A proposito di Giancarlo Giorgetti e del suo sistematico non sapere niente

seconda giornata di consultazioni al quirinale  per la creazione

Vi abbiamo scritto cosa pensiamo di Giancarlo Giorgetti in più post. Soprattutto abbiamo ribadito che se uno, facendo il politico e non il clown al circo Barnum, troppe volte si spaccia per un fesso che non sa cosa succeda introno a lui, o è un fesso (cosa rarissima ma possibile) o è un mascalzone che vorrebbe ciclicamente farsi credere innocente.

Giorgetti ha lasciato che fossero condannati degli amministratori quando fu il caso della Credit Euro Nord e si fece passare per un distratto incompetente. Ora a ore (vi piace il gioco di parole), dovrà cominciare a rilasciare dichiarazioni alla stampa sul fatto che è veramente un cretino sotto il cui naso, occhi, orecchie accade di tutto e sempre a sua insaputa. Tipo quando Scajola cercò di convincervi che gli avevano comprato una casa a sua insaputa e dopo qualche anno lo avete trovato mascalzone come pochi. Decidetevi una buona volta: questo Giorgetti è uno fico, intelligente, competente, affidabile per i mercati o una testa di cazzo senza speranza? Una volta tanto, sentite a me il terzium è dato: Giorgetti è uno dei tanti mediocri della primissima repubblica ma essendo cresciuto in un ambiente (la Lega Nord) dove la laurea non comprata ce l’avevano in pochi, può essere sembrato uno super dotato. Io penso pertanto che sia al capolinea e il suo fare la solita sceneggiata di chi non sa cosa possa essere successo, questa volta potrebbe non funzionare.    

Le date delle movimentazioni saranno determinati. Veniamo al metodo. In presenza di un crimine, è il caso di trattare le tracce come si studia che vanno trattate. Cioè con modalità polivalenti. perché, provate a pensarci, la traccia è effetto di una causa. Si studia infatti una traccia per comprenderne la causa. La traccia (e quella bancaria di cui si parla è una tracciona) è di solito del tipo polivalente. Vuol dire che può avere diverse chiavi di lettura e significati. A sua volta la traccia può fornire informazioni di diverso tipo. Le tracce solitamente parlano, dicono come sono fatte, possono rilevare chi le ha lasciate e perché. Bisogna solo saperle e volerle leggere. Le altre volte, in altre date e in altro contesto politico, le tracce portavano anche a Giorgetti ma Antonio da Padova (ho scelto un santo a caso) gli fece la grazia. Dicevo che le tracce/prove bisogna saperle leggere interpretare e comprendere per inserirle nel contesto giusto dove, se ben inserite, solitamente inchiodano il colpevole. Preventivamente una traccia va osservata, fissate, descritta, studiata da sola: i soldi sono stati trasferiti da dove erano. Questo è avvenuto certamente e in una certa data. Riportandosi a quella data, con modalità che mi permetterò di suggerire, si potrà capire se uno ci fa, o c’è. Intendendo cretino. Torno a dire se non sarà accertato che è cretino, sarà ciò che la magistratura appurerà.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. Come dico da mesi: ma gente come questa che nasconde i soldi frettolosamente  e maldestramente all’estero che minchia c’entra il M5S?