E Davis Rossi MPS?

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Il 6 marzo del 2016, nella rete che non dimentica, compariva una cronaca accorata di una marcia che si era tenuta in Siena, in quelle ore, per provare a ricordare la tragica fine di David Rossi.

La prosa di cui ci impadroniamo è di un addetto ai lavori (l’ereticodisiena.it), abile nel dire alcune cose, anche con grandissima cattiveria, e tacerne delle altre che si capisce però il narratore conoscere bene.

Oggi pertanto, recupero quel testo e, a freddo, lo pubblico senza alcun motivo se non che gli assassini di David Rossi non è opportuno (e giusto) che la facciano franca.

Chiamo assassini coloro che secondo modalità scaltre hanno ucciso Rossi, o indotto Rossi ad uccidersi. Non credo che Rossi sia vivo, per cui una terza soluzione non è data. Comunque che ancora una volta non succeda che a Siena si possa pensare solo e sempre al Palio. Che il fantasma di Rossi perseguiti le anime sordide che confuse nella folla stordita in Piazza del Campo, cercano di non farsi individuare, rassicurate da come in troppi evidentemente hanno fatto in modo che il sopralluogo, cioè l’insieme di procedure e di operazioni specialistiche per individuare, raccogliere, documentare e fissare  tutti gli elementi utili alla ricostruzione dell’evento criminoso in analisi e/o all’identificazione dell’autore del reato, fosse stato effettuato in modo lacunoso. Spero che sia lecito l’eufemismo. Perché non perdete di vista essere il sopralluogo (ho il ricordo di averlo ricordato altre volte) l’elemento determinante l’indagine ed è il presupposto, per la riuscita stessa dell’indagine: a sopralluogo inadeguato (vi piace l’eufemismo non avendo scritto “taroccato”?) corrisponde un’investigazione inadeguata con risultati al massimo mediocri.

Che altri dunque vi aiutino a ricordare di Rossi, perché certo noi non ci dimentichiamo del suo volo liberatorio, tale non certo per lui che non voleva “volare”, ma per dei senesi assassini di verità, di democrazia, di fraternità che immaginiamo nell’ombra ordire il male. Anche contro il povero (sia pur non non non innocente) David Rossi.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

In realtà vi chiedo un po’ di attenzione agli scambi epistolari che seguono la cronaca della Marcia dove, come potrete vedere, non ci siamo certo tirati indietro.

Per le piccole cifre abbiamo deciso di prendere soldi da chiunque con le ormai semplici modalità del versamento sul circuito PayPal usando il nostro indirizzo e-mail:  leorugens2013@gmail.com

oppure un bonifico a Oreste Grani – IBAN  IT98Q0760103200001043168739

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La marcia per David Rossi

– 06/03/16

Questa domenica, rimandiamo (a metà settimana) l’appuntamento settimanale con la Cultura, cioè con “La domenica del villaggio”; lo facciamo, per raccontare ciò cui abbiamo presenziato, cioè la marcia per chiedere “Verità su David”, come recitava l’unico striscione presente all’evento.

UNA MARCIA PER CHIEDERE GIUSTIZIA, MA SENZA DIMENTICARE

Tanta gente, nonostante la pioggia battente ed un pomeriggio che certo invogliava di più ad attività endogene; la famiglia – non la vedova, assente per un problema fisico -, l’avvocato Goracci, gli amici (con qualche assenza di rilievo, se abbiamo visto bene), ed anche tanta gente che David Rossi non lo conosceva personalmente, ma che vuole comunque parole di verità, per quanto a tre anni di distanza sia ancora possibile acclarare.

Poi, as usual, c’era gente che avrebbe fatto meglio a restare al calduccio (o quantomeno a non farsi intervistare, concedendo almeno requie domenicale al popolo senese): il bisindagato (solo bis?) Valentini Bruno, che si mette a pontificare su un caso giudiziario in mano a quella stessa Procura che – applicando il Codice di Procedura penale – lo costringerà a dimettersi, visto che da solo non ci arriva. Roba da non crederci, ma siamo a Sienaland…

Quando tanta gente si raduna e si mette in marcia chiedendo verità e giustizia, specie in una città narcotizzata come Siena, il tutto è dunque da salutare in modo positivo, molto positivo; a maggior ragione, sotto la pioggia di cui sopra.

