Servizi segreti: domani si gira pagina. Così dovrebbe essere

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Chi scelse nella primavera del 2013 il parlamentare leghista Giacomo Stucchi, per piazzarlo, invece di un grillino a cui spettava l’alta responsabilità, a presidente del COPASIR, sapeva che, con quella mossa scaltra, avrebbe concorso a conservare il quadro generale dei servizi, perché nulla cambiasse.

Ora Stucchi è nel suo limbo, fuori dal Parlamento, opportunamente allontanato, a fare i conti con la sua coscienza.

E, a proposito di conti e al ruolo di scimmietta sorda, cieca e muta che decise di assumere, speriamo di non dover mai scoprire altro.

Questo marginale e ininfluente blog, troppo tale nella primavera del 2013, lanciò inutilmente il suo allarme.

Stucchi (grazie alla regia maligna di Lamberto Dini, evidentemente preoccupato, fuori ruolo e funzione, dell’ipotesi M5S al vertice COPASIR), da quel momento, fece la sua parte di statuina (non certo bella) e, per anni, nei servizi, alcuni hanno continuato a fare come cazzo volevano.

Se non peggio, come il tempo delle doverose verifiche e degli approfondimenti, potrebbe arrivare a dimostrare.

Gli anni, comunque, sono ormasi passati, pur segnati da gravi episodi che non vanno, per nessun motivo, rimossi.

A cominciare da quelli in cui sono caduti, fuori dai confini, compatrioti quali l’ing. Franco Lamolinara (troppo spesso dimenticato), a finire all’intelligente, onesto, generoso friulano Giulio Regeni, lasciato massacrare, senza un briciolo di capacità di reazione durante il sequestro e, tanto meno, dopo. Tra queste storie individuali eviterei di dimenticare i carabinieri ingiustamente caduti a Nassyria, storia che un giorno dobbiamo avere la forza di riscrivere.

Vigliacchi, asserviti, oggettivamente inutili i nostri strapagati vertici dell’AISE. Questo penso e questo scrivo forte del nulla dovere a nessuno.

Che vadano dunque a casa. Ci mancherebbe pure, ma che non abbiano nulla in cambio del loro non averci dato nulla. Anzi, in un sogno irrealizzabile, se fossi chi non sono, chiederei di restituire il mal tolto. E che mal tolto. Anzi, “quanto” mal tolto. Quanto e come che, continuo a dire, andrebbe rivelato agli italiani, non costituendo quelle cifre oscene altro se non insulto a chi i rischi, quelli veri, continua a correrli nell’adempimento del dovere e nel contrasto alla criminalità organizzata. Quanto hanno prelevato dalle casse già esauste dello Stato questi satrapi  non può essere materia di riservatezza o classificabile in alcun modo. La sicurezza nazionale non c’entra nulla: queste cifre sono solo ascrivibili alla categoria degli sprechi osceni e  in quanto tali sperequanti. Cioè nella loro non equità, motivo di insicurezza e destabilizzazione offendendo il merito base della sicurezza. A quei livelli si serve per l’onore di poterlo fare. Anzi, si dovrebbe essere retribuiti quasi si fosse l’ultimo degli operativi.

Domani (intendendo dire lunedì 3 settembre 2018), come si sa, si dovrebbe cominciare a girare pagina. Si dovrebbe.

Anzi, voglio essere meno prudente e più ben augurante per la Repubblica e per la nostra sofferente Italia: così sarà.

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Massima allerta comunque, per le mosse dello scorpione che, notoriamente, vive e vegeta anche dalle nostre parti ma che massimamente ha capacità di avvelenare, se di origine africana.   

Intanto vediamo (e godiamoci) chi domani va a casa, consapevoli per il resto di aver fatto il nostro dovere.

Oreste Grani/Leo Rugens

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LAMBERTO DINI: “IL M5S AL COPASIR È UN PROBLEMA”. PER DINI DI SICURO, NON PER LEO RUGENS

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Una immagine e un post riassumono ciò che penso sulla necessità che sia un onesto cittadino eletto tra le fila del M5S a guidare il Copasir. A costo di ripetermi ribadisco quanto già scritto il 26 febbraio 2013:

Che ognuno faccia ciò che può perché i 162 rappresentanti al Parlamento, eletti nel MoVimento 5 Stelle, espressione di milioni di cittadini che hanno a cuore le sorti della Repubblica, si sentano, quotidianamente, supportati dai loro legittimi elettori. In questo spirito, quando potrò, segnalerò ai rappresentanti del popolo, senz’altro fine che informarli, i luoghi istituzionali dove, a mio giudizio si gioca la partita della legalità. Incominciamo oggi con COPASIR e CONSIP. Le sigle suonano simili ma sono due cose diverse e al tempo stesso, fra di loro, in strettissimo rapporto.

Tanto per chiarire chi sia Lamberto Dini e chi frequentava tra gli altri, a costo di annoiarvi, mi ricito, ed era il 23 luglio 2012:

Prima che la magistratura (recentemente) cogliesse Pio Pompa nei comportamenti illeciti di via Nazionale (schedature e disinformazioni), io ne avevo individuato sin dal 1998 la pericolosità e le trame che tesseva in rapporto costante con Giuseppe Santulli Sanza, con la “vedova” Gucci condannata poi definitiva per omicidio e soprattutto con Lamberto Dini (si proprio lui).

Pio Pompa era già nel 1996 con altri noti pluricondannati per azioni eversive (ad esempio Jaro Novak già di Potere Operaio, Autonomia Operaia, 7 Aprile) tra i fondatori di Rinnovamento Italiano, il partito di Dini che doveva salvare l’Italia.

Oreste Grani

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LAMBERTO DINI E IL PICCOLO POMPA, IN BUONA COMPAGNIA

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Il 14 marzo pubblicavo  LAMBERTO DINI: “IL M5S AL COPASIR È UN PROBLEMA”. PER DINI DI SICURO, NON PER LEO RUGENS.

Il numero di accessial post mi ha convinto che l’ex presidente del consiglio Dini ha ancora numerosi fan. Così ho pensato di soddisfare le legittime curiosità dei cittadini su una materia così delicata, quali sono i Servizi segreti e il loro controllo (Copasir).

Pubblico, com’è abitudine di Leo Rugens, un documento che in modo incontrovertibile dimostra la frequentazione del Dini Lamberto con gli uomini dei servizi deviati quali il Pompa Pio (l’uomo dalle lunghe maniche), in tempi non sospetti: 14.3.1996.

Diciassette anni fa, in queste ore. Ma il diciassette porta bene o male? Perché, se non lo avete notato, questa mattina si è aperta la diciassettesima legislatura.

Oreste Grani

P.S. I numeri sono una cosa seria.

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CopasirCopasir, fortissimamente Copasir: le donne e gli uomini onesti del M5S si meritano la presidenza del Copasir. Per cominciare. 26 February 2013