A latere del problema Orban e del suo razzismo

CAUR

Chissà se Salvini sa cosa siano stati i CAUR e cosa sia l’antisemitismo?

Forse sa poco anche del ventennio fascista e della complessità politica-culturale che generò nel Mondo.

Noi tireremo dritto!” Così Matteo Salvini a proposito dei suoi propositi di governo.  Espressione (Noi tireremo dritto!) che emerge ancora, sia pur scolorita, da alcuni muri delle cittadine della nostra provincia, la stessa dove la Lega ha i maggiori consensi e dove anche il Fascismo era popolare e sovranista.

“Noi tireremo dritto!”, che viene dopo “me ne frego” che spero non debba ancora una volta ricordarvi essere un’altro slogan che campeggiava su tutti i muri bianchi d’Italia durante il Ventennio.

Se a questo si aggiunge che dei veri incoscienti (o ignorantoni?) tra i giornalisti italiani riportano, in modo entusiastico, l’ammirazione di Bannon e di Orban per la guida (non scrivo Duce per non far nascere ulteriori equivoci) della Lega, la frittata è quasi fatta.

Bannon-Orbannal

Dei Bannon/Orban che ammiravano Mussolini e l’esempio italico, ce ne erano a bizzeffe, in Romania (Jon Mota), in Germania (Adolf Hitler), in Inghilterra (Oswald Mosley), in Francia (Manuel Bucard), in Norvegia (Vickun Quisling), in Irlanda (Eoin O’Duffy). Perfino negli USA c’erano dei Bannon d’epoca. È già successo che le esibizioni e le velleità italiote fossero considerate esempio virtuoso. Anzi, a dir la verità, c’erano anche dei lecca orecchie che ammiravano il Binomio MussoliniHitler per come trattava gli ebrei, i massoni, i disabili, i negri, gli avversari politici “di sinistra”, chiunque creasse un problema e che al momento opportuno spinse prima per le leggi razziali e poi per il disastro della Seconda Guerra Mondiale.

Mi scuso per le semplificazioni ma davanti a tentativi di semplificare ci troviamo questa mattiana al Parlamento Europeo.

Direi di non considerare una garanzia o una cosa “fica” da sottolineare (questo ritengo voglia dire Alessandro Di Battista di Salvini in quanto fenomeno platealmente pompato utile a cercare di far rimuovere il dato oggettivo che era stato il M5S a vincere le elezioni) che pericolosi individui (si vedrà come si è visto, tanto per fare un esempio, con Milosevic, di che pasta siano questi Orban) lo osannano. Anzi, che personaggi del genere lo amino, racconta solo che la storia non si prepara a ripetersi, per la seconda volta, come sostiene Carlo Marx, in forma di farsa, dopo la prima volta, ma in quella di tragedia. Si sbagliava platealmente Marx (e non solo in questo perché chi ha la pancia piena non ascolta ragioni). E la tragedia si ripeterà. Dietro la politica di Orban c’è, ad esempio, l’odio per Soros che non viene considerato un ungherese che la pensa in modo diverso, un filantropo, ma un ebreo dedito ai complotti. E se avete paura a scriverlo voi, lo faccio io: Borghezio/Salvini e i nuovi alleati “di destra” che hanno portato la Lega alle attuali percentuali  nel centro sud, sono feroci antisemiti. Odiano i negri e gli ebrei e quelli genericamente di sinistra e finalmente possono “sfogare” questi loro pensieri  segreti e lo fanno adducendo cento sfumature di “grigio” per non rivelare i loro cuori neri.

Nelle prime righe di questo post ho nominato i CAUR e per aiutarvi (ma forse mi preoccupo inutilmente e voi tutti sapete di cosa parlo) dedico la scheda che la rete già possiede così vi date una regolata sui corsi e i ricorsi, sulle farse e sulle tragedie, compreso sull’odio costante e permanente per gli ebrei. E torno a dirlo assumendomene la responsabilità: Orban odia prioritariamente Soros perché è ebreo. Ecco l’allarme su cui in troppi tacciono o, come Israele, stanno alla finestra.

Il congresso fascista internazionale del 1934 fu una riunione di rappresentanti delle organizzazioni fasciste europee. Il congresso si tenne il 16-17 dicembre del 1934 a Montreux, in Svizzera. Il convegno fu organizzato e presieduto dai Comitati d’Azione per l’Universalità di Roma (CAUR).

Ecco i CAUR del titolo.

CAUR

I Comitati d’Azione per l’Universalità di Roma sono stati una rete fondata nel 1933 da Benito Mussolini, capo del fascismo italiano. Direttore dei CAUR era Eugenio Coselschi ed il suo obiettivo dichiarato era quello di agire come una rete per un “fascismo internazionale”. I maggiori ostacoli sorsero in materia di organizzazione del tentativo di individuare un “fascismo universale”, nonché i criteri che un organismo avrebbe dovuto soddisfare al fine di qualificarsi come “fascista”. Tuttavia, la rete individuò movimenti “fascisti” sparsi in 39 paesi, compresi tutti i paesi europei (ad eccezione della Jugoslavia), gli Stati Uniti, Canada, Australia,Sudafrica, cinque paesi in Asia e sei nell’America Latina. Non tutti i diversi gruppi erano in accordo su alcuni temi e cercarono di mostrare i propri punti di vista sui conflitti sorti su questioni come razzismo, antisemitismocorporativismo e la struttura statale da impiantare.

