire i fondi europei, etc etc etc etc… ) che ad alimentare sana economia. Sono banchette al capolinea pronte solo ad innescare effetti domino o ad alimentare il panico se si dovesse diffondere. I governati a Cinque Stelle, tra le mille e mille difficoltà che i partitocrati criminali gli hanno rifilato, si ritroveranno anche gli sconquassi locali dati dagli sbandamenti (o ben altro?) che queste banchette metteranno in moto.

Complessità che si aggiungono a complessità geopolitiche attinenti alla disunità del mondo e al nuovo ordine mondiale che non trova una sua strada. A queste complessità si devono doverosamente aggiungere il ribollire mediterraneo che precederà in modo sempre più intenso le elezioni europee del giugno 2019.

Che disastro! Ma non perdiamo la speranza che, come si sa, è l’ultima a morire. Ci sono pronti, a soccorrervi e ad illuminarvi, i decaloghi visionari di Formiche e del sempiterno raffinato conduttore di minuetto, Giancarlo Elia Valori che quella testata ospita e vi rifila.

Oreste Grani/Leo Rugens

 

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