Verso una rivoluzione culturale nei servizi?

Rossella O'Hara

Il domani del post SERVIZI SEGRETI: DOMANI SI GIRA PAGINA. COSÌ DOVREBBE ESSERE è oggi. E domani, come diceva Rossella O’Hara, è un altro giorno.

Vediamo se è realmente così.

Aver potuto usufruire per molti anni di Alberto Manenti (il Lupo Alberto di cui avete letto in questo blog) ai vertici dell’AISE, rispetto alla comprensione della situazione in Libia è servito, alla luce di come stiamo messi, a poco o niente. Questo penso e questo dico. Soprattutto se si tiene nella dovuta considerazione che il super (a stipendio pagatogli certamente) dirigente è in realtà un “libico” e che ha pertanto sempre parlato (e si pensa anche capito) l’arabo.

Partivano avvantaggiati quindi nel Grande Gioco Mediterraneo per provare a fare i passi opportuni per non non non ritrovarsi dove (se non peggio), viceversa, siamo anche grazie alla sua lunghissima presenza apicale, ci sta lasciando. Sarà un segno del grande cambiamento promessoci in sede di governo che proprio oggi Lupo Alberto vada a casa?

Proprio oggi quando anche gli asini (in particolare quelli che non volano) hanno chiaro che in Libia stiamo ancora a caro amico, se non peggio?

Con le implicazioni oggettive per quanto riguarda flussi o non flussi migratori.

Il gen. Alberto Manenti (e alcuni suoi fedelissimi) non hanno avuto occhi che sapessero scorgere un possibile ordine futuro nel caos e cogliere, in questi lunghi anni ormai trascorsi dalla caduta di Gheddafi (prevista e prevedibile), il senso del tutto – si chiama l’intelligenza delle cose in essere e che accadono progressivamente – scrutando, analizzando, elaborando scenari basandosi su frammenti senza senso apparente.

Questa è, tra altri aspetti peculiari, la vera peculiarità di un Direttore dell’AISE (o di organismo similare) cazzuto.

Invece: zero spaccato.

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C’era bisogno, subito l’attacco anglo-francese (pensato e voluto comunque primariamente a Parigi) in terra libica, di una capacità culturale, protettiva dei destini di una società complessa quale è quella che gli era stata affidata (e parlo della nostra bella Italia) che Lupo Alberto non ha certamente  mostrato. Inoltre, se anche ne avesse avuto lo spessore culturale, era portatore di uno stile di vita e di una chiave di lettura del potere che poco si addiceva all’onore di servire la Patria. Come si potesse pensare (e questo lo chiedo pensando a chi lo aveva piazzato ai vertici e a chi addirittura in tale posizione di macro potere ne ipotizzava la conferma a vita) che chi non si era addestrato ad anticipare il futuro leggendo i segni del presente trovasse miracolisticamente risorse per difendere gli interessi superiori della Nazione? E parlo dell’Italia sua prima datrice di lavoro. Se una simile capacità fosse esistita nei nostri servizi, il suo Direttore sarebbe apparso autorevole e in particolare questo compatriota sarebbe stato rispettato dai “colleghi”. Diciamo le parolacce opportune: rispettato e temuto. Zero spaccato. Anzi.

Se ci fossero stati questa stima e rispetto non avremmo assistito ai disastri (e come vogliamo chiamare quanto è in essere?) di queste ore in Libia. Ma avremmo potuto dire in Egitto (sarebbe mai accaduto il Caso Regeni se l’AISE fosse stata rispettata/temuta?), Siria, Libano, Eritrea, Somalia e, speriamo di sbagliarci, anche in Tunisia, dove era nostro interesse/dovere non ritrovarci marginali e ininfluenti (così ridotto è normale che sia il blog Leo Rugens come siamo soliti dire di noi stessi) come in realtà siamo. Facciamo schifo come espressione di una capacità di elaborare scenari possibili e invece per questo si spendevano pacchi di milioni. Dentro e fuori il servizio. Alcuni dei quali milioncini direttamente per mantenere il libico/tripolino di cui sopra. Abbiamo fatto schifo come anticipatori di problematiche complesse e interpreti intelligenti e lungimiranti del reale facendoci trovare sempre, non un passo indietro (e ci poteva stare) ma su una altro pianeta. In realtà eravamo sempre sul Pianeta degli Affari, ma non certo quello dove si sarebbero dovuti trattare i vantaggi per la nostra Italia. Neanche qualche esempio di tangibile intelligence economica è citabile. Sempre sperando di non scoprire che, anche in questo campo, qualcuno si è fatto i famosi cazzi propri. Direte che per perseguire gli interessi superiori dello Stato Italiano c’erano già l’ENI, FINMECCANICA/LEONARDO, l’ENEL, la SACE con le loro rispettive intelligence. Torneremo su questi grovigli bituminosi tenendo conto che qualcuno dei possibili traditori/malfattori ha la diarrea perché il Governo non è insediato neanche da 100 giorni e già i suoi tifosi osano parlare di queste cose che dovevano rimanere ben sepolte nei pozzi del petrolio.

L’ora in Libia (quindi nel Mediterraneo e per tanto in Italia) è tragica. Ma da qualche parte, senza paura, dobbiamo ripartire. Auguriamoci che il ben (mal) servito a Lupo Alberto Manenti sia segno di una grande indispensabile volontà di cambiare i Servizi che è necessario siano meno “servizi segretamente al servizio di alcuni” e più al servizio dell’interesse superiore della Nazione. Cioè voi. Servizi segreti necessitanti di un profondo cambiamento culturale capace di apportare quelle trasformazioni nei principi di reclutamento, selezione e formazione del personale, nella gestione interna improntata alla meritocrazia come arte strategica, nelle modalità di azione, nell’immagine stessa degli apparati preposti alla sicurezza nazionale accrescendone la visibilità (voglio dei servizi molto molto molto più autorevoli e che contino molto molto molto nella Repubblica che sarà, “amati/rispettati” per la serietà degli intenti dei loro dirigenti e per l’autorevolezza che da questi profili e stili di conduzione ne dovesse derivare) e la vicinanza all’opinione pubblica, e dunque, in qualche misura, “democraticizzandone la percezione. Una vera rivoluzione copernicana? Mi basterebbe quella generata a suo tempo (ma ancora in essere) da Alan Mathison Turing, nel “segreto” della HUT 8, dove quei signori trovarono il coraggio intellettuale, grazie all’amica informatica, di progettare l’Invisibile e perseguita e raggiunta questa immaterialità, sconfiggere i concretissimi tedeschi.

Oreste Grani/Leo Rugens ormai in campo aperto.

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