Resta comunque un fatto, da ribadire oggi più che mai, visto che questa città, oltre che essere abulica quanto a partecipazione, gode di memoria straordinariamente corta e labile: negli anni che hanno cambiato il corso del Monte dei paschi, David Rossi era uno dei pochissimi cui Giuseppe Mussari desse del tu; negli anni che hanno cambiato il corso del Monte dei paschi (dunque della collettività tutta), David Rossi era il garante sistemico e quotidiano – in città e fuori – dell’informazione assoggettata al Sistema Siena.

Noi che l’abbiamo sempre saputo, e soprattutto detto e scritto, oggi ci battiamo – per quello che possiamo – perchè le zone d’ombra sulla sua fine siano dipanate: e forse proprio per questo, qualcosina la presenza di alcuni di noi (c’erano anche Il Santo ed Almutanabbi), può valere, a prescindere dal fatto che venga riconosciuta o meno.

Noi vogliamo tutta la verità su quel 6 marzo 2013, in cui – suicidio o omicidio che ci sia stato -, certo non doveva andare a finire così; allo stesso tempo, chi era dall’altra parte (ovviamente, la famiglia esclusa) potrebbe fare a propria volta un piccolo – ma significativo – passo in avanti, presentando il ruolo pubblico di David Rossi senza furbesche agiografie di comodo, come invece si continua a fare da più parti.

E speriamo – pensiero conclusivo – che questa voglia di verità non sia stata solo un fuoco di paglia: purtroppo la morte di David Rossi non è certo l’unico tassello (anche se è il più drammatico) che manca, fra le immani zone d’ombra che avvolgono la recente storia della civitas locale.

Il 2 aprile prossimo, per esempio, ci sarà il decennale dell’incendio in Curia: a breve, comunicheremo che cosa verrà organizzato dallo scrivente, per “celebrare” degnamente l’evento. Anche perchè mentre per la fine di David Rossi il ragionevole dubbio omicidio-suicidio c’è, per quell’evento NON esiste dubbio alcuno: l’incendio fu doloso. Manca però il colpevole!

Ci auguriamo dunque che la città si svegli per davvero. Nessuno se lo augura più di noi.

Le occasioni per verificare se si sia davvero messa in cammino – statene certi – non mancheranno, anche a stretto giro di posta…

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29 Commenti su La marcia per David Rossi

  • Al-Mutanabbi scrive:
    6 marzo 2016 at 23:17

    “VERITÀ SU BRUNO”

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  • Spartaco Mennini scrive:
    7 marzo 2016 at 01:14

    Dove era Stefano Bisi? ho guardato tutta la sfilata e non ho visto la sua figura.
    Come Gran Maestro del G.O.I. se ne segue correttemente i principi di Giustizia e Liberta dovrebbe essere stato in prima fila…..

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    • Alessandro Del Bene scrive:
      7 marzo 2016 at 13:29

      Carissimo,
      non essere monomaniaco…rispetto ai nostri tempi è tutto cambiato e, come saprai, cambierà ancora e ancora ed ancora, è il corso naturale degli eventi: molti dei nostri vicini nei Campi Elisi, da Eraclito a Vico fino ai pensatori contemporanei, potrebbero spiegarti meglio di me come si muove il mondo terreno. Ma dubito che tu abbia bisogno di qualcuno che ti redarguisca su certe dinamiche.
      Io, François e Bettino ti aspettiamo per il nostro consueto tavolo di scopone scientifico, più rilassante e scherzoso rispetto alle querelle terrene che non ci appartengono più.

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    • Groppone da Figulle scrive:
      7 marzo 2016 at 14:33

      “David Rossi era uno dei pochissimi cui Giuseppe Mussari desse del tu” (Eretico)
      ..mi viene in mente la celebre battuta di Togliatti: “non ci formalizziamo, diamoci pure del LEI!”, ma certo, tra fra’ massoni e gente che non dà del tu a nessuno eccetto gli intimi, mi domando cosa ci sia, o cosa ci sia rimasto “de sinistra” in gente che se sfiora un operaio corre a disinfettarsi.

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    • PippoSanese scrive:
      12 aprile 2016 at 17:49

      Sono d’accordo per quanto riguarda il Bisi Stefano ma se fosse stato vivo lo Spartaco Mennini sarebbe stato non alla marcia ma accanto al Bisi

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  • Anonimo scrive:
    7 marzo 2016 at 01:41

    Io oggi c’ero e ci sarò quando ci sarà l’anniversario dell’incendio della Curia. Potremmo tutti intervenire simbolicamente con dei secchi con dentro un po’ d’acqua da gettare davanti alla sede della Curia al grido’Sta bruciando!’.

