Acque agitate

Schermata 2018-09-02 alle 11.28.06 AM

«Energia, declino demografico, risorse naturali, Stati clienti. Lasciate perdere. La Russia ad oggi rimane l’unica nazione capace di sparare un missile balistico intercontinentale al centro di Lafayette Square, davanti alla Casa Bianca. L’unica, e hanno migliaia di testate».

«I russi. Odiano gli stranieri quasi quanto odiano se stessi, e sono cospiratori nati. Ah, sanno benissimo di essere superiori, ma il russki medio è insicuro, ha bisogno di sentirsi rispettato, temuto, come la vecchia Unione Sovietica. Ha bisogno di approvazione e non sopporta di trovarsi al secondo posto nella classifica delle superpotenze. È per questo che Putin sta mettendo insieme l’URSS 2.0 e non tollera interferenze. Il ragazzino che tira la tovaglia e frantuma stoviglie e bicchieri per attirare l’attenzione: questa è Mosca. Non sopportano che li si ignori e sono pronti a fare a pezzi il servizio buono pur di evitare che accada. A vendere armi chimiche alla Siria o combustibile nucleare all’Iran, a insegnare all’Indonesia come si fabbrica la centrifuga a gas, a costruire un reattore ad acqua leggera in Birmania, ah, certo, ragazzi, nulla è proibito. Ma il vero pericolo è che tutto questo crea instabilità, finisce per solleticare la prossima generazione di pazzi pronti a mettere il mondo a ferro e fuoco. Ragazzi, la seconda Guerra fredda ha come obiettivo solo e unicamente la rinascita dell’Impero russo, e non illudetevi che Mosca resterà a guardare come se la cava la marina cinese quando – non “se” – si comincerà a sparare nello Stretto di Taiwan».

«Non sarà facile, stavolta; tocca a voi, ragazzi e ragazze, capire tutto da zero. Vi invidio».

Questo ci diceva un amico americano, sobrio e preoccupato una sera di alcuni anni fa, per l’esattezza il 4 giugno 2013 in un bar romano lontano da Via Veneto.

Più o meno nelle stesse ore, Oreste Grani / Leo Rugens ci faceva notare che i cinesi si stavano preparando alla guerra per la supremazia dei mari, indicando nella trasformazione in nave ospedale di una portaerei ucraina il primo passo della ennesima mossa del dragone.

Così, nessuna sorpresa a leggere nei primi giorni del settembre 2018 che la flotta cinese abbia superato quella statunitense e che Putin si agiti come un pazzo dal Mediterraneo / Siria al Pacifico, mobilitando 300.000 uomini e 26 navi nel mare nostrum oltre alle flotte del Pacifico e del Nord, riunite a Vostok.

Noto che tra i 228 mld di dollari che i cinesi spendono per armarsi e i 610 mld degli USA c’è un abisso, in tutti i sensi, tuttavia, per agitare un po’ le acque basta molto meno.

Che dire, se non che il mio amico americano ha la vista lunga e sa tenere le mani al suo posto?

Ricordo a tutti che l’inno dei Marines inizia con “From the Halls of Montezuma / to the Shores of Tripoli [Libia ndr]”; il verso iniziale si riferisce alla battaglia di Chapultepec (settembre 1847, Guerra messicano-statunitense) ed alla battaglia di Derna (aprile-maggio 1805, Prima guerra barbaresca), sicché…

Schermata 2018-09-02 alle 11.48.24 AM.png

Dionisia

vetrina_nuovobattaglianavale_512x444px.png

Questi burloni la devono smettere e anche in fretta