Non porta bene sbertucciare la magistratura

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Il 23 agosto u.s. abbiamo lasciato in rete IL MINISTRO DELL’INTERNO NON DOVREBBE MAI VIOLARE LE LEGGI E … FREGARSENE.

Dopo 15 giorni il Ministro di Polizia, Matteo Salvini, sostiene che, in quanto eletto, novella Caterina Caselli, nessuno lo può giudicare!

Non è proprio così.

Ritengo infatti che tutti sappiate che il signor ministro, come tutti gli altri membri del Governo, ha dovuto giurare sulla Costituzione, altrimenti non avrebbe potuto cominciare a fare il ministro.

Non è un proforma giurare sulla Costituzione e chi lo dovesse pensare testimonia una volontà di mettere in atto uno stravolgimento delle regole. Quasi direi un atto eversivo. Il rispetto delle regole viceversa dovrebbe essere il pane quotidiano del Ministro dell’Interno. Non ci sono classifiche in materia ma se ci dovessero essere, al Viminale per primo, si dovrebbe coltivare un vero culto della legalità repubblicana. Nel post abbiamo già detto delle cose che ci allontanano dal pensiero della maggioranza dei nostri compatrioti che sostengono il Governo del Cambiamento. Questo pensiamo e questo, senza paura, sosteniamo. Spero di non essere frainteso: posso essere io, arroccato in questo marginale e ininfluente blog, ad adirarmi, perdere le staffe, dire cose sopra le righe, alludere a maggiore reattività necessaria di fronte al dilagare di fenomeni corruttivi, suggerire di passare quando fosse necessario alla legge dell’occhio per occhio con chi uccide esponenti delle Forze dell’Ordine ma non non non il Ministro di Polizia. Il Ministro dell’Interno non può dileggiare in diretta la magistratura, corporazione (con i suoi limiti) necessaria al contrasto strategico alla criminalità organizzata che nella Patria di tutte le mafie dovrebbe essere ogni giorno nelle preoccupazioni del signor Ministro che sembra, viceversa, ignorare, ogni giorno di più con chi se la deve battere. Perché non credo che gli italiani di cui parla (non comunque la maggioranza) lo abbiano votato perché dileggiasse i magistrati e ammiccasse, di fatto, ai nemici dei magistrati che sono, fino a prova contraria, i criminali. Le pernacchie metaforiche ai magistrati le facevano Cesare Previti (condannato), Marcello Dell’Utri (condannato), Silvio Berlusconi (condannato), Claudio Scajola (condannato), Giuliano Ferrara (condannato), Umberto Bossi (condannato), Giancarlo Galan (condannato), Giuseppe Scopelliti (condannato), Totò Cuffaro (condannato), Gianni Alemanno (condannato), Amedeo Matacena (condannato) e decine e decine di politici che hanno governato la cosa pubblica grazie al consenso della Lega Nord a cui il Salvini è aderente da ragazzo e in modo particolare militante durante tutto il periodo in cui Berlusconi era a Palazzo Chigi. Non porta bene, per metafora e analogia con quanto il Salvini ha detto di altri, sbertucciare la magistratura.

Vediamo di abbassare i toni e di non dare cattivi esempi di litigio con i magistrati di cui ci si potrebbe pentire se, da un giorno all’altro, cittadini ritenuti pericolosi criminali dai magistrati, si pulissero metaforicamente il culo in diretta degli atti di giustizia. Le sentenze si rispettano. Punto.

Vi dico la verità, quanto abbiamo visto, compreso l’aver appeso volutamente in diretta la comunicazione della Magistratura sotto il quadro per ulteriore atto di dileggio, non mi è piaciuto e non mi fa dormire sonni tranquilli per il futuro della Repubblica.

Oreste Grani/Leo Rugens