La guerra tra Francia e Italia: molto di quanto accade era previsto e prevedibile

bacio-foto-doisneau-orig_main

È mio dovere chiedervi di rileggere (nel caso lo aveste già fatto all’epoca) l’intervento che Alberto Massari, attuale presidente di HUT8 Progettare l’Invisibile (associazione che ho avuto l’onore di far nascere in stretto rapporto e finalità d’intenti proprio con il Massari), ebbe a pronunciare, il 21 luglio del 2017, durante il convegno “Intelligence collettiva. I Servizi segreti nel mondo” parte di momenti di riflessione a suo tempo ideati ed ciclicamente attuati dall’on. Angelo Tofalo, attuale sottosegretario alla Difesa nel GovernoConti, già attento membro COPASIR. (LEGGERE E RILEGGERE PER INTELLEGERE)

Chiedo attenzione a quel testo perché quanto i francesi continuano a fare nel Mediterraneo (in particolare in Libia), era stato opportunamente, con largo anticipo, messo in luce dal Massari che, anzi, per quelle coraggiose prese di posizione, era stato considerato, da alcuni “specialisti del settore”, troppo duro, se non un vero e proprio provocatore/guerrafondaio con il suo denunciare i gravissimi comportamenti che Parigi, da decenni, teneva nei nostri confronti.

Massari-Tofalo

I comportamenti dei francesi, in modo particolare in queste ore, sono finalizzati non solo a contrastare una nostra eventuale ritrovata politica estera mediterranea, ma una qualche centralità politica e culturale della Sicilia a cui in molti stiamo lavorando.  (vedi LA SICILIA AL CENTRO DEL MEDITERRANEO).

L’attacco in corso contro la Tripolitania ha certamente l’obiettivo della messa in difficoltà di Fayez Mustafa alSarraj ma ritengo anche di colpire aspetti apparentemente minori quale quello dell’insediarsi, ad opera di diplomazia Usa-Italia, di una cabina di regia permanente per il Mediterraneo.

Come sapete si sta lavorando, per il prossimo novembre, ad un incontro d’esordio, che si terrà appunto in Sicilia, e a cui hanno già deciso di partecipare gli americani, guidati da Mike Pompeo e  Gina Haspel in persona.

Con questa cabina di regia – da attuarsi attraverso i reciproci ministeri degli Esteri e della Difesa – l’Italia assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia e di interlocutore privilegiato con gli Usa. L’idea è che Italia e USA possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del paese nord africano. Queste sono in realtà farneticazioni/desiderata di Leo Rugens su cui non farei troppo conto.

Tornando alla Libia, direi che certamente ci sono le tribù che si scannano per le tangenti sul petrolio, ma non sottovaluterei la volontà francese (anche inglese) di non consentire all’Italia neanche un semplice ciclo di convegni/incontri se questi dovessero accadere proprio in Sicilia e se dovessero avere come elemento qualificante di intelligence culturale, un qualche volontà politica di confrontarsi, in modo lungimirante, sul futuro del Mediterraneo.

227601 Il corpo di Muammar Gheddafi profanato dai cittadini di Misurata

Troppo valore aggiunto, troppa geopolitica di sofisticata lettura, troppa storia e cultura pronta, finalmente, a partecipare al grande cambiamento che, partendo dall’Italia, potrebbe inoltrasi solcando il mare, verso l’Africa che sarà. Disegnando un Sud-Nord che sarebbe arrivato il tempo di sperimentare. Intendendo il Sud di un’Europa ancora possibile (con noi italiani in veste di stimolo culturale strategico) e il Nord dell’immenso continente africano. Nord più la Nigeria di cui vi abbiamo inutilmente parlato per mesi e che sta lì per ora gigante perplesso e travagliato.

Non è un gioco di vanità quello della massima attenzione a quanto diciamo e “facciamo”, anche in questo marginale e ininfluente blog. Ho detto che è mio dovere, perché stiamo parlando di cose serissime e chiarire chi le pensava in tempo non sospetto e chi continuava a cazzarare, è fondamentale per le ore difficili che ci aspettano. Come vedrete, anche in questo caso non non non ci siamo sbagliati a parlare della guerra asimmetrica che dovevamo avere il coraggio di dichiarare ai francesi, ormai non più solo competitori  ma – decisamente – nemici. Come ora, buon ultimo, anche il Ministro Salvini ha scoperto essere i nostri vicini.

Sempre nel discorso del 21 luglio 2017, fu forte il richiamo di Massari alla vicenda del nostro compatriota Giulio Regeni, trucidato in Egitto. Storia ancora oscura e drammatica che, come si è dimostrato, nessuno, fino ad oggi, ha voluto/potuto risolvere. Vediamo cosa sa fare questo governo. Noi non ci tireremo indietro. Anzi.

Oreste Grani/Leo Rugens

Per le piccole cifre abbiamo deciso di prendere soldi da chiunque con le ormai semplici modalità del versamento sul circuito PayPal usando il nostro indirizzo e-mail:  leorugens2013@gmail.com

oppure un bonifico a Oreste Grani – IBAN  IT98Q0760103200001043168739