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    • Al-Mutanabbi scrive:
      7 marzo 2016 at 15:03

      Per me invece ci danno foco davvero…

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    • VEDO NERO scrive:
      7 marzo 2016 at 16:52

      Magari con una maschera simile alla faccia di Acampa.

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  • Duccio scrive:
    7 marzo 2016 at 07:10

    Possibile che certe persone, vedi il valentini, non arrivino a capire che non possono essere la causa dei problemi di Siena e la soluzione. Ma e’ cosi difficile? Ma l’amor proprio e’ davvero sparito? Eppure domenica erano tra la gente che manifestava per David Rossi, mancavano solo il ceccuzzi ed il mussari. Che vergogna.

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  • Paolo Panzieri scrive:
    7 marzo 2016 at 08:25

    Una comunità, nazione o città che sia, che non fa i conti col proprio passato, non può avere un futuro.

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  • BARBICONE72 scrive:
    7 marzo 2016 at 09:52

    Ieri sera siamo arrivati davanti a quel tribunale in cui, almeno così mi dicono, Mussari ha ripreso a svolgere la sua funzione di avvocato ed in questi giorni ha difeso, o difenderà, un cliente. Sai se tutto ciò corrisponde a verità? Ed in caso di risposta affermativa, non sarebbe il caso di andare a manifestare come abbiamo fatto ieri sera, il giorno in cui l’esimio avvocato svolgerà il suo ruolo professionale incurante di ciò che ha fatto e dei procedimenti a suo carico (pochi e di poco conto per le sue responsabilità)in corso? E’ possibile che un indagato svolga il ruolo di avvocato?

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  • Cafiero scrive:
    7 marzo 2016 at 10:19

    La persona che può sapere più di tutti c’è e abita a Siena: Giuseppe Mussari. Se, di grazia, volesse raccontarci lui come sono andate le cose: chi l’ha consigliato, o pressato, su Antonveneta; cosa poteva o non poteva sapere Rossi e tutto il resto. Preferisce tacere, che vuoi ci sono i processi… mica può… E invece potrebbe, se avesse le palle e amasse, come sempre detto, questa città.

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    • Magico Vento scrive:
      9 marzo 2016 at 22:30

      Ecco questa cosa appare interessante anche perchè mi dicono che sarebbe stato radiato (o sospeso, che non è la stessa cosa, per carità) dall’ordine. Tu Eretico cosa sai in merito?

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  • Spartaco Mennini scrive:
    7 marzo 2016 at 16:03

    https://leorugens.wordpress.com/2016/03/06/david-rosi-aveva-deciso-di-vivere-qualcuno-evidentemente-temendo-questa-sua-decisione-deve-averlo-ucciso/

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  • maestro Camarri scrive:
    7 marzo 2016 at 16:39

    io al Mussa’ri da Catanzaro, x chiudere degnamente il cerchio dell’esistenza in questa città di lobomotizzati, gli farei fare il mossiere

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  • VEDO NERO scrive:
    7 marzo 2016 at 16:59

    Mussari consigliato da qualcuno? Le iniziali dei lor signori potrebbero essere Md’A dalla Puglia, PF e GA dal Piemonte, WV dal Lazio, RP dall’Emilia Romagna e tutti dal PD come partito di cui la Toscana conta il maggior numero di iscritti. Quante ‘belle e brave’ persone che pensavano tanto al bene del Paese, e in quell’occasione particolare a quello di Siena.

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    • PippoSanese scrive:
      12 aprile 2016 at 17:54

      Tutti i citati hanno sempre pensato alle proprie famiglie ed al loro benessere che agli italioti. Si può dir male di buoni padri di famiglia? Voi non sapete quale sacrificio può essere per un appassionato di vela rinunciare alla barca ! Poeromo !

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  • ORESTE GRANI scrive:
    7 marzo 2016 at 23:23

    Alla fine della giornata di domani, prima non posso per un motivo tecnico, posterò nel mio blog Leo Rugens il suo ragionamento su quanto sia opportuno continuare a non dimenticare la troppo bella Siena e i suoi fatti misteriosi. Mi sembra particolarmente utile essere attenti all’episodio dell’incendio vescovile. Anche la figura di Rossi, rispettandola come vittima sacrificale, non va disgiunta dai decenni di complicità amministrative vissute (sin da quando era ragazzo) con i vari Piccini, Mussari, Bisi e l’avvocato di Ravenna, un tempo mio compagno di fede repubblicana, Gustavo Raffi. Raffi in particolare nella sua plurima veste di mentore per l’assente (alla manifestazione) Bisi, per quanto lo ha legato a Giuseppe Mussari, per aver drammatica esperienza di suicidi che negli anni hanno visto protagonisti alcuni membri della sua famiglia.Come lei negli anni ha saputo e voluto fare ora è tempo di respingere il vcomplice oblio e di onorare l’amica memoria. a prescindere da Rossi direbbe Totò in arte Antonio De Curtis lui sì onesto e generoso fratello massone.
    Oreste Grani/Leo Rugens. Grazie per l’ospitalità elettronica.

