Salvini fa più di un passo indietro. Io – che nulla gli devo – non mi fido lo stesso!

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Salvini fa un passo indietro; Salvini si smentisce; Salvini sembra quasi chiedere scusa alle istituzione e ai suoi alleati di governo.  E via così, o quasi.

Non esageravo quindi ad essere severo critico nei confronti di un Ministro di Polizia che si mostra apertamente, nella rete e nei media, avversario feroce, ironico e aggressivo, della Magistratura,  pilastro – viceversa – della democrazia, almeno come il Parlamento!

Nei mesi passati, abbiamo scritto delle cose impegnative, con linguaggio anche duro, con largo anticipo sugli avvenimenti, su come il leghista Matteo Salvini interpretasse a modo suo il ruolo delicatissimo di Ministro dell’Interno e alcuni degli amici più fidati del blog si preoccupavano per le conseguenze.

Non solo quello pensavamo e quello dicevamo ma, come vedete, avevamo nettamente ragione noi, sia pure nella nostra marginalità.

Siamo gente d’ordine, ma non yes man e di un atteggiamento eversivo sentiamo l’odore a chilometri di distanza. Prima viene la Repubblica con le sue regole e viene pertanto il nostro diritto/ dovere di svolgere, a norma di legge, attività sussidiaria a quella dello Stato in presenza di comportamenti contrari alla convivenza civile e al benessere della comunità italiana.

Se uno è al Governo deve unire e non dividere. In presenza di fenomeni complessi quali le previste e prevedibili conseguenze del progressivo processo di globalizzazione, chi governa deve scegliere strade lungimiranti e non alimentare conflitti. Ad aizzare alcuni contro altri, ci sono già troppi etilici frequentatori di bar che quando non si improvvisano allenatori della Nazionale di calcio ci spiegano come si chiude il mare, si sterminano tutti i negri del mondo, si mettono nel forno gli ebrei. Chi governa deve invece dimostrarci (ANCHE PERCHÈ SI GUADAGNANO BELLI SOLDI) che ha studiato e nel farlo ha acquisito la capacità di individuare gli elementi strategici che consentono di comprendere il contesto adottando così le soluzioni più efficaci per anticipare, determinare o governare i cambiamenti. I cambiamenti, bisognerebbe che qualcuno lo ricordasse al signor ministro dell’Interno, avvengono “a prescindere” direbbe Totò, Principe de Curtis, Maestro di vita, pugilatore da ragazzo nei vicoli di quella Napoli che un tempo, nei bar suddetti, il giovane Matteo Salvini, da nordista puro e duro, si augurava venisse rasa al suolo da una eruzione vulcanica.

s-gennaro

Ora, Dio e San Gennaro ce ne liberino, qualora ci fosse un terremoto a Napoli o, peggio, la prevista e prevedibile eruzione del Vesuvio, il ministro che dovrebbe agire con tempestività, competenza ed esattezza dovrebbe essere proprio l’esordiente Salvini.

Vediamo pertanto, dalle parti del Viminale, di metterci a studiare e a lavorare seriamente, in pieno accordo con la Magistratura, che criminalità organizzata (anche quella feroce calabro-lombarda) e natura matrigna (alluvioni, terremoti, eruzioni) non guardano in faccia a nessuno.

Ho evocato San Gennaro perché il rito dello scioglimento (o meno!) del sangue del Santo è vicino. Molto vicino: dieci giorni da oggi.

Oreste Grani/Leo Rugens

 

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