La prima conferenza mondiale del CAUR fu convocata a Montreux il 16 dicembre 1934. Parteciparono a questa conferenza rappresentanti provenienti da organizzazioni fasciste di 13 paesi europei tra cui Ion Moța della RomenaGuardia di Ferro, Vidkun Quisling della Norvegese Nasjonal Samling, Gimenez Caballero della Falange Spagnola, Eoin O’Duffy delle irlandesi Blueshirts, Marcel Bucard della Partito Francista, alcuni rappresentanti del lituanoTautininkai, la portoghese Acção Escolar Vanguarda (Avanguardia Scuola d’azione avanguardista, con lo status di osservatore), diretta da António de Queiroz, futuro capo del Emissora Nacional, la stazione radio nazionale del Portogallo), così come delegati provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi, e Svizzera.

Clamorosa fu l’assenza di rappresentanti della Germania nazista[4]. Difatti la conferenza di Montreux si svolse solo sei mesi dopo l’assassinio dell’austrofascista Cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss da parte di agenti nazisti e la conseguente crisi diplomatica tra Italia e Germania. Allo stesso modo Mussolini non consentì ad alcun rappresentante ufficiale del governo italiano di partecipare alla riunione, apparentemente, in modo che la conferenza non sembrasse totalmente manovrata dall’Italia. José Antonio Primo de Rivera, permettendo ai membri della Falange di partecipare, affermò che la Falange come organizzazione non sarebbe stata rappresentata nel CAUR in quanto “non era un Movimento fascista”. Altri notevoli assenze inclusero l’austriaco Ernst Rüdiger Starhemberg e Oswald Mosley della Gran Bretagna.

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Manifesto del congresso

Fin dall’inizio, la conferenza venne segnata da gravi conflitti tra i partecipanti. Coselschi, in qualità di presidente della Conferenza, si scontrò con Quisling sull’importanza della Germania nazista per il fascismo internazionale. Moța, sostenuto dai delegati danese e svizzero, creò una frattura nel sottolineare la centralità da dare all’antisemitismo nei movimenti fascisti, una mossa che trovò opposizione in Coselschi e O’Duffy.

Sulla questione dell’antisemitismo, vennero adottate diverse risoluzioni di compromesso. Venne dichiarato che «la questione ebraica non deve essere convertita in un universale campagna di odio contro gli ebrei» mentre si affermò al contempo che «considerando che in molti paesi determinati gruppi di ebrei si sono installati da tempo, ed esercitano in un contesto aperto ma in modo occulto un’influenza pregiudizievole per gli interessi materiali e morali del paese che li ospita, costituendo una sorta di Stato nello Stato approfittando di tutti i vantaggi e rifuggendo tutti gli svantaggi, ritenendo che essi sono inclini a fornire supporto agli elementi internazionali della rivoluzione comunista che sarebbe distruttiva per l’idea di patriottismo e di civiltà cristiana, la Conferenza denuncia la nefasta azione di questi elementi ed è pronta a combatterli».

I delegati alla conferenza dichiararono all’unanimità la loro opposizione al sistema comunista e alla Terza Internazionale.

Una seconda e ultima conferenza si svolse a Montreux nell’aprile del 1935. Josè Antonio Primo de Rivera fece una breve apparizione alla conferenza, utilizzando l’opportunità di esprimere solidarietà con il movimento pur affermando che la Spagna non era pronta a partecipare a qualsiasi impresa del fascismo internazionale.

La conferenza, in sintesi, non fu in grado di colmare il divario tra i partecipanti che proposero la realizzazione di un’integrazione dei cittadini in un sistema corporativo socio-politico-economico e quelli che invece propesero per un sistema basato principalmente su caratteri etnico-razziali. La pretesa di trovare un “fascismo universale” non poté sopravvivere a questa frattura ed il movimento non raggiunse il suo obiettivo di agire come contrappeso al comunismo internazionale.

Congrès_international_fasciste_de_Montreux_1934_(caricature)

Il CAUR non ricevette mai l’approvazione ufficiale né dal Partito Fascista Italiano né dalla Falange Spagnola. Esso non riuscì a presentare una comune definizione di ciò che è il “fascismo” e non riuscì a federare la maggior parte dei partiti fascisti in un unico movimento internazionale.

Gli eventi della seconda guerra mondiale confermeranno le invalicabili divergenze nell’applicazione del fascismo in paesi tanto diversi culturalmente.

Come vedete la storia può essere maestra.

Oreste Grani /Leo Rugens

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