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    • Edoardo Fantini scrive:
      8 marzo 2016 at 08:49

      Chiedo: le telecamere all’interno della banca hanno registrato la presenza degli eventuali assassini (per buttare giù un uomo penso che ce ne vogliano due o tre) oppure no?

      Rispondi

      • Eretico scrive:
        8 marzo 2016 at 19:13

        Va da sé che suddette immagini non ci sono, per tabulas, altrimenti le cose avrebbero già preso altra piega, a livello giudiziario; l’avvocato Goracci – e Il Fatto ed il Corriere della sera di domenica – parlano altresì di filmati interni largamente, per così dire, incompleti.
        Per chi si voglia divertire, suggerisco di leggere gli “amici” martinellati: va bene tutto, ma che non si dica più che bisognerebbe voltare pagina, in questa città. Ognuno capisca chi è che ha avuto più voglia di rinfocolare certe polemiche, a questo giro…
        L’eretico

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        • Edoardo Fantini scrive:
          8 marzo 2016 at 19:30

          Quindi la famiglia sarebbe in possesso dei filmati interni, incompleti, ma a Report sarebbero stati dati solo quelli relativi all’esterno. Ma non sarebbe stato un grave indizio provare l’incompletezza dei filmati interni?

          Rispondi

  • margh. scrive:
    9 marzo 2016 at 11:05

    Mi viene da fare una domanda. Gli addetti ai lavori che archiviarono subito il caso come suicidio, impedendo così che fosse fatta un’autopsia e tutti i rilievi opportuni – che sicuramente avrebbero fornito informazioni importanti per l’indagini – oggi alla luce di questa riapertura del caso in cui, evidentemente, ci sono ragionevoli sospetti di omicidio, come risponderanno della loro grave negligenza? E i pezzi di filmato mancanti, e tutti i 15 (?) testimoni che erano presenti alla Rocca quella sera che non sono mai stati interrogati? Io farei mettere i sigilli alla Rocca e non la farei più riaprire finché non si saprà la verità. Guardate che è gravissimo che non sia stata fatta un ‘autopsia subito e che minuti importanti di filmati siano spariti nel nulla..e soprattutto che non esista un responsabile di quei filmati.

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    • Edoardo Fantini scrive:
      9 marzo 2016 at 13:43

      L’autopsia fu fatta dal Prof. Mario Gabbrielli, direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università di Siena, che poi confermo’ la tesi del suicidio alle telecamere di Report.

      Rispondi

    • il Giaguaro scrive:
      9 marzo 2016 at 19:06

      io mi chiedo anche:
      da dove si arrivava all’ufficio del povero Rossi?solo dalla Rocca,oppure anche dalla filiale 1 (cioè da Banchi di Sopra),da Via dei Rossi (dove c’era il borsino) o anche da altri ingressi sul vicolo cieco,cioè quello dove cadde il corpo?.Voglio dire:era impossibile arrivare dal Dott.Rossi senza essere visto dall’ usciere di turno o da altri impiegati?
      Possibile che le persone presenti a quell’ora (15 o quante erano) non siano state interrogate? non ci posso credere !
      Chi era quella persona che fa capolino dal muro destro (per chi entra nel vicolo cieco)come si vede chiaramente nelle riprese della telecamera fissa e che subito si defila?.Chi di noi, ignari cittadini trovatisi sul posto per caso, non si sarebbe precipitato,per semplice istinto, verso il povero corpo giacente a terra?.
      Forse quel signore aveva da controllare e comunicare la buona riuscita dell’azione intrapresa da eventuali complici?.
      Possibile che con le moderne tecnologie non si riesca a “decifrare” quella misteriosa immagine?.
      Certamente archiviare tutto come un suicidio evita,nell’immediato, tanti grattacapi. Come insegna il “suicidio” del Ponte dei Frati Grigi a Londra…

      Rispondi

      • Edoardo Fantini scrive:
        9 marzo 2016 at 21:58

        Ma certo,Giaguaro, le telecamere in una banca non sono dappertutto e il curioso era lì per rassicurare che il corpo del Rossi era giunto a terra: secondo te c’era una possibilità diversa da questa?