Verdini – quello che piaceva tanto alla Boschi e a Renzi – ancora una volta condannato: altri 5 anni e sei mesi!

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Raffiche di condanne sul povero ex macellaio di Aulla, Denis Verdini. Ex Senatore e ex deus ex machina delle grandi manovre senesi. Delinquente accertato che tanto piaceva alla somma giurista Maria Elena Boschi. Perché, vedete di tenere la barra sulla memoria, anche a breve, gentaccia come Verdini ed altri, hanno governato il Paese sia determinando scelte a Palazzo Chigi che nelle amministrazioni locali. Una figura difficilmente definibile come Franco Ceccuzzi, tanto per fare un esempio, è diventato sindaco di Siena PD, in un momento determinante (primavera 2011) per l’emersione della verità di quanto di illecito veniva fatto a discapito degli azionisti del MPS e dell’Italia tutta, grazie ala manovre elettorali proprio ordite dal criminale ormai riconosciuto come tale. Fu lui, assecondato dai suoi complici occulti,  a far diventare berlusconiano l’ex comunista Alessandro Nannini che drenò il 21% degli elettori consentendo a l’improponibile Ceccuzzi di vincere. Ringraziamo la Provvidenza, il Grande Architetto e chiunque vogliate evocare per averci fatto arrivare vivi a vedere la punizione avvicinarsi.

Perché Denis Verdini, se non si ammazza prima, sarà punito duramente dala somma delle condanne.

Oreste Grani/Leo Rugens consapevole che la vendetta non è un sentimento nobile e che non fa certo onore. Ma questo sentimento ignobile lo provo, dopo averlo coltivato.

Uno dei tanti post a lui dedicati:


È ORA DI AUTOSPUTARCI IN FACCIA SE LASCEREMO A DENIS VERDINI DI GUIDARE LA REPUBBLICA.

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Se un popolo arriva ad affidare ad un rotolo di coppa quale Denis Verdini le sue sorti non ha diritto alla Libertà e a nessuna forma di sovranità. Se una Nazione abdica la propria storia che è fatta certamente anche di ombre ma che ha segnato pagine splendide di valore politico culturale etico morale e si consegna, mani e piedi legate, per farsi sodomizzare, al macellaio/norcino/salumiere/vessatore di donne/usurpatore della tradizione risorgimentale massonica/bancarottiere Verdini gli rimane solo l’auto sputo in faccia con sapiente lancio verso l’alto.

Il rotolo di coppa, passo dopo passo, caciara dopo caciara, vero e aggressivo mestatore (si può dire mestatore se Salvini da del verme al Premier Renzi?), piazzò, in accordo con i massoncelli venduti di Siena, il povero Alessandro Nannini a fare il candidato sindaco di disturbo, a nome del PDL, lui che da sempre era stato comunista, perché il PD di Mussari, Bisi, Ceccuzzi, Raffi non potesse, nella primavera del 2011, perdere.

PDL - elezione diretta Presidente della Repubblica

Verdini fece tutto lui, complici determinanti quelli che per giuramento segreto appartenevano alla sua consorteria di pseudomassoni farabutti. Io ero lì, con un manipolo (veramente pochi e mal armati rispetto all’impresa) di cittadini eroici nell’inutile tentativo di non far riuscire la prova generale del “golpe”. Come andò lo sanno i miei nemici e quei quattro amici che mi sono rimasti vicini. Fui sconfitto e con me l’ipotesi che Verdini fosse fermato e il suo modello consociativistico e truffaldino. Franco Ceccuzzi non perse (che fine a fatto quell’ameba inutile?) ma perse l’Italia, come noi ipaziani avevamo previsto.

Il confezionatore del pacco ai cittadini senesi e agli italiani, in accordo con i doppiogiochisti locali, finti massoni, luciferini ex comunisti con il cappotto di cammello e le Maserati quattro porte, gran bevitori di champagne e prelibati vini nostrani, fu l’uomo oggi magnificato dal giglio magico renziano e da tutti quelli che lo vedono artefice del prolungamento della loro permanenza nelle Istituzioni repubblicane.

Che Paese è un paese che “scivola” sull’ALA verdiniana senza provare a ribellarsi a tanta violenta prevaricazione?

Qualcuno non si ribella perché pensa che la Repubblica sarà salvata da Vannino Chiti che a sentire il materassaio di Arezzo è anche suo buon conoscente se non amico?

Ma non vedete che, nel gioco delle parti, il problema era ed è, solo e unicamente, fare in modo che non vinca il M5S e con esso i cittadini onesti che lo compongono perché, quella che era apparentemente un’armata Brancaleone, ogni giorno di più si mostra fatta di competenti amministratori in grado di guidare l’Italia? Guidarla bene come dopo l’affarista rapidamente arricchitosi compagno Tidei, Antonio Cozzolino (M5S) sta guidando, pacatamente e con competenza, la difficile e strategica Civitavecchia.

Da mesi si discute di presunte appartenenze alla Massoneria di Matteo Renzi. Non credo che in nessuna spietata Ur-Lodge mondialista un tale burattino (si può dire burattino se Salvini gli ha dato del verme?) possa essere accolto e affiliato. Ritengo viceversa che il Verdini Denis sia “fratello” (sic!) in qualche loggetta toscanella ma grazie alla pochezza italica (in tutti i campi e quindi anche e soprattutto quello latomistico) appare ai bisognosi di guida e di protezione “un qualcuno”.

Maserati 4porte Executive1

Così è ridotta la Patria se uno come Verdini Denis arriva a determinare il cambiamento del dettame costituzionale. A meno che la sirena di mezzogiorno non si metta a suonare (anche fuori orario), che i cannoni sparino a salve prima del mezzodì e che tutte le campane delle, per fortuna, numerosissime chiese italiane non vengano sciolte e suonate a festa quando la Magistratura porrà fine a questo orrore e a tanta violenza. Qualcuno dice che l’ora è vicina. Qualcuno suggerisce, qualora non ci potesse pensare la giustizia repubblicana, di fare in altro modo risolvendo, in piazza e a calci in culo, l’oscena vicenda. Ma a parlare certamente è quella parte di me che soffre ancora troppo dell’essere stato tradito da chi pensavo amico e  uomo intelligente in accordo con un verme come Denis Verdini. Si può dire “verme” dal momento che senza conseguenze Matteo Salvini così ha apostrofato il Capo del Governo, Matteo Renzi?

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Oreste Grani/Leo Rugens